Il governo non capisce una mazza di economia reale. E la uccide

di FABRIZIO DAL COL
“Da questa crisi usciremo più forti e torneremo a risparmiare. Questo è un anno di grande rallentamento e di fronte alla riduzione del reddito disponibile c’è anche una riduzione del risparmio” Con queste dichiarazioni rilasciate davanti ai microfoni de TG1, il ministro Grilli ha spiegato il ristagno della crescita economica, precisando altresì come l’Italia e l’Europa debbano tornare ad ”attrarre il risparmio del mondo” e come occorra ancora riportare la “fiducia degli investitori verso il nostro paese e la costruzione europea”.

Non c’è niente da fare.  Non lo vogliono capire o semplicemente non lo capiscono proprio. Il paese Italia, prima ancora delle riforme sul risanamento finanziario, aveva l’impellente bisogno di cambiare radicalmente la sua ragione giuridica ovvero avrebbe dovuto adottare quei provvedimenti legislativi necessari a spazzar via in modo definitivo tutto il suo diritto amministrativo e la conseguente burocrazia derivata. Come infatti sappiamo, la maggior parte delle regole che governano lo stivale italiano sono ancora di eredità francese e dal 1948 ad oggi nessuno mai, per convenienza politica o per ragion di stato, ha voluto prendere i provvedimenti necessari per  la loro eliminazione. Sono infatti quelle stesse norme e regole  a pregiudicare e compromettere  il grande cambiamento di cui avrebbe invece estremo bisogno l’Italia. In sostanza è come se si fosse voluto costruire un nuovo palazzo senza aver prima spazzato via le macerie e conseguentemente a ciò il rischio che un imprevisto qualsiasi possa ora trasformarsi  in certezza  e far crollare tutto pare essere dietro l’angolo. Infatti, tutte le riforme fin qui adottate di cui oggi il governo si fregia sono a mio parere un vero e proprio “pastone di iniquità”  scaturito solo per averle realizzate sulle “macerie” del diritto amministrativo di cui parlavamo  e del quale, ancora una volta  per accontentare la politica, si è preferito invece non toccare nulla, da un lato per salvaguardare quelle “cosìddette” riforme che il Governo aveva nel frattempo messo in campo e che  sarebbe ora preferibile cominciare a chiamarle con il loro  vero nome ovvero una semplice ”contabilità ordinaria” . Dall’altro per non costringere  i partiti ad assumersi le loro responsabilità e contribuire così al cambiamento.

Per la verità i provvedimenti legislativi fin qui approvati dal governo sono stati attuati senza tener conto dell’andamento dell’economia reale, preferendo  invece guardare  in una unica direzione come quella  della priorità nella messa in sicurezza del bilancio dello Stato. Per stessa amissione dell’esecutivo, i provvedimenti di risanamento fin qui presi non sono ancora da ritenersi sufficienti  e solo dopo che sarà attuata la fase due della spendig review, il bilancio dello Stato avrà  definitivamente assunto quella completa “linea di rigore” necessaria a convincere i mercati e l’Europa. Tuttavia, e chissà il perché, l’esecutivo continua però a parlare di rischi e fragilità finanziaria che permangono a causa di una crescita economica  lungi dal voler ripartire e che si sta manifestando  invece come il vero problema Italiano. La compagine governativa intanto si rifiuta di comprenderne le motivazioni, senza avvedersi che si tratta di  una conseguenza postuma della mancata cancellazione delle migliaia di regole di cui parlavamo sopra e che continuano, alimentandone i costi, ad opprimere le imprese e a compromettere quella ripresa economica di cui ancora non si vede l’ombra. Imprese che inoltre si devono sobbarcare gli ulteriori balzelli causati da quelle regole che la stessa Europa ha consigliato di eliminare e che oggi invece aggravano la competitività e tutti i presupposti per la ripartenza della crescita economica.

