Il Kosovo, l’Islam e le scelte sbagliate di un tempo della Lega

di SERGIO SALVI

Recentemente, su L’Indipendenza, si è mostrata preoccupazione per i serbi restanti nel Kosovo. Ne approfitteremo per chiarire le cose.
Tra le scelte di campo tragicamente sbagliate dalla Lega Nord va rammentata quella, degli anni novanta, in favore della Serbia nei confronti della spinta albanese per l’autonomia e/o l’indipendenza del Kosovo. In quel caso, si scelse l’oppressore invece dell’oppresso, partendo dalla stessa logica centralista contro la quale la Lega Nord lottava (o fingeva di lottare) all’interno della repubblica italiana. Fra gli elementi distintivi della nazionalità si dava la preferenza all’indole di un popolo (un carattere presuntivo e meramente statistico che era stato preso sul serio perfino da Stalin nella politica nazionale sovietica) e non alla cultura e alla lingua. Gli albanesi erano considerati infatti, secondo pertinaci luoghi comuni, infidi, malavitosi, corrotti, “meridionali” (rispetto alla Serbia “serba” anche se non alla Grecia); avevano poca voglia di lavorare e, soprattutto, e qui si sconfinava dall’indole alla tradizione culturale, erano musulmani. E si conosce l’idrofobia dei leghisti per l’Islam in toto; e gli albanesi sono per l’84% musulmani. Madre Teresa di Calcutta, era comunque albanese e cristiana.
Si presero sul serio le teorie nazionaliste serbe, le loro abusive ricostruzioni storiche, pienamente mitografiche, fatte proprie dal leader di allora, il famigerato Slobodan Milošević.
Dobbiamo, a questo punto rammentare che, al momento dell’insorgere della crisi, la regione autonoma iugoslava del Kosovo (Kossova per gli albanesi) era abitata per il 75,5% da albanesi e per il 13,2% da serbi ed era stata eretta in regione autonoma, all’interno della Serbia, proprio a causa della sua imponente maggioranza albanese. D’altronde, nel medioevo, il territorio oggi kossovaro era stato la culla dell’incipiente nazione serba. Lo testimoniano i numerosi monasteri ortodossi, così ricchi di opere d’arte e di cultura. Ma anche allora era abitato da una cospicua popolazione albanese oltre che da greci, macedoni, bulgari, romeni, tanto per citarli in ordine sparso.
L’episodio dal quale i nazionalisti serbi hanno preso le mosse è la celebre battaglia del Campo dei Merli, combattuta tra cristiani e musulmani nel 1389 che segnò la disfatta dei cristiani e la vittoria degli ottomani. I serbi si sono appropriati di questa battaglia, che segnò l’esodo verso nord di molti di loro, promuovendosi come gli unici cristiani in campo. Ne nacque una letteratura popolare, prevalentemente orale e particolarmente vigorosa, che mitizzò l’evento e fu la base del poema “Il serto della montagna”, scritto nell’Ottocento da un vescovo montenegrino, un poema divenuto famoso in tutti i Balcani e diffusissimo.
La verità storica è diversa. Tra i cristiani c’erano sí i serbi, ma numerosi erano i bulgari, i macedoni, i croati, gli ungheresi e soprattutto gli albanesi (che si convertirono in maggioranza all’Islam in epoca successiva) presso i quali esiste una letteratura popolare analoga, rammentata dall’accademico Stefano Bianchini. I personaggi erano più o meno gli stessi ma avevano nomi leggermente diversi. L’eroe serbo dell’epopea, Miloš Obelić, compare nei poemi albanesi come l’eroe albanese Kobilíci; l’eroe serbo Marko Kraljević compare nei poemi bulgari come l’eroe bulgaro Krali Marko. La storia ci dice che costui era effettivamente serbo ma anche un fedele collaboratore degli ottomani e che si guardò bene dal prendere le armi contro di loro.
In conseguenza della sconfitta, alcuni gruppi di serbi del Kosovo attraversarono la Serbia “serba”, che a nord arrivava allora fino a Belgrado e si trasferirono nella Vojvodina, territorio ungherese. Il loro posto venne preso prevalentemente da albanesi più o meno autoctoni e l’etnia serba cominciò ad estendersi, per la prima volta, a nord abbandonando la culla della nazione.
Chi si estendeva davvero verso nord era l’impero ottomano. La sua avanzata terminò nel 1683 sotto le mura di Vienna. La controffensiva austriaca ebbe successo e i turchi furono inseguiti e battuti proprio nel Kosovo. Poi gli austriaci si ritirarono. Per paura della repressione ottomana, il patriarca serbo ortodosso di allora, con la compiacenza dell’Austria, organizzò l’esodo di 40.000 famiglie serbe dal Kosovo alla Vojvodina. Era il 1691. Gli albanesi, espandendosi, ne presero il posto. Ma i serbi emigrati presero il posto (e le terre) agli ungheresi, che erano la maggioranza della popolazione della Vojvodina: e di questo i serbi e i leghisti non fecero parola. La Serbia perse così il Kosovo ma acquistò la Vojvodina. È un paradosso, come si è appena detto, che i nazionalisti di Belgrado (e la Lega Nord) hanno dimenticato (e i leghisti non conoscono). Il Kosovo è da allora una terra a maggioranza albanese, al punto che Tito, a lungo incerto sul suo destino, decise di erigerlo a regione autonoma all’interno della repubblica serba e di dargli un’ampia autonomia, ancora ampliata con la costituzione del 1974. I kossovari ne furono soddisfatti.
Ma i serbi, la nazionalità egemone in Iugoslavia, presero a limitare sempre più questa autonomia. Gli albanesi del Kosovo cominciarono allora, si era nel 1981, a protestare e ad organizzarsi. Cominciarono alcuni torbidi eventi che vennero sfruttati da Milošević il quale rovesciò, nel 1988, il governo costituzionale kossovaro, modificò l’anno seguente la costituzione del ’74 in senso antialbanese e iniziò una repressione brutale della maggioranza kossovara: la quale insorse iniziando una guerriglia anch’essa spietata. La Lega Nord e la sinistra italiana tifarono per i serbi. Le sorti del conflitto sono note. Ci fu l’intervento dell’ONU e la creazione di uno stato kossovaro albanese indipendente mai riconosciuto dalla Serbia che rivendica tuttora la sua sovranità sul Kosovo. Il corso degli eventi ha voluto dire l’esodo di buona parte della già ridotta minoranza serba rimasta in loco. E questo è doloroso quanto ineluttabile.
Ripeteremo che la situazione etnica del Kosovo era, nel 1981, secondo i dati ufficiali del censimento iugoslavo, la seguente: 77,5% di albanesi; 13,2% di serbi. Oggi, dopo la fine delle ostilità e l’indipendenza del Kosovo, tale situazione è: 92% di albanesi e 5% di serbi. Comunque, la maggioranza della popolazione è albanese, almeno da più di due secoli, e gli argomenti di Belgrado appaiono spuntati in quanto riferiti a un’epoca irrimediabilmente trascorsa. Del resto, in Vojvodina, i serbi immigrati sono ormai il 53% della popolazione e gli autoctoni ungheresi sono stati ridotti al 25%: sempre più dei serbi in Kosovo, comunque.
Che gli albanesi del Kosovo siano in maggioranza musulmani e che fra di loro si annidino alcuni grandi trafficanti di droga e di armi, non paiono argomenti pertinenti per negare i loro diritti. Sarebbe come auspicare il ritorno dei francesi in Algeria perché gli algerini sono adepti dell’Islam. Tutti i popoli vanno sempre tutelati, in quanto popoli, buoni o cattivi che siano. Che credano nella Santissima Trinità o in Allah unico Dio.

