Il ministro leghista Bussetti della scuola. Quasi niente o forse niente. Ma da lui si vuole così!

scuola-sicura

di SERGIO BIANCHINI – Personalmente sono contento dei risultati del voto del 5 marzo e della svolta che la politica italiana sicuramente ne riceverà attraverso vicende magari tumultuose e in parte imprevedibili.
Sulla scuola però il capo del governo, Conte , ha dichiarato: ”la scuola va bene così”.

Allora ho capito come e perché fosse stato nominato ministro della pubblica istruzione un signore che di organizzazione scolastica si era occupato poco e che solo negli ultimi dieci anni era balzato ai vertici dell’amministrazione in Lombardia  ma senza lasciare alcuna traccia e mantenendo un profilo assolutamente piatto.

Nell’intervista di venerdì 31 agosto sul Corriere della Sera possiamo esaminare il “quasi niente” del programma di lavoro ministeriale alla pubblica istruzione.
Il ministro dichiara: Ridurremo le ore di scuola lavoro- Forniremo indicazioni sulle altre prove di maturità- Cambieremo impostazione alla didattica senza fare investimenti perché c’è il tablet- miglioreremo l’insegnamento dell’inglese- le pensioni procureranno un ricambio degli insegnanti- proveremo a fare nuovi concorsi più rapidamente- ridurremo il tirocinio.

Promessine senza tempo e senza quantità, senza cioè i due elementi chiave del lavoro di governo.
Si arriva poi, finalmente, alla storica questione dei docenti meridionali che prendono il posto al nord e poi vanno via. La soluzione quale è? è nei concorsi nazional-regionali. Cioè il concorso viene indetto sui posti regionali ma chi lo vince continua a mantenere la titolarità nazionale e quindi come adesso potrà chiedere il trasferimento verso casa.
Il ministro dice che ci sarà ”un obbligo di permanenza pluriennale”. Questo obbligo di 3 anni esiste già e il ministro non formula una diversa lunghezza della permanenza obbligatoria. Quindi è lecito pensare che la differenza sarà minima e forse nulla.

Proseguiamo verso la conclusione :- Accelerazione dell’inserimento dei presidi mancanti tramite l’immissione in servizio dopo il superamento della sola prova orale. Colpo finale sulla “dignità dei docenti”: Il ministero cercherà… di evitare che abbiano riduzioni (riduzioni!) di stipendio.
Che pacchia! Finalmente arriva la tanto attesa aria fritta.. ..Chiedo scusa , dovevo scrivere aria fresca?

 

 

 

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One Comment

  1. caterina says:

    Insisto: i concorsi per accedere all’insegnamento nella scola dell’obbligo e istituti seperiori devono essere regionali… Le pletore di concorrenti da tutt’Italia isole comprese, e successivo via vai di permessi trasferimenti assenze, son tutte cose che danneggiano la scuola e la declassano al postificio statale piu’ colossale e piu’ squalificato… Le iniversita’ invece si daranno un ordinamento che garantisca e promuova le proprie eccellenze sia per l’ammissione agli studi che per la scelta dei docenti.

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