Il grande uomo bianco e i negri da aiutare: la radice profonda del razzismo

di MARCELLO CAROTI

Razzisti! E’ il 9 maggio 1950 e siamo a una conferenza stampa al Quai d’Orsay, il ministero degli esteri francese. Alle 16 inizia a parlare Robert Schuman, il ministro degli esteri francese e legge una dichiarazione, approvata dai governi francese e tedesco, che resterà nella storia come la Dichiarazione Schuman. Oggi questa dichiarazione è considerata il primo discorso politico ufficiale in cui compare il concetto di Europa come unione economica e, in prospettiva, politica tra i vari stati europei e viene celebrata come l’inizio del processo di unificazione europea. Si trattava di dare l’avvio alla prima istituzione sovranazionale europea, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio: “, Il governo francese propone di mettere l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei ”.

Lo scopo di questa iniziativa era di far partire un processo che avrebbe cancellato per sempre lo spettro della guerra in Europa: “La solidarietà di produzione in tal modo realizzata farà sì che una qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile ”. Questa dichiarazione diventerà una pietra miliare della storia europea e trasformerà radicalmente il vecchio continente. Ma non è questo il motivo che mi ha spinto a produrre questo documento. La motivazione è partita da una frase pronunciata poco dopo: “Se potrà contare su un rafforzamento dei mezzi, l’Europa sarà in grado di proseguire nella realizzazione di uno dei suoi compiti essenziali: lo sviluppo del continente africano ”. E’ questo che mi ha colpito. Per comprendere la mia sorpresa è necessario innanzi tutto considerare la situazione dell’Europa in quel momento. La guerra era finita 5 anni prima e buona parte dell’Europa era ancora un mucchio di rovine. La Cortina di Ferro era scesa sui paesi dominati dai sovietici schiacciando qualunque velleità di libertà e democrazia e l’illusione dell’amministrazione americana di poter avviare buoni rapporti con l’ex alleato comunista era ormai svanita. I due blocchi si fronteggiavano e l’Europa era ancora sull’orlo dell’annientamento. Il piano Marshall era ben avviato e l’economia si stava riprendendo ma la miseria e la fame dominavano ancora il vecchio continente rendendo molto precaria la sopravvivenza delle istituzioni democratiche. Per questo motivo gli americani erano intervenuti l’anno prima ed era stata fondata la NATO dando così all’Europa un minimo di sicurezza, ma questi americani erano davvero disposti ad affrontare la terza guerra mondiale per salvare ancora l’Europa? Per la terza volta? Nonostante questa situazione i tentativi di avviare una qualunque forma di unione europea erano naufragati e il Consiglio d’Europa era paralizzato dalla assoluta ostilità degli europei a raggiungere un qualunque accordo su una qualunque cosa. Gli europei davano ancora il meglio di se stessi a litigare tra di loro.

E’ in questo scenario che Schuman propone la creazione di un ente sovranazionale; una proposta non facile. Ebbene, nello stesso documento ove si lancia questa proposta si dichiara che una pace stabile in Europa avrebbe consentito di proseguire nella realizzazione di uno dei compiti essenziali dell’Europa: lo sviluppo dell’Africa! Come è possibile che lo sviluppo dell’Africa possa essere considerato un “compito essenziale” dell’Europa? Chi ha dato questo compito agli europei? Il compito è un dovere da compiere e nel nostro caso addirittura essenziale! Essenziale per cosa? Schuman era un devoto cattolico, nel 2004 fu dichiarato Servo di Dio ed è ancora in corso la sua beatificazione. E’ evidente che nella sua mente c’è una motivazione religiosa. E’ stato l’Onnipotente che ha dato agli europei il “compito” di aiutare gli africani che, poverini, non ci riescono da soli. E’ per questo che il compito che l’Onnipotente gli ha assegnato è essenziale perché solamente il Grande Uomo Bianco ha il potere di sollevare i negri dalla loro condizione di arretratezza e di bisogno.

