Il muro di Berlino è caduto ma la Rai resta una e trina come ai tempi della guerra fredda. Grande Nord fa sentire la sua voce

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di CASSANDRA – Oramai ci si fa andare bene tutto. Rassegnati a sentire e vedere in televisione quel che passa il convento, i cittadini sono se non  rassegnati, di fatto indifferenti, assuefatti al contenuto della televisione, dei suoi principali canali di informazione. La Rai è lo specchio fedele della divisione e condivisione degli equilibri di potere. Dove passa quel che deve passare, specularmente come Mediaset. In un regime di quasi duopolio senza che vi siano concorrenze sleali, né reali, ma status quo, i temi della crisi del Nord, l’affanno delle sue imprese, sulle famiglie che non arrivano a metà mese, sono meno importanti rispetto alle scalette parlamentari e ai tempi calcolati sui secondi spaccati della par condicio che propone il vuoto dei contenuti, l’apparizione di volti da estetica plastica parlamentare, i soliti esperti, il poltronificio dei ripetenti.

La Rai è come il Parlamento. Non è il paese reale. Grande Nord ha avuto coraggio nel proporre una manifestazione di protesta sotto la sede regionale di corso Sempione a Milano. Ormai non si manifesta più, si è persa la passione civile di essere controcorrente e di avere la forza di alzare la voce. Per dire cose ovvie, e cioè che un esercito di migliaia di giornalisti potrebbe lavorare meglio, con soddisfazione di quelli che magari il giornalismo non riescono a farlo perché sono stati imbucati e messi a lavorare col silenziatore. Un sistema che è fedele fotocopia della vecchia ripartizione politica della comunicazione nata col muro di Berlino. Solo che il muro di Berlino è caduto, e le reti Rai sono rimaste tre. A dividere destra, sinistra, amici della maggioranza e dell’opposizione. Bravi e meno bravi, ma se vinci sei bravissimo.

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Tg 9 Novembre – Edizione Straordinaria -Manifestazione quest'oggi di Grande Nord davanti agli studi RAI di Corso Sempione a Milano. Dopo Mediaset, anche la TV di Stato subisce la protesta del movimento di Roberto Bernardelli, "il sindacato del Nord" come lui lo definisce, che rimprovera alla Tv di Stato si aver abbandonato il tema della questione settentrionale con tutti gli addentellati del caso: a partire dalla questione del lavoro, delle imprese, delle tasse. E bisognerebbe aggiungere anche della questione meridionale che della questione settentrionale è il suo effetto. Ecco il Tg di oggi con le immagini della manifestazione

Publiée par Grande Nord sur Samedi 9 novembre 2019

 

 

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