Il governo è euforico: “Siamo fuori dalla recessione”

di REDAZIONE

”C’è una novità sui lavoratori esodati, ci sarà un intervento importante, stanziando risorse cospicue, sui lavoratori esodati che altrimenti nel 2014 rimarrebbero senza nulla”. Così il viceministro all’Economia, Stefano Fassina, risponde a chi gli chiedeva di novità a firma del governo sulla Legge di Stabilità.

“La legge di stabilità deve varare un meccanismo serio che colleghi i soldi che si risparmiano dalla spesa deviata e dall’evasione direttamente e automaticamente per la riduzione delle tasse. Abbiamo chiesto questo al presidente del Consiglio, ci pare che voglia farlo aspettiamo che ci sia l’emendamento del governo che attesti un fatto così importante per riprendere i consumi e per considerare redditi più bassi”. Lo ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni

Via libera definitivo del Senato al decreto legge manovrina per mantenere il deficit/Pil sotto il 3% nel 2013 e che contiene anche misure per l’immigrazione. Il testo, che non è stato modificato da Palazzo Madama, è ora legge. I voti favorevoli sono stati 150, i no 122, 4 gli astenuti. Venerdì prossimo, 13 dicembre, in commissione Finanze al Senato è prevista l’audizione del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni nell’ambito dell’esame del decreto legge sull’Imu e Bankitalia. L’appuntamento è alle 14.

Caduta Pil si ferma. Ma il lavoro soffrirà ancora – La notizia lampeggia sui led del rullo elettronico del Nasdaq, tra i turisti e i business man che affollano Times Square, il cuore pulsante di New York. ”L’Italia ha smesso di contrarsi”. Dall’Istat la novità ha attraversato l’oceano, in tempo reale. A subire una battuta d’arresto – ha calcolato l’istituto di statistica – questa volta è la tanto temuta recessione: dopo due anni di cadute ininterrotte il Pil si scrolla il segno meno di dosso. Per ora si può solo parlare di crescita ‘zero’, per sdoganare la ripresa bisogna aspettare. E’ così è bastata una piccola correzione nelle stime per luglio-settembre, riviste in miglioramento dall’Istituto di statistica, per limitare a otto, dai nove previsti, i trimestri in ‘rosso’. Si tratta comunque della crisi più lunga registrata dall’inizio delle serie storiche. Ma ora si potrebbe aprire una nuova fase. Ne è certo il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che ‘twitta’: L’Istat ”certifica lo stop della recessione” e assicura che ”nel quarto trimestre l’andamento del Pil sarà positivo”.

Anche se, con realismo dovuto, avvisa che è ”ingiusto sperare” in riflessi immediati sul lavoro perché ”la situazione è molto grave”. Sta di fatto che la striscia di ribassi si è arrestata con i nuovi dati che portano la variazione congiunturale dal -0,1% allo zero. Un piccolo passo che l’Istat invita a interpretare con cautela, astenendosi dal decretare l’uscita dalla recessione. Anche perchè, sottolinea l’Istituto, in termini reali il Prodotto interno lordo risulta ancora sotto di circa 100 milioni di euro e, rispetto all’anno precedente, il calo resta netto (-1,8%). Inoltre il contributo forte al Pil è arrivato dalle scorte. D’altra parte non è mai facile delineare il termine di una recessione, basti pensare che negli Stati Uniti la mission è affidata a un ente apposito. E la questione è più complessa quando a porre la fine è una variazione nulla. Fanno ben sperare i dati sulla produzione industriale ad ottobre, il primo dei tre mesi che chiudono l’anno, cruciali per lanciare il Paese verso la crescita. L’attività è infatti salita dello 0,5% su settembre, mentre la discesa su base annua si è fermata al 3,5%, il miglior dato da oltre due anni.

Vede positivo anche il Centro Studi di Confindustria, secondo cui anche novembre sarà in rialzo (+0,4%). Nessuno spiraglio, invece, sul fronte lavoro: nei primi 10 mesi del 2013 l’Inps ha ricevuto 1,7 milioni di domande di disoccupazione, con un boom del 31% su base annua. E quando il lavoro c’è è quasi sempre precario, visto che solo il 15% delle assunzioni corrisponde a un posto fisso, secondo le ultime cifre sulle comunicazioni obbligatorie. Insomma per Saccomanni c’è ”ancora molta strada da fare ma la direzione è giusta”. Ora, spiega, occorre rendere più efficiente l’azione di accertamento dei tributi, ”evitando di trasformare il sistema fiscale in un ostacolo per la crescita”. Mostra prudenza il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, ”non possiamo dire che siamo fuori dalla crisi”. Bicchiere mezzo vuoto per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: ”Dal punto di vista del lavoro continuano i processi di difficoltà”. Secondo la Cisl di Raffaele Bonanni per recuperare sull’occupazione saranno necessari ”12 mesi”. E il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, mette il dito nella piaga: ”Scopriremo che la disoccupazione è aumentata”

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5 Comments

  1. Difatti, possiamo brindare, siamo fuori dalla recessione, ci hanno cancellato dalla lista.
    Il problema attuale non é più il lavoro, ma trovare un sistema elettorale nuovo che elimina quella brutta frase Popolo Sovrano e tappa la bocca ai sofferenti.
    Anthony Ceresa

  2. Malgher says:

    Tutta una serie di lavoratori, dai ferrovieri ai camionisti, ogni anno devono fare dei controlli sanitari che certifichino che non assumano droghe e/o alcoolici.
    Raccogliamo firme affinchè questi metodi vengano applicati anche ai nostri politici.
    Forse avremmo la certezza che non dicano str….te

  3. eli says:

    ma, dove vivono questi. mandiamoli in esilio con le loro famiglie e senza un soldo. vadano a lavorare che non sanno prendere in mano una scopa e pulire dove è già pulito

  4. Albert Nextein says:

    Dimenticavo.
    Delinquenti.

  5. Albert Nextein says:

    Da come la vedo io, siamo solo all’inizio.
    Come al solito i politici mentono.

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