Noi vogliamo evidenziare che questa visione del mondo considera il rapporto tra bianchi e neri come un rapporto tra razza superiore e razza inferiore. Questo atteggiamento mentale è l’essenza e la radice profonda del Razzismo che è un prodotto delle allucinazioni cristiano-progressiste. Ho usato intenzionalmente la R maiuscola perché qui si tratta del razzismo buono, motivato dalle migliori intenzioni ultrabuoniste. Sarebbe stato inutile far notare a Schuman che il compito di “sviluppare il continente africano” era al di sopra delle possibilità di un’Europa ridotta in miseria perché la sua è una visione di lungo periodo, è una visione escatologica della storia. L’amore non deve avere confini e il Grande Uomo Bianco non può sottrarsi ai suoi doveri. La missione era stata interrotta dalle due guerre mondiali ma la razza superiore deve proseguire sulla strada già iniziata; avanti, soldati di Cristo!

Qui ci vogliamo chiedere se questa visione del mondo abbia prodotto risultati positivi. L’analisi degli interventi europei in Africa è estremamente complessa con profonde differenze da un paese all’altro e non può essere fatta in poche righe. Vogliamo solamente proporre una riflessione. Nel 1882, data del primo censimento attendibile fatto dagli inglesi, la popolazione dell’Egitto era di circa 7 milioni ed era rimasta più o meno invariata sin dai tempi antichi perché questa era la popolazione che il paese riusciva a sostenere sulla base delle condizioni sociali, economiche, tecnologiche che erano rimaste invariate sin dall’antichità. Quando è scoppiata la cosiddetta primavera araba era di 82 milioni! Buona parte della spinta per questo incremento disastroso la si deve all’intervento “amorevole” del Grande Uomo Bianco. Questo intervento, dall’esterno della società egiziana, (ma lo si potrebbe sostenere per tutta l’Africa) ha spezzato l’equilibrio esistente nella società e ha provocato un aumento di popolazione superiore alla capacità che la società stessa aveva di fornire lavoro, abitazioni, sanità, eccetera. Ha creato una situazione che rendeva impossibile alla società egiziana di provvedere ai bisogni di buona parte della popolazione che si è così trovata di fronte a una situazione disperata. La disperazione è una cattiva consigliera e spinge l’individuo verso scelte politiche o religiose alle quali non sarebbe arrivato in una situazione normale. Forse la nascita dell’islamismo fanatico e sanguinario è un sintomo di questa società ove tanta gente non vede più alcuna luce in fondo al tunnel della disperazione. A questo punto non si può non dubitare se questo amore del Grande Uomo Bianco, espresso in modo così nobile da Schuman, non abbia in se una componente di sadismo.

Abbiamo illustrato metà della nostra storia, per l’altra metà ci dobbiamo spostare in America. E’ il 28 agosto 1963 e siamo a Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Davanti al Lincoln Memorial, Martin Luther King pronuncia un discorso che resterà nella storia e cambierà radicalmente la politica e la società americana. King inizia il discorso denunciando la disastrosa situazione dei negri all’interno della società americana. Infatti nonostante che lo schiavismo fosse stato abolito due secoli prima negli stati del nord e un secolo prima in quelli del sud: “ il Negro ancora langue in ogni angolo della società americana e si ritrova a essere un esule nella sua propria terra. Così siamo venuti qui oggi per denunciare una situazione terribile ”. Fin qui qualunque persona sensata avrebbe concordato con lui. Poi il discorso prosegue: “ In un certo senso siamo venuti nella capitale del nostro paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della nostra repubblica scrissero le magnifiche parole della Costituzione e della Dichiarazione di Indipendenza, stavano firmando una cambiale che è stata ereditata da tutti gli americani.  Oggi è ovvio che l’America è inadempiente per questa cambiale per quanto riguarda i suoi cittadini di colore ”.