 

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29 Comments

  1. Alfio says:

    quante inesattezze
    1. i serbi erano la stragrande maggioranza dell’esercito del 1389
    2. nel medioevo, basta guardare i nomi dei battezzati nei registri dei monasteri, gli albanesi non erano presenti nel kosovo
    3. fino al 1878 i serbi erano il 60% della popolazione. Cosa successe quell’anno? col trattato di berlino la serbia divenne indipendente, i turchi per vendetta massacrarono insieme con gli albanesi i serbi nel kosovo (rimasto nell’impero ottomano). Nel 1912 quando la serbia liberò il kosovo i serbi erano solo il 25%.
    4. nel 1981 era passato un anno dalla morte di tito, i politici serbi non avevano ancora fatto niente e gli albanesi iniziarono a protestare per avere ancora piu autonomia, volevano avere lo status di repubblica
    5. perfino in NY times nel 1982 scrisse delle violenze albanesi

  2. walter says:

    il kosovo è stato albanesizzato durante la seconda guerra mondiale quando l’etnia albanese, alleata dei fascisti italiani, approfittò di questa situazione per rubare letteralmente la terra i serbi da sempre maggioranza in kosovo. le terre dei serbi che tra l’altro furono vittime di atroci deportazioni e massacri perchè considerati filo-partigiani (effettivamente lo erano, e ciò li fa solo onore) venivano sistematicamente assegnate agli albanesi, questo articolo è decisamente ridicolo… sarebbe come sostenere che in irlanda del nord gli irlandesi opprimono i discendenti dei coloni protestanti anglo-scozzesi e non viceversa.

