Il ministro Mauro testimonial degli F-35. Decolla la polemica

di CLAUDIO PREVOSTI

Prima Sel, poi il Pd: la foto con citazione del ministro Mario Mauro usata dalla Lockheed Martin durante una convention di presentazione alla stampa del caccia F-35 fa scoppiare un piccolo caso politico. Chiusosi, ma poi nemmeno del tutto, in serata, quando la stessa azienda statunitense ridimensiona l’accaduto, precisando di aver usato una dichiarazione pubblica del ministro italiano e una sua immagine unitamente a quelle di altri ministri stranieri a sua insaputa. Tutto nasce da un articolo di Repubblica in cui si parla di Mauro come «testimonial» del velivolo militare. «Per amare la pace devi armare la pace, l’F-35 lo fa» è la frase virgolettata che «campeggia» sul «volto» di Mauro, scrive il quotidiano da New York, «in testa a un elenco di sponsor stranieri». Articolo che Sel cavalca immediatamente per attaccare il ministro: «L’articolo ci conferma un giudizio che abbiamo maturato da tempo» e cioè che Mauro è un «Giano Bifronte: metà Ministro, metà lobbista», attacca il capogruppo in commissione Esteri Arturo Scotto.

Altrettanto dura la presa di posizione della collega di partito, Loredana De Petris, che minaccia di presentare «un’interrogazione formale». Poco dopo è il turno del Pd che, seppure con toni più pacati e soprattutto con qualche condizionale in più, chiede al titolare della Difesa di chiarire. «Aspettiamo smentite da parte del ministro, ancora speriamo che non sia vero quanto riportato da un quotidiano sullo spot della Lockheed», afferma Gero Grassi, vice presidente del gruppo alla Camera. Posizioni analoghe vengono espresse da Gianpiero Scanu, della commissione Difesa della Camera, e Andrea Manciulli responsabile Difesa del partito. Dichiarazioni che spingono la portavoce del ministro ad intervenire, minacciando azioni legali contro «chiunque utilizzi in modo improprio, diffamatorio o superficiale l’immagine o le dichiarazioni del Ministro della Difesa» e precisando che durante la convention della Lockheed Martin «sono state impropriamente utilizzate l’immagine e dichiarazioni del Ministro della Difesa». Poco dopo è lo stesso colosso aeronautico a chiarire che Mauro «non era stato messo al corrente» del fatto che «una delle sue dichiarazioni pubbliche sarebbe stata citata durante una presentazione». Nel «rammaricarsi per qualsiasi fraintendimento», la società precisa anche che il ministro non era un «testimonial», visto che le sue parole e il suo volto erano stati inseriti insieme a «molte dichiarazioni pubbliche rilasciate dai Ministri della Difesa di tutto il mondo e dai leader militari degli Stati Uniti». Nota stampa alla quale non seguono altre dichiarazioni.

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4 Comments

  1. michela verdi says:

    Facile “armare la pace” con i soldio degli altri, Noi contribuenti tartassati vi proibiamo di sbattere via i soldi che ci sottraete quotidianamente con la minaccia della violenza. Mauro, cattolico ciellino, dovrebbe andare a nascondersi.

  2. Albert Nextein says:

    Non ci sono scuse o propaganda che tengano.
    Questi sono soldi buttati via.
    E tra qualche anno si scopriranno anche le tangenti passate di mano.
    D’altronde , in un paese guidato da una gerontocrazia demente , ladra ed autoreferenziale non ci si può attendere che il peggio.
    Questi predicano in ogni modo e razzolano come loro pare.
    In estrema sintesi, si fanno gli affaracci loro a nostre spese.
    Ma questo già lo sappiamo.

  3. Sandrone says:

    Chiudere immediatamente tutte le basi militari a nord di Livorno…TUTTE!

  4. el noddego says:

    La pace in italia non è mai stata minacciata e non è probabile che lo sia in futuro; non certo da nemici che si debbano affrontare con dei cacciabombardieri. Mentre l’acquisto degli F35 serve a rappacificare l’apparato commerciale con il consiglio d’amministrazione della Lockheed Martin deluso dall’andamento delle vendite. La Lockheed non è nuova a certe imprese commerciali con il governo italiano, come la storia dei C119..39 insegna. Il “sacro suolo” non si difende con quella roba ma con i controlli alle frontiere, negli aeroporti, negli scali marittimi e, nel peggiore dei casi, con delle moderne batterie di missili che le nostre industrie hanno già dimostrato di saper costruire in modo altamente competitivo. E se a Bruxelles qualcuno si azzarda a menzionare Schengen o il diritto d’asilo di certi migranti gli si chieda cosa è stato fatto dalla UE per aiutarci a contenere il flusso migratorio negli ultimi vent’anni. Siamo nella merda fino alle narici ed il governo ha il tempo di pensare agli F35. Questo fatto, da solo, dovrebbe convincere i più distratti e reticenti che l’indipendenza dai governi romani non è un’opzione ma l’unica via di salvezza.

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