Queste dichiarazioni di King mi hanno lasciato stupito perché sono un’interpretazione della civiltà americana a dir poco stravagante. Né nella Costituzione né nella Dichiarazione d’Indipendenza c’è alcun obbligo di fornire alcunché ad alcuno; né l’America né alcun americano si fecero garanti di alcunché. E’ chiarissimo, nel suo atto di nascita, che la società americana intendeva dare a tutti i cittadini la libertà per perseguire e realizzare la propria felicità ma non intendeva (né poteva) prendere alcun impegno sul risultato che è ovviamente a carico dei singoli soggetti o comunità. Prosegue: “ Invece di onorare questo obbligo sacro l’America ha dato ai Negri un assegno a vuoto che è tornato indietro timbrato “fondi insufficienti” ”. Quindi l’America avrebbe addirittura imbrogliato i negri. “ E allora siamo venuti ad incassare questo assegno, l’assegno che ci darà, a nostra richiesta, le ricchezze della libertà e la sicurezza della giustizia ”. Tutto il discorso di King è una incitazione ai negri di darsi da fare per pretendere, in modo rigorosamente pacifico per fortuna, quanto dovuto loro dall’America: “ Non c’è più tempo per permettersi il lusso di calmarsi o di prendere i tranquillanti del gradualismo  ora è il momento di aprire le porte della libertà a tutti i figli di Dio  Non ci saranno né riposo né tranquillità in America finché al Negro non saranno garantiti i suoi diritti di cittadinanza. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta di questa nazione finché non emergerà il giorno luminoso della giustizia ”.

In tutto questo discorso, come in qualunque altra sua iniziativa, non esiste il ben che minimo accenno ad alcuna mancanza da parte dei negri: tutta la colpa di questa situazione disastrosa era dell’America (ovviamente bianca). Come è possibile pensare che tutta la colpa sia da una sola parte e che l’unica mancanza dei negri era di non aver lottato abbastanza nel pretendere dall’America i propri “diritti di cittadinanza”, diritti peraltro inventati? La risposta a questa domanda la troviamo nella Dichiarazione Schuman; la troviamo in quel “compito essenziale” che gli europei (bianchi) avrebbero nei confronti degli africani. Il problema è questa incrollabile fede religiosa dei bianchi nella loro superiorità razziale che si deve esprimere con il dovere di provvedere per i negri perché la razza superiore ha doveri superiori. Ebbene, i bianchi sono talmente convinti di questa loro fede che sono riusciti a farlo credere anche ai negri! Una terrificante dimostrazione della potenza del Grande Uomo Bianco. King non denunciò mai quel modo di vivere dei negri che produceva i problemi così tragicamente evidenti nelle comunità negre né si impegnò mai in alcuna di queste comunità per guidarla a risolvere da sola i suoi problemi. Questo perché era ben radicata l’idea che tutto dipende dai bianchi per cui i negri possono solo pretendere dai bianchi quanto dovuto. Schuman e King sono le due facce (bianca e nera) della stessa medaglia: una visione razzista della realtà.