  3. anthony scatena says:

    scusate ho letto ora questo articolo a distanza di un anno. Io quel periodo l’ho vissuto in prima persona….. quella volta li la lega aveva fatto bene a sostenere la serbia contro la nato…….. peccato che poi non ha mantenuto quella linea seriamente………..

  4. Ettore Muti says:

    Era dovere di qualunque cittadino europeo, e non solo della lega, all’epoca, schierarsi ideologicamente o materialmente al fianco della serbia. Al fianco di un popolo europeo, fiero, patriottico, libero dalla schiavitù americana. E invece l’europa si è schierata al fianco degli assassini prezzolati dell’uck, ha punito e umiliato la serbia, ha regalato agli albanesi una provincia che è sempre stata, è e sarà sempre serbia, e quindi europa. Io, da italiano, mi vergogno che il mio paese, per mano del governo criminale comunista di allora, sia stato complice di atti di guerra vigliacca contro la serbia.

    KOSOVO JE SRBIJA!

  5. Andrea says:

    “…la storia del Kossovo è ridicola se confrontata con quella della Serenissima…”

    Non conosco la volontà maggioritaria dei Veneti, né mi sento in dovere di esprimermi circa le “serenissime” rivendicazioni…
    Tuttavia, da cittadino italiano, un’eventuale “secessione ad personam” di Paolo Roggero mi farebbe molto piacere… Mi vergogno, infatti, di condividere la cittadinanza con chi si sente autorizzato a sminuire l’eredità storico-culturale degli altri popoli (nella fattispecie, di “vicini” dal passato oltremodo ricco e interessante… Mai sentito o letto il celebre motto di Churchill: “I Balcani producono più storia di quanto ne riescano a digerire”…?!).

  6. Vasco says:

    il Kosovo è Serbia

  7. Paolo Roggero says:

    Vorrei tanto che Gilberto Oneto si pronunciasse su questo argomento.
    Inoltre, vorrei sapere se su l’ indipendenza chiunque puo’ scrivere qualunque cosa

    • Leonardo says:

      Chiunque abbia qualcosa di serio da dire può scrivere un articolo, che deve essere approvato dal direttore. Non abbiamo la paturnia del “solo un giornalista può scrivere”. Tra i commenti, lasciamo scrivere quasi tutti, fatti salvi pochi casi di non approvazione di commenti in cui l’insulto va oltre la decenza e la sanità mentale.

  8. Diego says:

    Che articolo indecente! L’unica scelta coraggiosa della Lega è stata quella di sostenere le giuste ragioni della Serbia contro i terroristi assassini albanesi, armati dalla CIA. I serbi sono stati perseguitati, cacciati, uccisi in Kossovo da quelli stessi animali che adesso delinquono nelle nostre strade.
    E’ la prima volta che leggo una tale porcheria sull’Indipendenza.
    Vergognatevi!

    • Ritvan says:

      Ma vergognati tu, Diego, ANIMALE RAZZISTA che non sei altro!

      Ritvan (albanese residente in Italia)

      P.S. Trovo questa una delle migliori definizioni del razzismo:”Attribuire arbitrariamente a un intero gruppo umano le caratteristiche dei peggiori elementi di quel gruppo”.

  9. Albert says:

    Un articolo allucinante e veritiero solo per quanto riguarda gli ultimi 200 anni. A questo punto e seguendo il ragionamento di Salvi bane a fatto Mussolini a Importare “italiani” in Sud Tirolo. Così il Tirolo diventa italiano. Bene farebbe l’Italia a importare italiani in Valle d’Aosta, la Spagna nei paesi Baschi….che ragionamenti sono questi. L’heimat è quella dei padri e questo si vede nei nomi autoctoni dei monti, dei piani….la terra è di chi l’ha vissuta per centinaia e centinaia d’anni, ha costruito i propri cimiteri, i propri monumenti…chi è arrivato dopo deve rispettare questo o essere cacciato nuovamente. Bene fa la Serbia a rivendicare quello che è suo.

