Il Lazio al Tar contro i pedaggi. E il Nord ronfa?

di ROBERTO BERNARDELLI*

Abbiamo letto di recente che il superministro Lupi ha annunciato uno sconto speciale per i pendoliari autostradali pari circa al 20 per cento. Una gran polvere negli occhi dei lavoratori, perché sono decenni che le nostre autostrade sono tassate come fossero la seconda agenzia delle entrate, una sorta di Equitalia stradale. Se vuoi spostarti per lavoro devi pagare. E lo devi fare ai grandi gruppi di interesse che, come peraltro scritto anche dal nostro giornale, hanno alla presidenza dei vari enti di gestione, uomini del Nord. Insomma, tutto in casa. Da una parte una carezzina benevola, dall’altra un calcio nel sedere ai padani. Viva la coerenza.

Ma la questione si fa più interessante quando si viene a scoprire che qui al Nord si fanno manifestazioni anticasello mentre nel Lazio si passa ai fatti. La Regione della Capitale ha infatti annunciato battaglia anticipando che si farà ricorso al Tar contro gli aumenti. Oltre che avanzare richieste di sconti. E la Lombardia che fa, ronfa? Il Piemonte, il Veneto, che fanno? Pagano e basta? Una protesta solo per spegnere gli animi bollenti?

Buona lettura della notizia. E buona incazzatura. Anche perché è la sinistra a farsi strada nel voler tutelare i lavoratori pendolari. A noi, solo un pendolo in faccia.

“Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha approvato a maggioranza una mozione sugli aumenti dei pedaggi autostradale, primo firmatario Marco Vincenzi (Pd). Nella mozione si sottolineano gli aumenti in vigore dal primo gennaio 2014 “del 9,25 per cento per l’Autostrada dei parchi, del 7,69 nella tratta Ponzano-Soratte”, in particolare “la tratta Tivoli-Roma risulta aggiudicataria del non invidiabile primato del tratto con il maggiore aumento in Italia (piu’ del doppio della media nazionale pari al 4 per cento)”. Per questo la mozione impegna il presidente e la giunta a “istituzionalizzare un tavolo di concertazione con il ministero dei Trasporti e le societa’ autostradali per: congelare l’aumento imposto dall’Autostrada dei parchi; introdurre un abbonamento scontato per i pendolari; parametrare gli aumenti agli investimenti realmente gia’ compiuti sulle autostrade e non a quelli da realizzare. L’assessore Concettina Ciminiello ha annunciato che “la giunta ha dato mandato all’avvocatura di verificare se esistono le condizioni per un ricorso al Tar contro gli aumenti”. Capita l’antifona?

*Presidente Indipendenza Lombarda

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5 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Al nord :
    tre, due, uno, via!
    Allo sportello!
    Pago prima io!

  2. marco preioni says:

    Visto che la regione Lazio vuole ricorrere al TAR contro gli aumenti delle autostrade mentre le regioni del nord fanno melina non resta che strappare la tessera della Lega delle tre regioni padane a guida leghista ed iscriversi alla sezione romana del PD.
    Un importante esponente della Lega federalista diceva: “Col federalismo virtuoso i sindaci, i presidenti delle province e delle regioni risponderanno ai cittadini del funzionamento e del costo delle loro amministrazioni ed i cittadini potranno fare dei confronti e scegliere dove gli conviene stare”.
    Ciao.
    Marco Preioni

    • Edda says:

      Lei è l’ ex Senatore leghista Marco Preioni oppure un omonimo ?

      • marco preioni says:

        Si, lo sono; ho terminato il mandato nel 2001 e non sono stato più ricandidato nella Lega berlusconizzata. Mi sarei trovato in forte imbarazzo se avessi dovuto votare le leggi ad personam ed il porcellum; ma anche le leggi fiscali e la strampalata riforma del titolo V costituzione.
        Appartengo alla “vecchia guardia” rottamata perché era più espressione della società civile che degli interessi di bottega della struttura di partito.
        Avevo contribuito a sostenere le proposte leghiste negli anni novanta quando la Lega contrastava la corruzione nella politica e nella pubblica amministrazione e sono ora (da alcuni anni) deluso dalla Lega di governo che si è staccata dagli ideali delle origini e si è trasformata in un partito ormai fine a sè stesso ed alla perpetuazione della sua classe dirigente.
        Nella Lega ci sono tuttavia tantissime persone oneste e per bene che meritano rispetto.
        Credo però che la situazione della società padana di oggi sia ormai incomparabile con quella di 20anni fa’ e che la questione settentrionale si debba inquadrare diversamente da allora. Oggi più che al rapporto nord-sud si dovrebbe guardare al risanamento morale, economico ed ambientale delle regioni del nord. E gli “indipendentisti” dovrebbero – come mi pare in parte stiano facendo – stimolare il miglioramento delle qualità del nordismo piuttosto che denigrare le caratteristiche del sudismo e del centralismo: è questione di buon senso e di buon gusto.
        Un cordiale saluto.
        Marco Preioni

  3. Cesira says:

    Concordo con il dottor Bernardelli. Il nord ronfa sui pedaggi. Non per nulla vengono chiamati polentoni.

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