In una tale situazione non si può non notare i danni prodotti da chi non capisce una mazza di economia reale e che ostinatamente continua a perseguire la via “numerica” di bilancio senza accorgersi che la burocrazia e le regole aumentate nel frattempo anche da questo govern, continuano a divorare invece le risorse finanziarie disponibili a causa dell’incremento delle tasse, il cui peso continua a ricadere, come sempre  per scelta politica, sui contribuenti più deboli.

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36 Comments

  1. Culitto Salvatore says:

    il governo non capisce una mazza di economia reale…ne siete sicuri? sembra invece che ne capiscano eccome, guardate quel che hanno fatto, se non avessero capito come funziona, se non fossero super competenti sarebbero riusciti a fottersi tutto? no signori, al governo sanno esattamente cosa e come fare, siamo noi poveri fessi che non capiamo una mazza

  2. Stefano Gamberoni says:

    Buonasera Dal Col

    “avrebbe dovuto adottare quei provvedimenti legislativi necessari a spazzar via in modo definitivo tutto il suo diritto amministrativo e la conseguente burocrazia derivata”

    E’ certamente vero che la crescita si può ottenere solo con un reset totale della legislazione italiana. E come si può fare questo? Gli alberi si segano alla base. In primis bisogna resettare la costituzione. E come si azzera la costituzone? con l’indipendenza!

    Ma come si può far accettare l’indipendenza a nazioni (estere) che temono che qualsiasi tipo di casino incontrollato faccia fare default al debito?

    In questo documento cerco di spiegarlo:
    http://www.lindipendenzanuova.com/fermare-declino-gamberoni/

    Se vuoi saperne di più, visto che ne ho fatto un’analisi precisa e documentata:
    officina@ideepercomerio.org

    Stefano Gamberoni

  3. DIABLO says:

    Siete voi che scrivete ste stronzat.. a non capire una mazza, o meglio a far finta di non capire… perchè l’operato della massoneria satanica sa sempre cosa fare… nel loro interesse sia chiaro.. ahhaahhahahaha burn in hell fags.

  4. Mercanzin Marco says:

    Citazione:

    LA TRUFFA DELL’EURO

    E’ una truffa di una linearità e di una semplicità incredibile. Forse è per questo che milioni di persone non ci arrivano: perché è troppo semplice, è talmente semplice che la gente non ci crede.

    La truffa dell’euro funziona cosa:

    SITUAZIONE PRIMA DELLA TRUFFA DELL’EURO:
    lo Stato si stampa da solo la CARTA(moneta) di cui esso e i cittadini necessitano per andare avanti

    ECCO LE CINQUE FASI DELLA TRUFFA DELL’EURO:

    FASE 1)
    togli allo Stato la possibilità di stampare moneta

    FASE 2)
    forzi lo Stato a togliere più moneta dalla circolazione di quella che reimmetti in circolo (=aumento dei tassi d’interessi sui titoli pubblici, aumento delle tasse, spending review, etc)

    FASE 3)
    a furia di togliere moneta dalla circolazione si crea una situazione di SCARSA LIQUIDITA’, ossia finisce che dopo un po’ di tempo lo Stato, le imprese, i cittadini non hanno più la moneta a loro necessaria per proseguire nelle loro usuali attività

    FASE 4)
    a questo punto parte il RICATTO ALLO STATO E AI CITTADINI, ossia chiedi allo Stato, alle imprese, ai cittadini di cedere beni reali (immobili, oro, imprese) in cambio della CARTA(moneta) di cui essi necessitano per andare avanti. In altre parole cedi BENI REALI in cambio di CARTA(moneta) – cioè cedi BENI REALI in cambio di BENI FINANZIARI

    FASE 5)
    finita la spoliazione, dopo che cioè lo Stato e i cittadini hanno venduto tutto ciò che potevano vendere, la nazione viene ESPULSA DALL’EURO. Tanto oramai non c’è più ricchezza da estrarvi. Oppure RESTA NELL’EURO, come zona sub-coloniale, e allora per questa nazione restare nell’euro è comunque peggio che uscire dall’euro.

    LA TRUFFA DELL’EURO E’ TUTTA QUI.