    • gianluca says:

      Prima di cominciare a criticare provassimo a scrivere grammaticalmente corretti…

    • Esad says:

      Caro Albert, 1qella terra non è mai stata Serbia. Le chiese ortodosse costruite in Kosovo erano dei cristiano albanesi del Kosovo. I serbi sono un popolo arrivato dalla Siberia durante la grande migrazione slava e secondo il tuo ragionamento gli dovremmo mandare via anche dalla Serbia stessa visto che prima dei serbi viveva un popolo chiamato Illiri!

      • Alfio says:

        Dovresti vergognarti per aver scritto questo commento.
        Il Kosovo è stato sempre parte della serbia nel medioevo, gli albanesi non ci hanno mai vissuto.
        Le chiese ortodosse sono chiaramente serbe, lo si evince dallo stile architettonico, dagli affreschi e dalle scritte, oltre che da archivi dell’epoca. Altrimenti gli albanesi perché le avrebbero bruciate, se non per distruggere ogni traccia serba, ogni prova del fatto che, appunto, il Kosovo è Serbia?
        I serbi secondo la teoria più accreditata sono giunti dalla polonia sudoccidentale in serbia nel 6 secolo DC

  10. vale says:

    Da quando esiste la terra quei posti erano e saranno albanesi per sempre. Viva Albania,e auguri per i 100 anni di indipendenza .

  11. Esad says:

    Un ottimo articolo che spiega la verità storica del Kosovo.
    Mentre ai serbi mi dispiace che non riescono a capire l’errore che ha fatto Millosovic. Il Kosovo merita l’Indipendenza perchè non hanno niente in comune coi serbi. Sia la cultura che la lingua cambia. Per quanto riguarda la religione in Kosovo non ci sono problemi. In Kosovo non c’è una sede del “vaticano musulmano”. Il Kosovo è molto più laico di alcuni paesi occidentali.

    • Tauris says:

      La lega sbaglio’ ad appoggiare la Serbia, avrebbe dovuto sostenere Rugova che era pacifista e voleva un Kossovo federato alla Serbia. Salvi e voi che siete intervenuti avete scritto cose ottime, davvero un dibattito interessante. Da studioso aggiungo che alla lunga sia kosovo sia Montenegro si sono rivelati solo due stati-mafie. Vorrei precisare anche che gli albanesi kossovari sono solo il frutto di una massiccia opera di conversine e immigrazione scatenata dagli ottomani. Ragion per cui il Kossovo e’ serbo e albanese insieme, e solo federato a Belgrado può rimanere tale. Quanto alla Vojvodina, il partito autonomista ungherese e’ alleato oggi dei nazionalisti serbi, e prima lo era degli europeisti, sul modello dei catalani. Questo dimostra che se c’è la volontà, anche fra identitari ci si può intendere

      • Ritvan says:

        Scrive Tauris:”Da studioso aggiungo che alla lunga sia kosovo sia Montenegro si sono rivelati solo due stati-mafie.” Suggerisco umilmente da non-studioso:-) a Tauris di fare una ricerchina-ina-ina su Google (cosa per cui non ci vuole chissà quale abilità da “studioso”) con le parole chiave “mafia”+”serba”+”cocaina”. Così forse – e dico forse, dipende dagli occhiali “made in Belgrado” che usa:-) – vedrà che in quanto a mafiosità la Serbia non è seconda a nessuno, visto che la mafia serba ha “monopolizzato” il traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa intera.

    • Ritvan says:

      Concordo perfettamente con Esad (sei albanese d’Albania o del Kosova, fratello?).
      Vorrei fare solo un piccolo appunto. Kosova merita l’indipendenza non tanto per il fatto che la stragrande maggioranza albanese non ha niente in comune con i serbi, bensì per il fatto che le elites serbe (istigate anche dalla Chiesa Ortodossa Serba) hanno trattato gli albanesi in modo INFAME, culminando col genocidio e la pulizia etnica del 1999. E’ pur vero che le elites di Belgrado pare (?) siano cambiate in questo senso, ma bisogna capire gli albanesi del Kosova, mica potevano restare perennemente con la valigia pronta, fiutando l’aria che soffia a Belgrado, eh! Del resto, gli albanesi non hanno nulla in comune neanche coi montenegrini e coi macedoni, però non ci sono stati tentativi di separatismo albanese in Montenegro (che ha sempre trattato col rispetto dovuto gli albanesi di laggiù) e in Macedonia – dove la discriminazione degli albanesi c’è stata, ma senza le infamie serbe – dopo aver dimostrato – armi in mano- agli slavi macedoni che se non la smettevano con le discriminazioni poteva finire come nel Kosova, adesso gli albanesi della Macedonia non pensano affatto alla secessione, visto che gli slavomacedoni – molto più intelligenti dei serbi, a quanto pare – capirono subito l’antifona e cominciarono a trattare gli albanesi alla pari.

