Il ministro del 2%: fuori i gay, dentro gli immigrati!

di GIULIO ARRIGHINIALFANO

Caro Alfano, ma chi se ne frega dei matrimoni gay! Vivi e lascia vivere, in questo Paese preoccuparsi di scrivere ai prefetti per annullare le unioni civili contratte all’estero anziché dare priorità allo sbarco senza precedenti di più di centomila immigrati, che non pagano le tasse, che ci stanno tutti economicamente sul groppone, non mi pare un grande atto da statista. Scrivere agli sgherri locali del governo che non bisogna contraddire il Vaticano sulle scelte personali di vita, è roba da prima democrazia cristiana. Basta! Fino a quando lo Stato vorrà intrufolarsi dentro la camera da letto della gente? Siamo schiacciati dal debito pubblico, paghiamo i vitalizi ai politici corrotti condannati e finiti in galera. Strapaghiamo le prefetture e i commissari prefettizi, abbiamo visto trasformare le scuole in case d’appuntamento per insegnanti del Sud che, vinto il concorso, poi si mettono in malattia e lasciano i nostri studenti in mutande, la ‘ndrangheta è più diffusa della mafia, lo Stato non riesce a vendere un bene confiscato alle cosche… (sai quanti miliardi ne ricaverebbe lo Stato per creare imprese e pagare le pensioni?). Caro ministro, fai alzare il culo ai prefetti su questo, visto che sono la vostra lunga mano su queste emergenze aperte, a casa nostra.

Preoccupati, caro ministro, di pagare gli straordinari alle forze dell’ordine, e di non intralciare, quando sarà il momento, i referendum per l’indipendenza. Abbiamo problemi ben più seri da affrontare, non depistate ancora una volta i cittadini dalle emergenze che non fanno arrivare a fine mese.

segretario Indipendenza Lombarda

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2 Comments

  1. Castagno 12 says:

    Per la precisione, ora i commenti sono tre.

    Certamente forniscono orgomenti da utilizzare con i Suoi Militanti.

    Il loro ostinato silenzio (non fanno ciò che serve) NON E’ BENEAUGURANTE !

  2. Castagno 12 says:

    Vedi mio commento (at 2:50 pm) in coda all’articolo odierno del sig. ROBERTO BERNARDELLI.

    GRAZIE.

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