Il lunedì nero del fisco italico: 49 scadenze burocratiche il 30 settembre

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Per una scadenza che ancora non si sa come andrà a finire, quella sulla seconda rata dell’Imu, il calendario del Fisco appare invece molto intenso per tutto il resto. E tutto concentrato in sole 24 ore. In America l’avrebbero soprannominato, probabilmente, Big Monday, ma non è un’occasione gioiosa. Il grande lunedì, quello del 30 settembre, segnala, purtroppo, la vittoria della burocrazia. Lunedì prossimo, infatti, sono previste ben 49 scadenze fiscali. Se a queste ci aggiungiamo che in alcuni comuni come Milano si deve pagare la tassa rifiuti, e le scadenze previdenziali, come il versamento dei contributi volontari, o la revisione delle auto superiamo quota 50. Si 50 adempimenti diversi che interessano una svariata moltitudine di soggetti: dai lavoratori dipendenti agli artigiani e commercianti, dai pensionati ai proprietari immobiliari, dai «creditori pignoratizi» (di cui ignoravamo l’esistenza) agli enti creditizi, dalle Onlus alle associazioni sportive dilettantistiche, dalle società di capitali agli enti senza scopo di lucro. Il fisco e la burocrazia non risparmiano nemmeno il Senato, la Camera, la presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale che devono trasmettere alcuni elenchi.

Alla faccia della tanto conclamata semplificazione, le scadenze diventano sempre più numerose e sempre più delicate da affrontare. Un numero: secondo Unioncamere le scadenze amministrative costano alle imprese ben 22 miliardi l’anno.
Sul sito, fatto bene (merito al merito) dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it) c’è un utilissimo scadenziario. Basta cliccare e si vede subito che le scadenze del giorno lunedì settembre occupano 33 delle 127 pagine previste per l’intero mese di settembre. Il che vuol dire che anche negli altri giorni il Fisco e la burocrazia non sono stati molto teneri con i contribuenti. Per fortuna la maggior parte degli adempimenti del 30 settembre non comportano pagamenti. Ma non per questo vanno sottavalutate. Non saranno pesanti dal punto di vista finanziario, ma lo sono certamente dal punto di vista dell’attenzione e della concentrazione richieste per farvi fronte.
Cinquanta scadenze vi sembrano troppe? Niente affatto. Siamo stati anche generosi del calcolo. Perché se andiamo a contare ogni singolo adempimento o ogni singola imposta ¬ contrassegnata ognuna da un suo codice tributo per essere versate, e quindi corrispondente a una singola imposta arriviamo, solo a livello fiscale, a quota 95. Ad esempio prendiamo chi ha scelto di pagare le imposte del modello Unico a rate e non è titolare di partita Iva: potrebbe essere costretto a dover scrivere nella delega di pagamento ben 23 diversi codici tributo. Ma non avevamo detto addio al nome del Paese delle cento tasse?

Però ci sono scadenze e scadenze. Le più importanti di fine mese riguardano la presentazione in via telematica del modello Unico, della dichiarazione Irap e di quella Iva. C’è poi la possibilità di versare le imposte non pagate nel 2012 beneficiando di sanzioni ridotte. Quest’anno, poi, si è aggiunta una nuova scadenza e questa favorevole ai contribuenti. La possibilità per i dipendenti, rimasti senza datore di lavoro, di presentare un 730 a credito in modo di ottenere in pochi mesi il rimborsi direttamente dall’Agenzia delle Entrate senza dover aspettare.

da: www.corriere.it

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