Il ministro Madia, giovani apprendisti stregoni

di CLAUDIO ROMITI

Come mio costume prima di valutare l’operato un governo aspetto i suoi primi provvedimenti. Per questo in merito al nuovo esecutivo Renzi sospendo momentaneamente il giudizio. Tuttavia le prime dichiarazioni della ministra col pancione Madia non sembrano indicare insperati cambi da passo nella direzione di una, seppur blanda, riduzione del perimetro pubblico, conditio sine qua non per rimettere in sesto la malandata baracca italiota.

Questa giovane esponente dell’esecutivo dei rottamatori, titolare della Semplificazione amministrativa e della Funzione pubblica, non ha perso tempo nello spezzare una lancia in favore dei cosiddetti precari della pubblica amministrazione. Cavalcando la vecchia tematica del “tutti dentro tanto paga Pantalone”, al pari di tanti suoi  spregiudicati colleghi della politica di professione, l’ex pupilla di Walter Veltroni ha solennemente dichiarato di voler risolvere il problema dei tanti aspiranti al posto fisso nello Stato.  Ma così facendo, ossia stabilizzando altri reggimenti di passacarte riveriti e garantiti, lo squilibrio che sta alla base del nostro imminente disastro sociale ed economico non farà che aggravarsi.

Ciò per il semplice dettaglio che nel Paese di Pulcinella ci sono troppi individui che vivono di spesa e di tasse e troppo pochi che producono in regime di mercato. Pertanto una ulteriore sovietizzazione targata Madia non potrebbe che risultare funesta per un sistema già da tempo giunto alla canna del gas. Forse  questi ragazzetti di governo, tutti chiacchiere e distintivo, non hanno ancora compreso che i soldi degli altri sono dannatamente finiti per continuare la folle politica dei pasti gratis. Il fallimento prossimo futuro, ahinoi, darà loro la  sveglia.

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9 Comments

  1. Ruggero says:

    Quanto è veritiero questo articolo . Sono d’accordo con Voi che a furia di dire prima o poi stiamo invecchiando in un paese pieno di ingiustizie ,sempre più povero e con prospettive di peggioramento e di degrado sociale ,sempre più evidenti

  2. Lombard Patriot says:

    BEH GLI EX GIOVANI PADANI INCADREGATI ALTRO CHE APPRENDISTI STREGONI

  3. Berghemadler says:

    Volete dirmi, di grazia, per quando sarebbe prevista la “messa in opera ” di questa “lotta di classe” ?
    Mi piacerebbe non essere ancora morto.
    Per ora vedo ancora INCONTRASTATO l’assalto alla diligenza.
    Non sperate che rinsaviscano da soli !!!!

  4. Dan says:

    Ma in un paese che necessita di gente pronta ad agire per mettere a posto le cose, non si poteva trovare proprio nessuno di meglio di una donna incinta ?

    Si parla di tagliare i costi alla politica ma intanto quando la signora partorirà starà fuori dalle scene per un periodo, ergo servirà un sostituto ovviamente dietro compenso.

  5. Aquele Abraço says:

    Gli itagliani e le itagliane non vogliono più libertà, perché significherebbe più responsabilità personale e più concorrenza e competizione, vogliono solo la garanzia del posto fisso, possibilmente statale e vicino a casa. Cosa di meglio allora di una bella dittatura di Stato fascista o nord-coreana, le differenze sono solo dettagli, peccato solo che in Itaglia i dettagli facciano così differenza che la gente (stupida) è disposta ad ammazzarsi per essi. Anche per questo preferisco non essere itagliano….

  6. Segnatevi il nome di questa eroina sanguisuga, sarà utile per inserirla di diritto tra i processati per direttissima dal comitato rivoluzionario dei produttori prossimo venturo.

    • Mister Libertarian says:

      Ben detto. Prima o poi i produttori sfruttati scateneranno una lotta di classe libertaria contro questi parassiti, e saranno dolori.

      Tutti i politici come questa Madia che si comprano il consenso dilapidando i miliardi altrui verranno costretti a restituirli fino all’ultimo euro.

      E non ci sarà pietà per nessuno.

      • Dan says:

        A forza di fare prima o poi, non resterà neanche la forza per vivere figuriamoci per ribellarsi.
        Ci si rivolta quando si ha ancora la possibilità di ricostruire qualcosa, ma di questo passo la biada finirà, tutta

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