Il grande inganno del sogno green

SOLARCAMP

di Riccardo Pozzi – Difficile dire chi abbia rubato i sogni alla generazione del “for future”, per contro è difficile anche immaginare che il mondo proceda in costante, inarrestabile crescita economica. Ma sembra che qualcosa sfugga alle giovani e ispirate coscienze degli scioperi climatici.
E’ la vecchia legge dei vasi comunicanti.
Gli smartphone che tutti quei ragazzi portano in tasca sono prodotti, in gran parte, dalla Foxon, mastodontica azienda cinese dove, qualche anno fa, mettevano le reti all’altezza del secondo piano per prevenire i suicidi. Le materie prime rare dei componenti elettronici che stanno dentro a un telefonino intelligente e connesso sono estratte in Africa, in certi casi, da bambini a mani nude e con l’ausilio di ceste in paglia per il trasporto dei preziosi minerali.
Negli ultimi anni si stanno affacciando al mondo del consumismo (disprezzato solo da chi ci sta già dentro) quasi due miliardi di persone. Persone ormai stanche della ciotola di riso che ambiscono ad avere il nostro tenore di vita.
I vasi comunicanti della ricchezza mondiale sono inesorabili, l’Europa continuerà a impoverire e l’Asia alza il tenore di vita di un miliardo di persone a ogni decennio.
Chi di quei ragazzi si incaricherà di dire a quel miliardo di persone che deve modificare le proprie aspettative di consumo e rivalutare la ciotola di riso? Lo faranno gli scaltri manager di Greta?
Chi se la sente di puntare il dito verso l’inarrestabile aumento dei consumi nei paesi emergenti, magari vestiti dalla testa ai piedi con made in China da scarti di raffinazione petrolifera?
La boraccia al posto della bottiglietta di plastica è un incoraggiante inizio ma, come rivoluzione dello stile di vita, insufficiente.
I nostri ispirati e coraggiosi ragazzi che protestano contro il cambiamento climatico dovrebbero avere ben presente che le generazioni che li hanno preceduti sono quelle che imbracciavano vanghe e zappe, quelle che si sono tolte dalla miseria con lavori manuali duri e faticosi, che si sono costruite la casa lavorando sabati e domeniche.
Certo, non erano connessi a nulla e digitali per niente, ma decisamente più sostenibili dei cortei ecologisti di oggi, che di vanghe e zappe non hanno mai sperimentato il peso.

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