Il liberalismo come visione del mondo

di PAOLO L. BERNARDINI

“Su licenza dell’editore, Universitas Studiorum di Mantova, pubblico qui, su “L’indipendenza”, la prefazione e gli apparati introduttivi del mio ultimo libro, “Il liberalismo come visione del mondo”, che raccoglie alcuni studi da me pubblicati negli ultimi sette anni, otto lavori ispirati dalla scuola del liberalismo classico. E’ la mia piccola strenna personale per gli amici de “L’indipendenza”, e per quelli del pensiero libertario. Il libro è acquistabile direttamente sul sito dell’editore.

Gli eventuali diritti d’autore andranno a plebiscito2013. Si parla solo occasionalmente, ma in un punto importante, in riferimento a Gianfranco Miglio, di indipendentismo. Sono sempre più convinto che esso sia una delle possibili applicazioni del pensiero liberale. Non il suo ideale, quello è la de-statalizzazione del mondo, ma una delle sue mete possibili e praticabili. Credo che sia importante, per uno studioso liberale, continuare sempre ad esplorare le strade infinite della propria Scuola di pensiero. Allo stesso tempo, occorre agire “sul campo” perché qualcosina almeno si realizzi. Per usare una metafora che porto sempre agli allievi: è un po’ come nelle arti marziali. I grandi campioni di Kyokushinkai, il karate full-contact, continuano a praticare il karate nella purezza dello stile, nelle forme, nei combattimenti rituali.

Ma allo stesso tempo scendono sul ring nel K-1, indossano i guantoni, combattono a tutto campo, per la gloria, e anche per i soldini. In questo modo raggiungono un pubblico più grande, e mostrano che il karate può avere una dimensione “applicativa” oltre alla purezza della forma. E oltre a quella di sapersi difendere, di controllare la forza, di non reagire mai alle provocazioni. Ecco, così vedo lo studio del liberalismo classico affiancato alla pratica indipendentistica”.

LA PREFAZIONE

Raccolgo qui otto saggi, sia storici sia teorici, scritti per diverse occasioni negli ultimi sette anni. Sono scritti eterogenei, riuniti, qui, in ordine cronologico generale – ovvero a partire dalle epoche trattate, e sono stati sottoposti a diverse revisioni nel corso del tempo. Quel che li unisce, è certamente la prospettiva liberale-classica, che è evidente fin dal titolo. Il liberalismo classico ispira sia gli scritti storici sia quelli teorici. Per quel che riguarda gli scritti storici, essi trattano di temi diversi, anzi davvero eterogenei.

Il primo, in memoria del mio Maestro, Salvatore Rotta (1926-2001), è una rilettura di un’opera magistrale tra le tante di Rotta, Il pensiero politico francese da Bayle a Montesquieu, pubblicato quaranta anni orsono. Forzando la lettura dei classici da parte di Rotta, certamente, ma nello spirito di questa (o di altre sue ricerche) sono andato a rintracciare gli elementi di liberalismo classico negli autori, e nella ricerca stessa del professore genovese.

Il secondo studio riguarda la critica linguistica al giacobinismo avanzata da Lorenzo Ignazio Thjulen, gesuita svedese e maestro del pensiero definito di volta in volta controrivoluzionario o reazionario, autore non dimenticato ma neppure eccessivamente noto, riscoperto in Italia da poco. Anche in questo caso, la ricerca ha messo in luce gli elementi libertari (liberali-classici) nella critica al linguaggio “stravolto”, una vera e propria realtà linguisticamente duplicata e corrotta, tipica del gergo giacobino. Anche in questo caso, il breve studio ha visto per la prima volta la luce in un volume dedicato alla memoria di un altro Maestro della storiografia italiana, ed amico caro, Cesare Mozzarelli (1947-2004), che ebbi l’onore e il piacere di avere nel comitato di discussione della mia tesi di dottorato all’Istituto Universitario Europeo nell’ormai lontano 1994. Cesare, mantovano trapiantato a Milano, fu ben felice di offrirmi tutte le sue vaste conoscenze per la mia tesi dedicata agli ebrei di Mantova nell’età della Rivoluzione francese.

Il terzo saggio riguarda… CONTINUA E LEGGI CLICCANDO QUI LA PREFAZIONE DEL LIBRO

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5 Comments

  1. Paolo L. Bernardini says:

    Grazie a tutti per la lettura. Un saluto caro. Paolo

  2. Grazie Bernardini, mi sta illuminando sempre di più.

    Riguardo alla prefazione del suo libro, alla citazione “bisogna studiare!” di Gramsci manca la parte complementare che è necessaria ad ogni rivoluzione che non sia solo di idee.
    Il 17 febbraio 1917, Antonio Gramsci scriveva in sintesi: “Odio gli indifferenti. L’indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare è la materia bruta che che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, LASCIA PROMULGARE LE LEGGI che solo la rivolta potrà abrogare, LASCIA SALIRE AL POTERE uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perchè non se ne preoccupa. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo:perchè mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dovere sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.”

    Scritto sempre attuale, concordo con Piero Gobetti che diceva “GLI ITALIANI HANNO L’ANIMO DEGLI SCHIAVI”.

  3. caterina says:

    ho completato la lettura della prefazione cliccando come indicato… ovviamente ora non resta che avere tra le mani il libro, leggere e…meditare… già ho una domanda da proporre all’esimio nostro professore che pubblicamente ringrazio per gli spunti che ci offre perchè possiamo dare sostanza intellettuale alle nostre totali convinzioni indipendentiste.

  4. LucaF. says:

    Grazie Paolo per la citazione nei ringraziamenti finali.
    I percorsi d’indagine presenti ne ‘Il liberalismo come visione del mondo’ (libro che leggerò nel 2014) sono un connubio di grande interesse tra storia ed analisi delle idee e del pensiero; la loro lettura stimolerà senz’altro ulteriori riflessioni e nuove scoperte in tutti coloro che desiderano maggior autodeterminazione e libertà individuale nel loro futuro.
    Un abbraccio e tanti auguri!.

    Post: Per ovvie ragioni, mandami una email quando presenterai di persona il libro in zona. 😉

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