Penso che si debba concludere che King non fu un vero leader dei negri americani ma fu piuttosto un eroe del Grande Uomo Bianco: lo ha fatto sognare. Con questo discorso King toccava il cuore del bigottismo cristiano-progressista dei bianchi americani e metteva di colpo i bianchi di fronte alle loro responsabilità: avevano mancato nel loro “compito essenziale”. L’effetto fu devastante perché la sua prosa era affascinante e sapeva manipolare le idee fino ad essere estremamente convincente. “, Io ho un sogno, che un giorno questa nazione si solleverà e vivrà il vero significato della sua fede: “Noi crediamo queste verità siano evidenti da non necessitare alcuna dimostrazione: che tutti gli uomini sono creati uguali.” ”. Qui King cita il Vangelo della civiltà americana, la Dichiarazione di Indipendenza, ma gli dà un significato completamente falso. Quel passo che lui cita non si riferiva al colore della pelle o altra caratteristica etnica o religiosa o di genere. Si riferiva alla pretesa dell’aristocrazia ereditaria inglese di avere il diritto divino di governare. Infatti tutto il mondo allora era governato da dinastie ereditarie ove, per volere di Dio, i regnanti erano incaricati di governare i loro sudditi che avevano il dovere di obbedire. La rivoluzione americana spezzò definitivamente questa fede, che era evidentemente assurda, tolse di scena l’aristocrazia e diede il potere al popolo, unico reale detentore del diritto di governare. Purtroppo qualunque appello alla ragione divenne inutile perché le parole di King andavano a eccitare i mostruosi complessi di colpa di una cultura che affondava le sue radici nell’etica puritana. Fu travolto anche il più elementare buon senso e annullato anche il più ovvio senso del ridicolo. Se l’Onnipotente ci ha creati uguali, perché i negri sono così poveri? Perché ci sono così pochi negri (o donne, o omosessuali, o , fate voi) nelle posizioni di potere? Di colpo gli americani si accorsero che il Male si era infiltrato nella loro società e avevano tradito la loro fede. A questo punto parte la paranoia, una patologia estremamente contagiosa, per la quale non si conosce alcuna cura. Chi sono questi agenti del Male che hanno traviato la nostra nazione? I razzisti! Ecco la fonte del Male! La paranoia trova sempre il suo obiettivo. Una nuova teoria antropologica fu inventata di fatto, senza mai venire espressa, ove gli uomini con la pelle bianca avrebbero una predisposizione genetica ad odiare quelli con la pelle nera piuttosto che quelli con i capelli rossi o gli occhi verdi o , fate voi. Sono questi bianchi che hanno ceduto all’odio verso i neri, i razzisti, i responsabili del degrado delle comunità negre. Come altro si può spiegare il perdurare nei secoli di questo degrado? Infatti questa era l’unica conclusione possibile dato che l’idea che un qualunque problema potesse dipendere dai negri era talmente blasfema da essere impensabile. Le più potenti menti d’America si misero all’opera per produrre leggi, regolamenti, studi per definire il razzismo, in modo scientifico, e dare alla giurisprudenza gli strumenti per individuare e schiacciare i razzisti che si annidavano nella società. Una tragica riedizione del Martello delle Streghe. La politica, i tribunali e i media si misero a pieno regime per realizzare il compito essenziale di far diventare tutti uguali. A qualunque costo la loro “città sulla collina” sarebbe tornata a risplendere. Inizia così la più colossale psicosi collettiva di nichilismo e autopunizione mai registrata dalla storia. Una psicosi che col tempo contagerà tutta la civiltà occidentale. Questa psicosi fa emergere quella componente di sadismo presente nell’amore del Grande Uomo Bianco producendo iniziative politiche deliranti che neanche il più elementare buon senso riesce ad arginare, con un danno enorme per tutta la società ma in particolar modo per i negri. Come per gli interventi dei bianchi in Africa, anche in questo caso gli effetti sui negri americani furono disastrosi. Il degrado, ma sarebbe più realistico dire la devastazione, prodotto nelle comunità negre è stato talmente macroscopico che riteniamo corretta l’accusa lanciata ai progressisti americani: “avete fabbricato un mostro!”. Questo è il tragico prezzo delle allucinazioni della razza superiore.

marcello.caroti@fastwebnet.it

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20 Comments

  1. Lo psichiatra says:

    I lettori-postanti dell’ Indipendensa: una congrega di ” ariani, di razza pura” ,seguaci delle idee di A. Rosemberg, H.Cahamberlain, DeGobineau che, con squallidi , causidici bizantinismi tentano quotidianamente di riproporre la criminale Weltanscauung di “Adolfo l’austriaco” . Emerge su tutti il Pedante, nonostante l’apparente razionalità delle sue argomentazioni”moderate”.