    E’ PROPRIO VERO: PIU’ LE TRUFFE SONO SEMPLICI E LINEARI, E MEGLIO FUNZIONANO.

  5. nave08ma says:

    Non capisce una mazza , e lascia fallire 1000 imprese al mese con, aiutando la finanza in mano alla mafia.

  6. Non solo non capisce una mazza , ma con politiche di protezione, difende la finanza ormai in mano a faccendieri e bachieri senza scrupolo .Si lasciono fallire oltre mille imprese al mese con una disoccupazione che ormai ha superato il13% e non il 10%.
    L’imprese oltre a soffrire per una tassazione del 80% reale , soffre della mancanza di credito da parte delle banche che a prescindere da quelle locali ,ormai poche e sottoposte alle grinfie di banca d’Italia, non solo non danno credito ma lo chiudono e costringono l’imprese a chiudere.

  7. aurelio says:

    il servo monti delle banche e degli illuminati(da satana) compiono questi atti di macellazione, non come gente che non capisce una mazza ,ma con pianificazione diabolica.hanno tolto i soldi in tutte le maniere a chi lavora e a chi da lavoro.in questo modo vanno in crisi le aziende,mettono in crisi i cittadini ,col risultato che ottengono quello che si erano prefissati.
    riempendoli di tasse li mettiamo in ginocchio,cosi’ loro per pagarci le tasse devono vendersi anche le mutande.se uno ha la casa comprata col sudore ,se non paga le tasse le verra messa all’asta al 30% del valore e ti ritrovi sulla strada. una volta che avranno macellato il popolo dovrai sottometterti ai loro voleri.e poi come si fa a credere a questi banchieri che prestano soldi falsi agli stati che tassano pagando con soldi veri perche sudati?per ridarli alle banche con interessi profumati?questo e’ uno stato dittatoriale .meno male che il 2012 al 21 dicembre sara’ la fine non del pianeta ,ma di questa cabala oscura che ha incancrenito tutto il pianeta da millenni mettendo i popoli l’uno contro l’altro per poterci meglio controllare sfruttandoci in qulsiasi maniera

  8. Nemo says:

    La scoperta dell’acqua calda! A questi non importa nulla del paese sono stati messi li per far arricchire ancora di piu’ quelli che ci hanno portato in questa situazione, creata secondo me ad hoc. Hanno messo le volpi a guardia del pollaio. Quando se ne andranno, sempre se lo faranno, ci troveremo con tutti i servizi essenziali in mano ai privati (cioe’ sempre loro e amici loro) e dovremo pagare anche l’aria che respiriamo.

  9. Dan says:

    Loro non conosceranno una mazza di economia ed i nostri non sanno nemmeno cos’è una mazza altrimenti l’avrebbero già brandita e spedito via a bastonate tutti questi parassiti

  10. claud says:

    Dici che il governo si preoccupa solo della messa in sicurezza del bilancio dello Stato, senza curarsi dell’economia reale.

    Ma se non mettiamo in sicurezza il bilancio si va al default, al fallimento, come è successo in Argentina dieci anni fa.

    Vai a chiedere agli argentini come vivono ora e come sta andando l’economia reale in quel paese…

    http://www.lettera43.it/economia/macro/argentina-altro-che-boom_4367551811.htm

    • gianluca says:

      certo preferisci salvare lo stato e far fallire e lasciare senza soldi i cittadini. Mentre i dipendenti pubblici ingrassano? sei uno di loro

      • liugi II says:

        E pensare che alla fine dei conti lo Stato fallirà e i cittadini si ritroveranno senza un soldo.