  12. Davide says:

    Penso che i fatti di cronaca sul governo Kossovaro, spiegano bene chi e perché si è voluto il Kossovo, una banda di mafiosi albanesi al soldo degli americani. Non sia mai che la Russi abbia alleati con le palle nel Mediterraneo.

  13. Matteo says:

    Non sono d’accordo. A mio avviso, il sostegno alla Serbia durante la guerra del Kosovo del 1998/99 è stato l’unico atto condivisibile in politica estera della Lega.

  14. paolo roggero says:

    I torti e le ragioni dei popoli, più che da analisi storiche sono determinati dalle forze economiche e militari che scendono in csampo.
    se gli USA non avessero deciso di appoggiare i Kossovari, il kossovo non esisterebbe e Milosevic sarebbe un grande eroe ed un grande patriota.
    Gli USA sono stati processati per le bombe atomiche su Hirishima e Nagasaki ?

    torniamo al concetto della appartenenza di un territorio.
    se vale ciò che lei ha detto per il Kossovo, allora, quando in Emilia i maghrebini saranno passati dall’ attuale 10 % al 60 %, l’ Emilia potrebbe diventare una repubblica islamica ?

    ma ragioniamo su un altro fronte, chhe mi interessa di più e che rappresenta una situazione già matura.

    Qualora la stragrande maggioranza dei veneti si riconoscesse come entità politica, storica, etnica, diversa da quella italiana ( la storia del Kossovo è ridicola se confrontata con quella della Serenissima ) potrebbero costituirsi a stato indipendente ?

    gli USA sosterrebbero l’ indipendenza del Veneto ?

    I pricipi etnici e morali, o valgono per tutti o non valgono per nessuno.

  15. Jesse James says:

    per sempre W LA SERBIA!!!!!

  16. Marco says:

    La scelta di sostenere i serbi nella difesa della loro patria ancestrale fu una delle poche cose nobili fatte dalla Lega.
    Secondo la logica di Salvi anche le ragioni dei lombardi (quando diverranno minoranza a casa loro) saranno
    “riferiti a un’epoca irrimediabilmente trascorsa”…

    PS A parte le macroscopiche violazioni del diritto internazionale che portarono ai bombardamenti nato della Jugoslavia e l noti “amichevoli” appoggi americani che portarono all’illegale separazione del Kosovo dalla Serbia, l’esempio dei francesi in Algeria è demenziale.
    L’esempio corretto sarebbe quello degli algerini di Marsiglia che richiedessero la separazione dalla Francia.

  17. A me, per capire “da che parte stare” nel conflitto kosovaro, è sempre bastato sapere che nell’Ottocento la rivista dei nazionalisti serbi si chiamava “Pijemont”, in omaggio ai Saboia e alla politica imperialista, colonialista e “unificatrice” piemontese, vista come modello di riferimento.
    Del resto i primi leghisti, più avveduti e schietti dei successivi di fine anni novanta e seguenti, avevano vergato a caratteri cubitali, sui muri di un capannone lungo la linea della MM2, l’inequivocabile scritta “Croazia = Lombardia, Belgrado = Roma”.

    Ritengo la religione islamica intrinsecamente pericolosa per la coesistenza pacifica delle persone e penso che l’11-12 settembre 1683 sia una data che ogni cittadino dell’Occidente dovrebbe conoscere a memoria (lunga vita agli Ussari Alati polacchi di Giovanni Sobieski), ma il sostegno ai Serbi contro l’autonomia (oggi fortunatamente indipendenza) kosovara è una delle più grosse cantonate prese da leghisti e padanisti sul finire del vecchio millennio. Tra l’altro, esattamente come accaduto in Cecenia, l’aggressione non ha fatto altro che trasformare in guerra santa un conflitto locale, convogliare in loco torme di mujahiddin estremisti dal mondo islamico, estremizzare la propensione religiosa degli autoctoni, di per sè piuttosto blanda, anche per i decenni di socialismo reale ateizzante -forse l’unica cosa positiva lasciata in quei contesti dai precedenti regimi, considerato che una religione aggressiva ed estremista è peggio di un regime ideologico aggressivo ed estremista-

