Il liberismo bancario? Gli svedesi e Intesa San Paolo tra esuberi e 800 teste da tagliare

bancheLA CICALA – Cosa avrebbero già deciso in autunno i manager della super banca con la benedizione dei sindacati -super zerbini – a scapito di centinaia di lavoratrici/lavoratori della primaria banca italiana ?. Il CEO o meglio, consigliere delegato Carlo Messina ha da tempo dichiarato che i dipendenti sono la centralità di ogni progetto per la buona riuscita del medesimo, ma ora con l’occasione delle ex banche venete si libera di 9000 persone in meno di 2 anni. Che sarà mai accaduto per la fuga di esperti bancari che rinunciano a 300 euro al mese o più, per 3 o 4 anni,pur di uscire da questa grande impresa bancaria? Saranno mica tutti diventati benestanti di colpo?

La verità è che i dipendenti esasperati da pressioni commerciali – oramai i dipendenti pagherebbero pur di andarsene in fondo esuberi – e le minacce di trasferimenti a parecchi kilometri di distanza (dove i primi 50 km sono a totale carico del lavoratore)?  Ma ciò che sta accadendo èulteriore fatto di enigmatica decisione grottesca bella e buona e che nessuno vuole denunciare. Parliamo della cessione dei crediti “ammalorati” o di difficile recupero che pesano parecchio nelle pance delle banche.

La prima banca italiana ne ha per oltre 10 miliardi di euro e allora che si inventa? “Dobbiamo accelerare nel recupero. Pertanto facciamo in modo che creando una nuova società, magari consortile, dove la proprietà – oltre il 50 % – sia detenuta da una società Svedese la novantenne “INTRUM JUSTITIA AB “.  Sembrerebbe la prima della classe in Europa per capacità e conoscenza nel recupero crediti alla quale sarebbero ceduti la piattaforma dei crediti insieme al personale bancario!

Vediamo di capire meglio: è curioso venire a conoscenza che da una semplice visura alla camera di commercio la società INTRUM JUSTITIA S.P.A. società italiana posseduta al 100 % dalla “mamma svedese” con sede in Viale Jenner a Milano non brilla per risultati da leader per il recupero crediti anzi ….nel 2014 dichiarava in bilancio 9 milioni e 297 mila euro di ricavi ma nel 2016 si erano persi circa 3 milioni..ed infatti i ricavi sono scesi a 6 milioni e 470 mila euro, dolori seri poi  se poi analizziamo l’utile in profondo rosso di 756 mila euro che è sprofondato a ben 3 Milioni e 837 mila euro…perdite milionarie….ma non solo, infatti i dipendenti di questa società erano 147 nel 2015 e sono scesi a 50 nel 2017 un bel record negativo.

Il Presidente è il sig. NOTHE MARC-ULRICH con incarichi in numerose altre società finanziarie e gestione del credito. La rabbia dei lavoratori di Intesa Sanpaolo  gruop services è molto alta perché dietro un’operazione da decine di miliardi di euro tutto sta facendo pensare al sacrificio del “distacco per anni” di questi lavoratori e poi  si vedrà!  Ma come?  Potranno rientrare in Intesa Sanpaolo e dove? Nel gruppo Intesa Sanpaolo dove nel frattempo magari la società di origine è stata assorbita o chiusa?  Perché la Banca non ha mai smentito le notizie di questi giorni…anzi mi correggo ha gettato benzina sul fuoco dichiarando che ci sono i contatti ! Ma i sindacati dove sono?

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