Il giornalista e vaticanista Magister, aveva scoperto “i corvi”, ma fu cacciato dalla Sala Stampa Vaticana mesi fa

magisterdi CASSANDRA – Commenta così il traduttore di Joseph Ratzinger, il prof. Giuseppe Reguzzoni, sul suo profilo social, gli eventi che scuotono San Pietro: “Per fortuna (o per grazia) il Vaticano non è un articolo di fede e il Papa è infallibile solo ex cathedra per asserzioni di fede e morale (e le volte in cui ciò è avvenuto si contano sulle dita di una mano). Dov’è Il Kathekon? Sandro Magister, Il miglior vaticanista di lingua italiana, ha ricevuto un paio di mesi fa un misericordioso ben servito dalla misericordiosa Sala Stampa del Vaticano. Eppure aveva già scritto tutto su certi figuri. Seguire i link interni all’articolo per verificare”.

E Reguzzoni rimanda al servizio del giornalista sugli arresti…

Ecco il servizio di Sandro Magister.

“Interrogati e arrestati entrambi. Lui, il monsignore spagnolo dell’Opus Dei Lucio Angel Vallejo Balda, ex numero uno della commissione. E lei, la dottoressa Francesca Immacolata Chaouqui (…)….

Peccato che della loro inaffidabilità si sapeva “ad abundantiam” fin da quando Jorge Mario Bergoglio aveva affidato ai due i galloni del repulisti amministrativo. Nel loro piccolo, sia questo blog, sia www.chiesa avevano lanciato l’allarme da subito, e poi ripetutamente. Aveva cominciato Settimo Cielo con questo post del 22 luglio 2013, quattro giorni dopo la nomina della Chaouqui e del suo mentore:

Bella presenza, intraprendente, chiacchierona

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/22/bella-intraprendente-chiacchierona/

Un mese dopo c’era tornato sopra il sito www.chiesa con un ampio servizio ricchissimo di dettagli sull’uno e sull’altra, oltre che sul monsignore dai trascorsi scandalosi incomprensibilmente promosso anche lui da papa Bergoglio a prelato dello IOR:

Ricca e Chaouqui, due nemici in casa

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350582

Il mese successivo Settimo Cielo aveva aggiornato i lettori su ulteriori performance della Chaouqui, compresa l’onorificenza attribuitale dall’associazione americana “Go-Topless” per le sue messe in posa fotografiche: “Go-Topless congratulates Francesca Chaouqui, the only female aide appointed by the Vatican for freely showing her nude torso”:

Francesca Immacolata Chaouqui si confessa due volte

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/09/18/francesca-immacolata-chaouqui-si-confessa-due-volte/

Ma non è tutto. Settimo Cielo ha recensito anche uno spettacolo teatrale della disinvolta PR, al Teatro Parioli di Roma, con lei a recitare la parte della segretaria di Sir Winston Churchill e un euforico monsignor Vallejo Balda dietro le quinte e nel foyer:

Chaouqui e Vallejo Balda, la strana coppia

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/01/17/chaouqui-e-vallejo-balda-la-strana-coppia/

Tutto inutile. Il circuito mediatico-ecclesiastico che da Casa Santa Marta in là incensa quotidianamente il papa non poteva ammettere dubbi sull’infallibilità di queste “sue” nomine.

Finché è arrivata la notte di Halloween. Col comunicato vaticano che già mette le mani avanti contro la linea di difesa sia dei due arrestati, sia dei libri che ne raccolgono la refurtiva:

“Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del papa”.

L’inchiesta sui «corvi» del Vaticano potrebbe arricchirsi di nuovi e clamorosi elementi. Perché si intreccia con un’altra indagine che fa tremare le gerarchie della Santa Sede: è stata avviata dalla Procura di Terni e coinvolge l’esperta di pubbliche relazioni Francesca Immacolata Chaouqui e suo marito Corrado Lanino. I reati ipotizzati sono estorsione e intrusione informatica in un quadro di pressioni e ricatti simile a quello che ha fatto finire in arresto monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e la stessa Chaouqui, rimessa in libertà dopo la decisione di collaborare con i promotori di giustizia della Santa Sede. E questo basta a confermare come l’attenzione rimanga puntata su centinaia di documenti riservati — nella maggior parte riguardanti la gestione dello Ior, ma anche altri settori strategici — che risultano trafugati ma non ancora utilizzati, almeno pubblicamente. Carte segrete sui conti «laici» dello Ior ma anche lettere personali, dossier e fotografie sottratti un anno e mezzo fa dalla cassaforte della Prefettura degli affari economici. Relazioni sull’attività dei «postulatori» che avrebbe fatto emergere pagamenti sottobanco per la gestione delle pratiche su canonizzazioni e beatificazioni. Uno scenario che rischia di travolgere numerosi uffici Oltretevere.

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