Il M5S rinserra le fila per andare alla conquista del Parlamento

di GIANMARCO LUCCHI

“Parma sara’ la nostra piccola Stalingrado”. Lo disse Beppe Grillo a poche ore dal ballottaggio che vide trionfare l’allora candidato 5 Stelle Federico Pizzarotti a Parma, la prima grande citta’ conquistata dalla cavalcata ‘grillina’. Il riferimento e’ alla storica battaglia del 1942 con cui l’Armata Rossa guidata da Stalin sconfisse i soldati sovietici di Hitler, dando il via alla Rivoluzione d’Ottobre e ad un irrigidimento del regime sovietico in cui non mancarano le cosiddette ‘grandi purghe’. In sostanza a Stalingrado ci fu la vittoria di un regime dittatoriale su di un altro. Un parallelo, fatto dallo stesso Grillo, che oggi potrebbe apparire profetico per la frangia degli ‘eretici’ che da mesi contesta “la mancanza di democrazia” all’interno del movimento fondato dal comico genevovese e dall’esperto di comunicazione e strategie Gianroberto Casaleggio.

Come al solito nel ‘laboratorio Emilia’ le dinamiche politiche sembrano svilupparsi piu’ velocemente che nel resto d’Italia. A Bologna Giovanni Favia e’ stato il primo eletto in un consiglio comunale (oggi i grillini a Palazzo D’Accursio sono 3), in Emilia Romagna i ‘grillini’ hanno debuttato per primi nell’aula della Regione e ancora qui Pizzarotti ha conquistato il primo capoluogo di provincia. Forse, dunque, non c’e’ da stupirsi se in questa regione, prima che altrove, ci siano stati i casi Valentino Tavolazzi, Favia e, ultimo in ordine di tempo quello di Federica Salsi, ribattezzati gli ‘eretici’.

Se il sindaco di Parma resta a guardare lo scontro interno al movimento, trincerandosi dietro all’impegno amministrativo per guidare una citta’ che deve colmare l’ingente buco di bilancio lasciato dalla giunta civico-Pdl, spazzata via dall’inchiesta giudiziaria sulle tangenti ‘verdi’ e sulle presunte ruberie che non hanno risparmiato le pappe dei bimbi a scuola, a Bologna le fratture vanno in scena nel luogo istituzionale piu’ simbolico: il consiglio comunale. E’ qui, infatti, che la consigliera grillina Federica Salsi e’ stata platealmente isolata dai colleghi Massimo Bugani e Marco Piazza che le contestano, sulla linea di Grillo, di aver partecipato al salotto televisivo di ‘Ballaro”.

“In tutto il mondo cio’ che viene dall’alto e’ piu’ forte di cio’ che si vuole dal basso. La nuova ferocia consiste nei nuovi strumenti del potere. Non considero niente di piu’ feroce della banalissima televisione”. Questa la frase di Pier Paolo Pasolini che il 31 ottobre il capogruppo Bugani pubblica sul suo profilo Facebook. Il messaggio a Salsi, dunque, e’ chiarissimo e si traduce nell’isolamento fisico messo in scena tra i banchi dell’aula. La bufera scoppia attorno alla frase “la Tv e’ il vostro punto ‘G'” scritta da Grillo stesso sul suo blog. Ma la levata di scudi a difesa di Salsi e’ bipartisan e va dalla Lega Nord al Pd, fino alle associazioni femminili di Bologna che esprimono solidarieta’ alla giovane eletta. Alla fine lo stesso consiglio comunale approva all’unanimita’, voto ‘grillino’ compreso, un odg contro il sessismo in politica.