  2. Ringrazio tutti per aver dato un po’ del loro tempo a commentare il mio articolo. Il punto che volevo evidenziare è che King non ha mai citato alcuna mancanza dei negri, cosa ovviamente assurda. E’ per questo che lui è l’altra faccia della medaglia: una visione razzista della realtà.

  3. Pedante says:

    Chi sono questi agenti del Male che hanno traviato la nostra nazione?

    Gli accoliti della Scuola di Francoforte. Senza l’erosione dell’autostima degli americani di origine europea non sarebbe stato possibile creare uno stato socialista.

  4. Pedante says:

    La morte di Johannesburg offre una panoramica del potere nero in azione. Vietati il turpiloquio e commenti irrispettosi.
    http://deathofjohannesburg.blogspot.com.au/

  5. Luigi Bandiera says:

    Siamo tutti umanoidi ma se liberi tutti differenti, almeno nel pensiero.
    Quindi ci accostiamo ai diritti dell’uomo nato LIBERO.
    NE ITALIANO, NE RUSSO NE STATUNITENSE E ECC..

    CAPIREMO DA GRANDI QUALE NAZIONE SCEGLIERE.

    OGGI SONO I GENITORI A SCEGLIERE PER IL NEONATO.

    Domani o oggi sarà o è lo stato vale a dire la BANDA DEI TRE. O FORSE LA POLITICA O TU COL TUO VOTO?

    Sarà dura accettarla ma noi NON SCEGLIAMO PROPRIO NULLA. PURTROPPO.

    LA BANDA DEI TRE È TROPPO FORTE.

    PSM
    WSM

  6. bepi says:

    Bell’articolo! Razzismo è un termine tabù, per comprensibili ragioni storiche, sul quale solitamente si evita di riflettere, ritenendolo incontestabilmente espressione di un atteggiamento odioso. Ma come esiste quel genere di razzismo, ne esiste pure l’opposto: il razzismo caritatevole appunto del filantropo, encomiabile anziché odioso. Gli effetti catastrofici del primo sono di drammatica evidenza, gli effetti del secondo sono subdoli, ma alla lunga pur essi catastrofici, come vediamo, come sperimentiamo. Occorrerebbe superare e l’uno e l’altro razzismo e metterci in testa che ciò di cui abbisognano certi popoli che hanno sviluppato civiltà diverse dalla nostra non è acquisire la nostra civiltà, ma evolversi conformemente alla loro. Ma la realtà è ancor più complessa di come la descrive Marcello Caroti, poiché le ragioni della pretesa civilizzatrice dell'”uomo bianco” non sono solo di natura religiosa, ma economica. Le responsabilità maggiori del sovvertimento degli equilibri planetari ce l’hanno i poteri forti, che vorrebbero trasformare tutti gli uomini in consumatori e contribuenti, l’uno eguale all’altro, tutti fisicamente e psicologicamente dipendenti dei prodotti delle multinazionali. L’unica salvezza da questo appiattimento mondiale sta nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità. Dobbiamo metterci in testa che noi esseri umani non siamo tutti uguali, ma tutti egualmente in diritto di vivere secondo le nostre abitudini, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra civiltà.

  7. Pedante says:

    Se si vuole capire il successo di Martin Luther King bisogna anche considerare il contributo strategico ed economico e di Stanley Levison, comunista, e Harry Wachtel, avvocato, e i loro potenti amici di New York, interessati a trasformare radicalmente la società statunitense.

  8. Rustego Piovan da Molin says:

    Concordo sul fatto che l’auto-dichiarazione di superiorità dell’uomo bianco sia sostanzialmente fondata sul nulla, ma riguardo la parte di Martin Luther King jr ritengo che lei dimentichi il contesto storico (che invece ha giustamente ricordato per il discorso Schuman): nel 1963 l’America doveva veramente qualcosa ai neri, e cioè la libertà, la parità con tutti i cittadini statunitensi, cosa che fino ad allora (e spesso ancora oggi) era mancata del tutto. Ricordo che le persone di colore non potevano sedersi sui bus se prima tutti i bianchi non avevano preso posto, dovevano lasciare il sedile a quest’ultimi se salivano dopo di loro, se erano fortunati prendevano posto in fondo. Tanto per fare esempi limitati alla sfera del trasporto pubblico. Quindi quello che MLKj intendeva per “giustizia” era semplicemente l’uguaglianza, l’essere trattati parimenti, senza far due pesi due misure, e non ci trovo assolutamente nulla di male in questo.