        • claud says:

          Gianluca, se lo Stato fallisce i primi a restare senza soldi sono proprio i cittadini.
          Restano senza soldi i cittadini che hanno investito i loro risparmi in titoli pubblici, fondi, ecc. e anche quelli ch hanno lasciato i loro soldi sul conto corrente (vedi le file davanti alle banche di gente disperata ogni volta che si verifica un default).
          Restano senza soldi ovviamente i dipendenti pubblici (compresi quelli delle scuole, della sanità, ecc.).
          Restano senza soldi le imprese, con conseguente chiusure, licenziamenti, disoccupazione.
          Chi si salva? Chi ha investito i propri soldi all’estero e magari ne approfitta per acquistare a prezzi da saldo i beni degli altri meno fortunati (o meno furbi?).
          Se ti sta bene tutto questo allora avanti, facciamo fallire lo Stato…

          • Fabrizio says:

            Non ci siamo.. la naggioranza del debito italiano è in mano ad investitori esteri e questi, in caso di defautl tecnico, devono per forza accontentarsi di un concordato altrimenti perdono tutto. E’ sufficiente guardare come hanno fatto presto ad accettare quello Greco per capire che nessun investitore è così scemo da rischiare di perdere tutto il capitale.. Lo Stato Italiano non potrà mai fallire fintantochè il suo patrimono supera il debito pubblico ragion per cui, nessuno ha interesse a farlo fallire. E’ molto più facile che fallisca la moneta unica che lo Stato Italiano, ciò non toglie che nel frattempo ci sia un gran daffare nell’eliminare la carta moneta Europea e, questa la dice lunga circa la sopravvivenza dell’italia e degli altri paesi del bacino del mediterraneo.. Quindi, meglio un default tecnico che rischiare di perdere tutto e avanti di questo passo, con la mingitura contnua in corso,sarà inevitabile che accada proprio questo. Finito di mettere in sicurezza lo Stato i Cittadini si ritroveranno senza più niente, altro che salvare lo Stato. Rinegoziare il debito con un oncordato ed allungare i tempi del rientro per la quota che resta potrebbe essre una soluzione in quanto, solo così si può sperare di ricreare poi una economia. Il resto, sono solo balle per il controllo della finanza della futura Europa

            • Don Ferrante says:

              La maggioranza del debito italiano ERA in mano agli stranieri, poi pian piano è passato in mano italiana.
              Prima i saggi ti dicevano che eravamo schiavi, ora ti dicono che rischiamo noi….! Lasciali parlare, vivono di quello che i pirla pagano per i loro articoli e le loro conferenze !

              Chi nel 2002 ha investito in “plebei” BTP italia decennali ha fatto un affarone rispetto a chi ha sottoscritto gli “aristocratici” BUND tedeschi !

              Lascia perdere i saputelli e pensa al tuo portafoglio: se tutti lo facessero il nostro paese andrebbe molto megio !

              • liugi II says:

                Nessuno aveva interesse a fare fallire lo stato argentino, ma è fallito lo stesso perchè non poteva pagare i propri debiti. E fino alla vigilia del default investire in bond argentini era convenientissimo!

                • Leonardo says:

                  🙂

                • Don Ferrante says:

                  Solo chi è in malafede può paragonare la situazione dell’Argentina alla fine dello scorso millennio, isolata dopo la crisi asiatica, con quella attuale dell’Italia nell’Unione Europea !

                  Ne riparleremo alla fine del prossimo anno!

                • Fabrizio says:

                  Non poteva pagare i propri debiti ? Mi pare sia abbastanza logico. Ma l’Italia non e’ l’Argentina visto che i 2000 mld di € di debito pubblico sono ancora la meta’ del patrimonio pubblico e privato di cui dispone ancora l’Italia. I bond argentini come sappiamo sono stati rifilati anche alle banche italiane e chi ci ha rimesso sono stati gli Italiani che li hanno comprati. La politica del rigore, ingrassa gli speculatori che, vedendo un paese con molte riserve patrimoniali ancora disponibili, dormono sonni tranquilli perche’ non hanno nulla da temere. Se si salva lo Stato, i cittadini saranno annientati e non potranno che svendere i propri beni.

            • claud says:

              Fabrizio, ma se la maggioranza del debito italiano è in mano a investitori stranieri, questo secondo te è una garanzia per i cittadini italiani?
              In caso di default è evidente che i creditori esteri saranno privilegiati e a rimetterci sarebbero proprio gli italiani.
              Dici che nessuno ha interesse a far fallire lo Stato italiano.
              Ma a cosa puntava la “speculazione” finanziaria internazionale alla vigilia dell’insediamento di Monti? Proprio a a questo!
              E se non è riuscita nel suo intento è grazie alla “mungitura” (come tu la chiami) a cui Monti ha sottoposto l’economia per far fronte al debito.

