Il ministero smentisce: Matassa ancora capo della task force. Torna tutto?

 Il testimone è passato ad altro dirigente

2 – “Un mese fa su Megashouts.org è stata lanciata la campagna #stoprandagismo che chiedeva a Rosalba Matassa, responsabile della Task Force Animali del Ministero della Salute, di risolvere la terribile piaga del randagismo in Sicilia con l’adeguamento delle strutture sanitarie per gli animali d’affezione, solo 13 a fronte dei 390 comuni dell’isola. L’iniziativa (http://goo.gl/EWjKiw) ha raggiunto un reach di 557.000 persone con il supporto, attraverso il loro profilo Twitter, di personaggi famosi quali il cofondatore di Legambiente Walter Ganapini, la produttrice discografica Mara Maionchi, il giornalista e scrittore Stefano Olivari e l’attore e doppiatore Luca Ward”.

Riporta il giornale sardo:

“Rosalba Matassa ha gentilmente risposto alla campagna raccontando l’attività della Task Force fino allo scorso marzo, quando il testimone dell’Unità Operativa è passato a Ugo Santucci.

 

La risposta di Matassa: “Da marzo non ho più il coordinamento”

Nella risposta della dr. Matassa   a #STOPRANDAGISMO (http://goo.gl/EWjKiwsi legge:

3 – “Buongiorno a tutti,

quando ho ricevuto la mail di Megashouts.orgstop randagismo” sono rimasta abbastanza perplessa perché non capivo di cosa si trattasse ma poi ho letto i contenuti e ho apprezzato molto l’iniziativa partita da un volontario siciliano cui si sono aggiunti tantissimi cittadini italiani.

Desidero ringraziarvi per aver aderito a questa campagna contro il randagismo, una piaga che purtroppo non riguarda solo la Sicilia ma anche molte altre regioni italiane.

Vi ringrazio anche per aver indirizzato a me la vostra richiesta di aiuto perché per molti anni come responsabile dell’Unità operativa per la tutela degli animali, lotta al randagismo e ai maltrattamenti del Ministero della Salute ho cercato di contrastare i reati contro gli animali e di far applicare le leggi vigenti per la loro tutela collaborando con le Associazioni protezionistiche, con i cittadini e con le Istituzioni virtuose.

L’Unità operativa sin dalla sua istituzione ha lavorato molto; con i miei collaboratori ho effettuato interventi in quasi tutte le regioni italiane, abbiamo fatto ispezioni e sequestri di canili, di strutture abusive, nei maneggi, nei giardini zoologici, restituendo la dignità a tantissimi animali che vivevano in situazioni di degrado e maltrattamento come ad esempio i cani del canile di Domicella, di quello di Trani, i cavalli di Colleferro ecc. mettendo in evidenza anche il business, lo sperpero di soldi pubblici e la speculazione che viene fatta sulla pelle degli animali.

La Sicilia è stata monitorata sin dal 2009 dopo i tragici fatti di Scicli e Modica e spesso sono stati fatti interventi sui Sindaci, sulle ASP, sull’Assessorato alla sanità della Regione. Nell’aprile 2014 abbiamo effettuato una grossa operazione in due canili di Catania ed era mia intenzione proseguire con gli interventi nel territorio anche in affiancamento e supporto alle Autorità territorialmente competenti per porre in essere un piano d’intervento concreto per contenere il fenomeno del randagismo e tutelare realmente gli animali.

Tuttavia, dallo scorso mese di marzo per decisione del mio Direttore Generale, Dr. Silvio Borrello, non ho più il coordinamento dell’Unità Operativa e purtroppo con grande dispiacere (chi mi conosce sa quanto io ami gli animali e con quanta passione ho fatto il mio lavoro in questi anni) devo comunicare a tutti coloro che hanno sottoscritto la campagna di Megashouts.org “stop randagismo” di indirizzare le richieste al nuovo responsabile dell’Unità Operativa, Dr. Ugo Santucci.

Mi auguro che questa campagna, che dimostra la sensibilità di tanti cittadini nei confronti degli animali, possa raggiungere dei risultati nell’interesse non solo dei nostri amici a 4 zampe ma anche della civiltà del nostro Paese”.

Questo è il sito su cui trovare la ripresa di queste dichiarazioni, già peraltro pubblicate da Megashouts.orgstop randagismo”:

http://www.sardegnareporter.it/stop-randagismo-rosalba-matassa-racconta-la-task-force-animali-del-ministero/

Il ministero smentisce: mai rimossa
E questa invece è la nota del ministero del 4 maggio sera, che volentieri pubblichiamo.
“Il Ministero della Salute smentisce la notizia della rimozione della dr.ssa Rosalba Matassa dall’incarico di coordinatrice della “Task force per la Tutela degli animali da affezione e la lotta al randagismo”, diffusa da alcune agenzie di stampa e ripresa da organi d’informazione on line.

Qualunque collegamento tra la sua presunta rimozione e attività investigative condotte sul business dei canili lager è del tutto infondata. Tali insinuazioni sono false e fortemente lesive dell’immagine del Ministero della salute che si riserva di intraprendere eventuali azioni a propria tutela.

La dr.ssa Matassa, dirigente delle professionalità sanitarie, non è mai stata rimossa e ricopre tutt’ora il ruolo di coordinatrice della Task force. Nessun provvedimento di questa Amministrazione l’ha di recente interessata, né direttamente né indirettamente.

La Task force opera da sempre all’interno dell’Ufficio VI della Direzione generale della sanità animale e farmaci veterinari e sotto la responsabilità di un Direttore, come previsto dal regolamento di organizzazione del Ministero della salute.

Risulta veritiero il recente avvicendamento alla direzione dell’Ufficio VI a seguito della rotazione del personale dirigenziale come previsto dalla Legge e dal Piano Anticorruzione.