  9. Luca says:

    Quella dell’articolo mi sembra un’intrepretazione un po’ fantasiosa. I neri che se la prendono coi bianchi lo fanno non perchè credono che i bianchi superiori non li abbiano aiutati come loro dovere di esseri superiori, ma perchè ritengono i bianchi, esseri cattivi e oppressori, la causa delle loro rovine. Insomma, i neri buoni rovinati dai bianchi cattivi. Ovviamente si tratta di una teoria demenziale e ampiamente smentita da chi di dovere:

    http://www.youtube.com/watch?v=4xeebU8VhmY

  10. Luigi Bandiera says:

    Sono rimasto incantato.
    A bocca aperta.
    Beh, forse perché condivido il contenuto?

    Si evince che tutto dipende da noi.

    PSM
    WSM

  11. Bellissimo pezzo, complimenti!

  12. Pedante says:

    http://www.vho.org/aaargh/ital/macdorec.html

    Una visione più cupa della lotta per i diritti civili.

  13. Pedante says:

    Gli asiatici nord-orientali e gli ashkenazi hanno un QI medio più alto dei caucasici, ammetterlo non è bigotteria. L’intelligenza non è un valore morale. Gli africani hanno un QI inferiore rispetto ai caucasici. Ogni popolo ha la sua dignità a prescindere dalle differenze. La dignità dei popoli d’Europa viene continuamente lesa nei media e dalle istituzioni e “razzista” è chi si difende dalle costanti umilazioni.

    Sale Blanc!
    https://www.youtube.com/watch?v=fvo2dUMnh_k

  14. pippogigi says:

    Sulla schiavitù c’è tanta ipocrisia, falsità ed ovviamente gente che ci marcia su.
    I primi schiavi in Nord America erano….bianchi, inglesi che per varie ragioni dovevano fare un periodo come schiavi, solo successivamente se ne fecero arrivare dall’Africa, in quanto più resistenti al lavoro nei campi negli Stati più meridionali. La schiavitù era la prassi, nel settecento 30.000 cristiani erano schiavi in nord africa ed altrettanti mussulmani in Europa. La parola schiavi deriva da “slavo”, in inglese si dice “slave” (la somiglianza è ancora più evidente), in latino si diceva “servus”. Quindi la parola schiavo è di origine medioevale. E perché da “servus” si è passati a “slavo” per indicare lo stato servile coattivo? Perché lo schiavo tipico del medioevo era lo slavo, non mi risulta esistano molti slavi di colore…..
    La civiltà romana era basata sul lavoro servile, schiavi romani potevano diventare anche filosofi o letterati greci.
    Quale è la differenza? Perché per esempio europei e nordafricani non si rinfacciano a vicenda la schiavitù esercitata? Evidentemente c’è qualcuno a cui piace fare il “bovero negro” per suscitare sensi di colpa e così accedere a retribuzioni, impieghi, permessi di immigrazione, case a cui altri avrebbero ben maggiore diritto o merito.
    Il problema è lo sfruttamento coloniale dell’Africa? Quello per esempio fatto dagli arabi (fino al xix secolo gli arabi praticavano ancora la schiavitù)? Allora che provino a sopportare lo sfruttamento coloniale fatto dall’italia in Padania, divieto di studiare la propria lingua, la propria cultura, negazione e stravolgimento della storia, immigrazione e colonizzazione imposta, tutti i posti di lavoro pubblici assegnati a forestieri, tassazione al 70%, e poi vediamo quanto resistono….

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