              • Fabrizio says:

                Mi spiace, non sono d’accordo. Non esistono privilegi. Mi risulta semmai il contrario. Sui bond argentini, ci hanno rimesso i compratori Italiani grazie alla speculazione delle banche italiane. L’attacco finanziario all’Italia era interessante per chi speculava senza il rischio di un fallimento immediato. Nel frattempo la mungitura continua e fino a quando l’Italia paga, la mungitura non finira’ mai

    • Fabrizio says:

      Suggerirei di salvare i risparmi dei Cittadini altro che lo Stato. l’Italia è fallita ancora nel lontano 1992 quando, senza avere i requisiti necessari, adottò la moneta unica.( favorita dalla Germania che allora ne aveva la convenienza) Il fallimento fu così scongiurato in quanto, si è preferito prolungare l’agonia, ma ora, qualcuno chiede di pagare il conto, in primis la stessa Germania. Non sarebbe meglio far fallire lo Stato piuttosto che spillare gli ultimi risparmi dei Cittadini ? Se l’Italia oggi è ancora in piedi è solo grazie agli enormi patrimoni privati dei Cittadini che come sappiamo, sono i più considerevoli d’Europa e, finchè gli stessi non saranno erosi del tutto, il debito pubblico può tranquillamente continuare a lievitare.Una volta che i suddetti non saranno più sufficienti a garantire i debiti dello Stato, lo stesso, sarà obbligato a fallire e con esso, falliranno anche tutti i cittadini Italiani più deboli.

  11. cosimo says:

    quello che dici lo reputo giusto..+
    ma allora calderoli tempo fa si vanto di aver eliminato 500.000 norme e leggi inutili ….che cosa fece in realtà??? un apagliacciata???
    ciao

  12. Marco Mercanzin says:

    piccolo inciso:che questi personaggi non capiscano una mazza di economia reale, sarebbe quantomeno giustificativo nei loro confronti, li metterebbe cioè, nella categoria dei deficenti, ma in buona fede.

    Se analizziamo invece la differenza tra la “professionalità” nel portare avanti provvedimenti passati in sordina nell’informazione mainstream (finanziamenti monte paschi, restituzioni a goldman sachs, abbattimento delle province, pareggio di bilancio, e altre manovre macroeconomiche) emerge un quadro ben più fosco.
    in pratica, fanno molto fumo su argomenti che ogni giorno riempiono i titoli dei giornali e che a loro nulla interessano, vedi ultima manovra fiscale, legge lettorale, legge sulla corruzione, etc etc, mentre le vere manovre a cui sono stati “ordinati” sono altre.
    Ancora poco, e quando l’italia sarà tornata in possesso di tutti i suoi titoli di debito, quando cioè tutti i grandi investitori stranieri saranno tornati in possesso del denaro precedentemente investito in titoli italioti, quello sarà il momento in cui anche l’italia sarà definitivamente massacrata, e con gli asset deprezzati, diverrà terreno di shopping a prezzo di saldo.
    Intanto naturalmente, in aggiunta a tutto ciò, i salari compressi e la disoccupazione aumentata, metteranno a disposizione una offerta di manodopera pronta a prostituirsi per pochi euro.

  13. Salvatore Giannasso says:

    Ad integrazione del mio post, si intenda che toglierci di torno Monti e il suo governo significa attraverso le prossime consultazioni politiche e, magari, per miracolo mediante una improvvisa mancanza di fiducia al suo esecutivo.

  14. Salvatore Giannasso says:

    Errata corrige: da al più tardi con “quanto prima” o “al più presto”.