Nella sua autodifesa pubblica in aula a Palazzo D’Accursio, pero’, Salsi mantiene la linea espressa in Tv e paventa il rischio che il movimento si muova come una setta, arrivando a fare un parallelo con Scientology che, a sua volta, interviene a sorpresa d’oltreoceano con un comunicato per segnare la distanza dall’operazione ‘Grillo-Casaleggio’. In sostanza, il j’accuse di Salsi
non e’ affatto diverso da quello che fece Favia quest’estate in un fuori onda trasmesso da ‘Piazzapulita’. Il concetto di Favia, ricalcato da Salsi, e’ :”da noi non c’e’ democrazia”. Favia venne sfiduciato da Grillo tramite un post, ma non espulso come avvenne a Valentino Tavolazzi, il primo a contraddire la linea del comico. Un copione che si ripete identico nel merito e nella formula. Salsi infatti ‘casca’ nello stesso strategemma del fuorionda in cui e’ incappato il collega. Ai microfoni nascosti di ‘Servizio pubblico’ conferma ancora una volta le sue posizioni. “Il movimento 5 Stelle ha una faccia che brilla, ma anche un’altra faccia e se non lo vogliamo vedere non siamo onesti con noi stessi, non facciamo il bene del Paese” dice Salsi, convinta di interloquire in modo informale. L’accusa e’ di decisionismo solitario del vertice. “L’opa lanciata su Di Pietro e il post su di me mettono in serio dubbio la democrazia interna al movimento” conferma la consigliera di Bologna, parlando di “un atteggiamento violento di Grillo utilizzato nei miei confronti e che ha scatenato una violenza” a catena sul web dove la ragazza e’ stata inondata di insulti e reazioni ‘di pancia’ dei cybernauti. “Su questo bisogna riflettere. C’e’ un po’ di timore ad esprimersi pubblicamente e questo non e’ normale, perche’ uno non puo’ non sentirsi libero di esprimere le sue opinioni” prosegue Salsi che conferma di non aver motivi per dimmetersi, anzi rimarca “ho una responsabilita’ nei confronti degli elettori”.

Nel mirino ci sono le partecipazioni in Tv, fortemente sconsigliate dalla linea Grillo-Casaleggio, guru del web, ma mai formalmente vietate dal ‘non-statuto’ del ‘non partito’. Del resto, ricorda Salsi, se questo divieto ci fosse “sarebbe anticostituzionale”. Favia che nella sua pagina di Fb sfoggia una foto di se stesso accanto a Grillo in una scena di trionfo elettorale, la sostiene a meta’. “Io non sono contrario ideologicamente, pero’ la tv va presa con le pinze perche’ ad oggi non ha svolto un servizio di corretta informazione al Paese e se si va ospiti in un talk show per stare seduti un’ora e parlare due minuti, come mi e’ successo, non e’ utile al Movimento” sostiene il consigliere regionale. “Grillo ha sempre fatto un confronto unilaterale, sa di essere da un punto di vista televisivo e comunicativo convincente, quindi per evitare di far fare delle figure del piffero al movimento lui dice ‘la faccia ce la metto io’, poi c’e’ anche chi dice che e’ egocentrico” continua Favia che alla fine ammette “sono consapevole che senza Grillo certi risultati non li avremmo mai raggiunti”. Tradotto: un leader ingombrante forse, ma di fatto ancora indispensabile.

Web, dunque, ma non solo. Ci sono anche le assemblee pubbliche come, ad esempio, quella avvenuta il 5 novembre a Piacenza e di cui Favia parla in rete. “Questi momenti sono ossigeno puro, esprimono il meglio del movimento – scrive su Fb – chi invece vive di sospetti, accuse, ritorsioni, invidie, competizione, opportunismo, tornaconti personali, fideismo fa un danno al movimento di proporzioni enormi ed e’ meglio che se ne vada”.

Questo dunque il clima in cui il movimento dovra’ ricompattare le fila e organizzarsi per la conquista dei seggi in Parlamento. E mentre i sondaggi danno i ‘grillini’ in volata, le forze politiche trattano sulla riforma elettorale che per Grillo sarebbe “un colpo di Stato” e anche il presidente del Senato Renato Schifani si lascia sfuggire un riferimento all’ascesa grillina spiegando che la riforma della legge e’ indispensabile “se no altro che Grillo al 30%, va all’80%”, il comico genovese pubblica le regole per le candidature. Da Bologna Favia sostanzialmente le promuove. “La preoccupazione di Grillo e’ stata quella di tenere lontano chi tentera’ di salire sul carro dei vincitori, senza mai aver mosso un dito in questi anni. Come dargli torto?” commenta ancora su Facebook. “Secondo me l’idea e’ geniale, sono contento, temevo regole ‘funeste’ per tutti noi, vedendo avanzare infiltrati e truppe cammellate” continua, convinto che “al punto in cui siamo oggi, con degli evidenti ed oggettivi ritardi, penso che la scelta di Beppe sia stata la migliore”. “Ora prepariamoci tutti a remare per i nuovi cittadini a 5 stelle che andranno in Parlamento e prima ancora mettiamoli ai ‘raggi x’ cosi’ da preparare una squadra veramente preparata ed agguerrita su cui fare affidamento” conclude Favia che, per il suo fuorionda, ricevette minacce di morte tramite il web. Un attacco violento al quale lui rispose sporgendo querela contro ignoti. Sul fatto indaga la Procura di Bologna che ha aperto un fascicolo.

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One Comment

  1. oskar54 says:

    conquisteranno il Palazzo d’Inverno, per scoprirlo vuoto.

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