    • Ritvan says:

      Gentile Alessandro
      mi fa piacere che tu sia favorevole all’indipendenza del Kosova, ma nel tuo commento vedo alcune inesattezze:
      1. La religione islamica non è “intrinsecamente pericolosa per la coesistenza pacifica delle persone”, visto che noialtri albanesi, in stragrande maggioranza musulmani, negli ultimi secoli ci siamo anche ammazzati fra di noi – come qualsiasi altro popolo, del resto – ma MAI e ripeto MAI per motivi religiosi. Insomma, dipende da che tipo d’islam pratica un popolo, sai l’islam balcanico (ci metto qui pure quello bosniaco) è totalmente diverso da quello dell’Arabia Saudita o dell’Iran, eh!
      2. Prima di Sobieski e dei suoi ussari alati forse dovresti ringraziare l’eroica resistenza dei popoli balcanici – albanesi in primis – all’invasione ottomana. L’eroe nazionale albanese Gjergj (Giorgio) Kastrioti Skanderbeg – considerato eroe sia dai cristiani albanesi che dai musulmani! – bloccò nel XV secolo per ben 25 anni l’avanzata ottomana verso il cuore dell’Europa in un periodo in cui l’Impero Ottomano era al culmine della sua potenza e l’Europa al culmine delle sue discordie interne (guerra dei 100 anni solo per dirne una, hai presente?). E anche dopo di lui le continue insurrezioni dei popoli balcanici soggiogati – sempre albanesi in prima linea – rallentarono di molto l’avanzata ottomana. Insomma, quando – come dici tu – nel 1683 i turchi arrivarono fino a Vienna avevano ormai il fiatone:-) (dal ‘700 in poi comincia il declino inesorabile dell’Impero Ottomano) e l’Europa poteva farli a pezzi anche senza il Sobieski.
      3. Non mi risultano fra le fila dei combattenti kosovari “torme di mujahiddin estremisti dal mondo islamico”…mi sa che sei rimasto un pochino vittima della propaganda menzognera di Belgrado:-). Oh, non escludo affatto che qualche jihadista arabo si sia recato in Kosova a quel tempo a dar manforte ai “fratelli musulmani” dell’UCK, però di una cosa sono sicuro: appena terminato il conflitto sarà stato gentilmente pregato dai kosovari o di vivere lì in pace senza rompere le scatole a nessuno – e protetto dal famoso Kanun albanese in quanto “sacro ospite” contro chiunque voglia fargli male – oppure tornarsene da dov’era venuto, con tante grazie. Insomma, tutt’altro che “estremizzare la propensione religiosa degli autoctoni”….
      4. Sì, diciamo pure che “la propensione religiosa degli autoctoni”, -naturalmente quelli musulmani – sia “di per sè piuttosto blanda”, anche se io parlerei piuttosto di un “islam laico” degli albanesi kosovari (e anche degli albanesi d’Albania), ma ti prego, non dare a quella schifezza di “socialismo reale ateizzante” meriti che non ha. Tito non intaccò mai la libertà religiosa degli albanesi del Kosova e purtroppo qui in occidente nessuno sa – e quel che è peggio se ne frega altamente di sapere – che negli anni ’20 del secolo scorso – aveva da venì Tito e il suo ineffabile “socialismo ateizzante” – in Kosova la resistenza guerrigliera degli albanesi contro l’occupante serbo venne guidata da UNA DONNA, sì, proprio da uno di quegli esseri inferiori:-) che noialtri musulmani teniamo sempre imbacuccata come uno spaventapasseri:-) e le consentiamo solo di sfornare bambini a raffica:-). Si chiamava Qerime Galica, nome di battaglia “Shota”…e le obbedivano VOLONTARIAMENTE tanti masculi musulmani fieri ed agguerriti. E anche adesso, mi pare che il Kosovo abbia un presidente della Repubblica DONNA, Atifete Jahjaga si chiama…a quando nella Civilissima&Cristianissima Italia ci sarà un Primo Ministro/Presidente donna?
      5. Last but not least – soprattutto a beneficio dei tanti islamofobi idrofobi filoserbi che delirano qui nei commenti – i pericolosissimi:-) fondamentalisti islamici&mafiosi:-) del Kosova stanno erigendo una grandiosa cattedrale cattolica nella capitale Pristina, dedicata alla santa albanese Madre Teresa di Calcutta. Ed è tutto dire….

  18. Gigi says:

    Ottimo articolo. Complimenti.

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