  15. Salvatore Giannasso says:

    È una pia illusione quella di sperare che Monti & C. si adoperino per il risanamento dell’economia nazionale. Che questo governo capisca o meno di economia reale non ha alcuna importanza, tanto da burocrati quali sono non sanno nemmeno dove mettere le mani. Quello che, invece, Monti sa molto bene e’ il compito che gli è stato assegnato dalla Troika e cioè indebitarci sino al collo. Fatto ciò il compito del nostro premier, imposto dall’alto, finisce e, dopo aver assassinato il nostro Paese, potrà pure avere alti riconoscimenti dal suo committente(Troika). A Monti, oltre a non sapere fare, deve assicurare e garantire tutti i vantaggi a una classe politica che baratta la propria esistenza con la sottomissione a questo governo fantoccio, non importa nulla delle sorti del nostro Paese se non quello di soggiogarlo ai poteri forti. Insomma, saremo presto in vendita a prezzi stracciati. Pertanto, prima ce lo togliamo di torno e meglio sarà. Speriamo, al più tardi, di non sentirne più parlare e, soprattutto, di non vederlo mai più.

  16. Claudio says:

    Non sono un esperto di finanza e la notizia che ho avuto non è stata provata, però mi è stato detto che alcuni anni fa i proprietari dei titoli di stato italiani erano al 50% italiani e 50% stranieri.
    Pare che ora l’80% di questi titoli sia in mani italiane.
    Non sarà che una volta arrivati al 90-95% il governo dirà che non intende onorare il debito e trasformerà, agli occhi stranieri, l’italia in uno stato virtuoso e gli italiani in pezzenti?
    Vi prego, se qualcuno ci capisce più di me, ditemi che non sarà così!!!

    • francescopd says:

      Si questo può essere un motivo,.. per poi allungare (rinegoziare) le cindizioni di prestito, o adirittura rendendolo irredimibile.
      Un’altro scopo è quello di limitare l’influenza delle agenzie di rating e di conseguenza gli effetti dello spread sul debito,… non che questo cambi le condizioni dell’Italia, anzi gli da un’altro alibi per fare più disastri di ora (l’italia non è il giappone, neanche lontanamente).
      Quando si parla di mani italiane bisognerebbe comunque distingiere tra privati ed istituzionali,.. e proprio su questi ultimi che in un prossimo futuro si concentreranno i grattacapi, e tanti ne creeranno, e ancora maggiori alle attività produttive.
      L’unica speranza per l’italia è dichiarare un default pilotato, infischiandosene allegramentge dei creditori!
      La finanza è una scienza certa, e NON ESISTE nessuna attività finanziaria priva di rischio, quindi se i tassi sono a questo livello un motivo c’è, è il rapporto diretto tra rischio rendimento.
      Un’ultima considerazione, non ho mai visto nella storia umana un debito che rende più di una attività! quindi personalmente non investirò mai ne su un debito statale, se devo investire scelgo direttamente una azione o una attività corporate, questo vuol dire fare finanza sana. Il debito è il cancro in metastasi, ed il cancro và tagliato ed estirpato.

    • elena says:

      Bravo Claudio, hai indovinato! Il consolidamento del debito lo ha già fatto Mussolini e presto toccherà a noi, e i nostri politici si sono già organizzati comprando case e investendo alle Cayman.

    • liugi II says:

      Anche io avevo letto che gli stranieri si stanno sbarazzando dei titoli di stato italiani. La percentuale che riporti è plausibilissima.
      Non ci sono dietro strani complotti. Semplicemente all’estero vedono le cose come sono, e cioè considerano l’Italia come la futura Argentina. Per questo molti hanno sbolognato i titoli di Stato italiani piuttosto che perderci dei soldi. Io dico per fortuna. Intanto non è possibile evitare la bancarotta, quindi è meglio che il tracollo interessi esclusivamente gli italiani, che forse, una volta per tutte, capirebbero di che pasta è fatto lo Stato che li governa. In secondo luogo, data l’enormità del debito pubblico italiano, se questo rimanesse in larga parte in mano estera, dopo il default le borse di tutto il mondo impazzirebbero e nei paesi più esposti ci sarebbe una catena di fallimenti con tutto il panico che ne conseguirebbe.

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