L’Amministrazione sostiene l’attività della Task force, che ha continuato a svolgere regolarmente la propria attività istituzionale e ha garantito i servizi a disposizione di cittadini e Associazioni”.

L’interrogazione al ministro

E questa invece è l’interrogazione presentata il 4 maggio 2015 e depositata nei giorni precedenti.

 A firma dei deputati DE PETRIS, AMATI, CIRINNA’ – Al Ministro della salute – Premesso che:negli ultimi anni il Ministero della salute ha iniziato ad affrontare con maggiore impegno la problematica della tutela degli animali e la lotta al randagismo assumendo un concreto ruolo di coordinamento e controllo, in particolare con l’istituzione nel 2010 di un’apposita task force veterinaria, “l’Unità Operativa per la Tutela degli animali d’affezione, la lotta al randagismo, ai canili lager e ai maltrattamenti sugli animali””;l’Unità operativa ha rappresentato una modalità organizzativa innovativa attraverso la quale il Ministero ha iniziato a interagire direttamente con i cittadini ed è divenuto parte attiva per risolvere i problemi e le criticità segnalati anche inviando proprio personale in ogni angolo del Paese;

questo piccolo nucleo operativo, coordinato dalla dottoressa Rosalba Matassa, ha svolto una funzione di raccordo con le istituzioni e il territorio, andando ad incidere in maniera concreta e attiva sul fenomeno del randagismo e sui maltrattamenti animali. Per svolgere i propri compiti la task force ha operato in stretta sinergia con i Nuclei antisofisticazione e sanità dei Carabinieri e con altri organi di Polizia giudiziaria, con tutte le autorità competenti in materia e con le associazioni per la protezione degli animali, creando una rete virtuosa di sinergia e collaborazione;intensa è stata l’attività volta a risolvere le situazioni critiche segnalate, talvolta cronicizzate da molti anni.

In questi anni ha compiuto numerosi interventi sia di tipo ispettivo che di supporto e indirizzo per le altre istituzioni, ha fatto emergere situazioni di illegalità ed esercitato un’azione di repressione dei reati ma soprattutto ha lavorato per risolvere i problemi al fine di garantire il benessere degli animali e l’applicazione delle leggi a loro tutela;numerosi sono gli esempi di operazioni che l’unità operativa ha portato a termine: sequestro di canili lager (ad esempio Cicerale, Poggio Sannita, Domicella, Trani, Catania); t

utela degli equidi (ad esempio maxi operazione di messa in sicurezza di più di 200 equidi maltrattati e ridotti in fin di vita nei comuni di Colleferro, Valmontone, Segni e Paliano); interventi per contrastare il maltrattamento di animali detenuti nei giardini zoologici (ad esempio Zoo di Poppi), in strutture private o allevamenti abusivi (ad esempio Castiglione delle Stiviere, Montopoli Sabino);

Ancora più incisiva e capillare è stata l’attività di coordinamento e di supporto tecnico alle autorità regionali, alle ASL, ai Comuni, alle Prefetture attraverso incontri, tavoli di lavoro, stesura di protocolli d’intesa e piani operativi per la prevenzione del randagismo e per il contrasto degli avvelenamenti. A tal proposito è d’obbligo ricordare che nel nostro Paese la legge n. 281 del 1991 e le altre norme vigenti sono ancora troppo spesso disapplicate e che dietro al fenomeno del randagismo non di rado si celano la zoomafia e il business dei canili;

l’Unità operativa, e la sua coordinatrice in particolare che ha svolto il proprio compito con professionalità e grande sensibilità andando oltre quello che è il semplice dovere istituzionale, è divenuta un punto di riferimento importante per le associazioni, per i cittadini e per le autorità del territorio, che hanno in questi anni trovato disponibilità, collaborazione e risposte concrete;attraverso questa struttura operativa il Ministero della salute, con proprie risorse e praticamente a costo zero, ha fornito un servizio alla collettività e ha dimostrato che lo Stato non è un’entità astratta e lontana dai cittadini e dal territorio;

La problematica del randagismo purtroppo è ancora lontana dall’essere risolta e i reati contro gli animali sono ancora troppo diffusi, pertanto, più volte, anche a seguito di interrogazioni parlamentari, il Ministero della salute ha manifestato l’intenzione di potenziare l’unità operativa e dare alla stessa una maggiore operatività; invece dal mese di ottobre 2014, a seguito del cambiamento dei direttori generali del Ministero della salute, l’attività di questa struttura operativa è stata rallentata ed è di questi giorni la notizia che la dottoressa Matassa, nonostante il grande impegno profuso in questi anni, non ha più l’incarico di coordinatrice della task force.

Inoltre, invece di potenziare e rendere questo nucleo di medici veterinari più operativo attraverso una maggiore autonomia funzionale, l’unità operativa è stata inglobata all’interno dell’ufficio VI della Direzione generale della sanità animale con ovvie conseguenze di aumento della “”burocratizzazione”” e perdita definitiva dell’operatività e dell’efficacia degli interventi;purtroppo si sta assistendo a un ritorno al passato e alla delegittimazione e depotenziamento di ciò che funziona e che è utile alla collettività.

Si chiede di sapere: quali siano le motivazioni che hanno determinato tali scelte e se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e opportuno intervenire immediatamente affinché sia riconosciuto il merito e il servizio reso ai cittadini da parte dell’Unità operativa e di chi in questi anni l’ha diretta con ottimi risultati, peraltro senza oneri aggiuntivi per lo Stato, e sia ripristinata e resa ancora più operativa la task force così come auspicano le associazioni e gli innumerevoli cittadini che chiedono il rispetto delle leggi in materia di tutela degli animali”.

 

 

 

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