Il fronte sovranista si è già rotto? Assenti Orban e Le Pen

ORBAN

Il premier ungherese Viktor Orban e la leader del Rassemblement National francese Marine Le Pen non parteciperanno all‘incontro dei partiti sovranisti in programma lunedì prossimo a Milano, convocato dal leader della Lega, Matteo Salvini.

Non ci sarà neppure alcun rappresentante del partito Fidesz di Orban. Orban (nella foto) non vuole rompere con il Partito popolare europeo e spera di evitare l’espulsione e anzi di spostare a destra il Ppe dopo le elezioni. Così non è interessato all’iniziativa di Salvini.

Marine Le Pen “è impegnata nella campagna elettorale – spiega il portavoce del partito, Alain Vizier -: questo fine settimana sarà in Bretagna, mentre la settimana prossima ha in agenda altri appuntamenti in Francia”.

La Lega intanto scalda i motori in vista del voto europeo mettendo a punto una sorta di road map per stringere alleanze con i sovranisti europei e il gruppo di Visegrad: lunedì Matteo Salvini presenterà a Milano, insieme ad alcuni partiti alleati, la convention in programma a fine aprile che aprirà la campagna elettorale. E lo stesso Salvini annuncia una grande manifestazione unitaria di chiusura a Milano, a Piazza Duomo, il 18 maggio.

Ma sul fronte delicatissimo delle alleanze in Europa scoppiano scintille con Giorgia Meloni. Alla vigilia di questo incontro, Matteo Salvini ha implicitamente punzecchiato la leader di Fratelli d’Italia: “La differenza tra la Lega e altri – ha detto il vicepremier – è che loro devono andare all’estero per cercare alleanze, la Lega fortunatamente invita in Italia altri movimenti europei”. Parole che provocano la replica immediata di Meloni: “Matteo Salvini un paio di mesi fa – ricorda la leader dalla Polonia – è venuto a trovare Kaczyński chiedendo di fare un gruppo unitario. Una richiesta che poi non è andata in porto….”.

In un clima di concorrenza senza esclusione di colpi all’interno del campo sovranista, Meloni ricorda sempre a Salvini che Fratelli d’Italia, non più di un mese fa a Roma, ha accolto “30 delegazioni da 18 Paesi europei per salutare l’ingresso di Fratelli d’Italia nella famiglia dei conservatori e riformisti”.

Un modo anche per ridimensionare la portata dell’appuntamento di lunedì, quando all’Hotel Gallia di Milano, il segretario federale leghista presenterà, insieme ad alcuni leader europei, la prima conferenza programmatica internazionale che aprirà la campagna elettorale. La lista dei partecipanti a questa conferenza stampa non è ancora del tutto definita: da Bruxelles si viene a sapere che certamente, accanto al ministro dell’Interno ci sarà l’eurodeputato Joerg Meuthen, portavoce federale di Alternative für Deutschland, il partito della destra radicale tedesca. Non è ancora invece chiaro se ci sarà un’esponente del Front National. O altri esponenti dell’internazionale ‘sovranista’.

Contemporaneamente prosegue il dibattito sulle future alleanze a Bruxelles, in particolare all’interno del Ppe. Un dibattito che a casa nostra coinvolge l’eterno confronto interno al centrodestra, tra Lega e Forza Italia. L’obiettivo di Salvini, da sempre, è staccare i popolari dai socialisti.

“Noi – ribadisce – vogliamo un’Europa completamente diversa rispetto a quella governata dal Ppe e Pse. Se i popolari e Forza Italia si sono accorti dell’errore fatto e guarderanno altrove ne siamo contenti”.

Giorni fa, anche Silvio Berlusconi, da sempre amico di Viktor Orban, ha mosso un passo verso l’alleanza con i sovranisti, osteggiata da molti tra i popolari. “Per cambiare l’Ue – ha detto all’assemblea dell’Eur – il Ppe deve abbandonare l’alleanza storica con il Pse e aprirsi ai conservatori e a quei sovranisti che bisogna educare”.

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3 Comments

  1. Mario says:

    IL sovranismo e’ la giusta reazione al centralismo europeo di Bruxelles,cosi’ come il federalismo lo e’ a quello di Roma sono due facce della stessa medaglia,ma mentre i partiti di destra ne vedono solo uno di centralismo,la vecchia Lega li vede entrambi e se ne parla ogni Sabato alle 18.00 a Varese nel prato fuori il Municipio dove si ritrova la minoranza della Lega ed ex leghisti tutti con la camicia verde simbolo della Padania e su twitter @renzobossi

  2. caterina says:

    Mah!.. ho appena letto tra le notizie on line che Salvini e la Le Pen si sono incontrati… Ma con le nostre prospettive di affermazioni indipendentiste/autonomiste non credo conti granche’… sappiamo che dobbiamo andare avanti per la nostra strada, perche’ non e’ da chi gareggia in competizioni nazionali o internazionali che ci verra’ spianata la strada… hanno altri interessi ed altre mire loro che non coincidono con le nostre…se non alla fine del percorso ovviamente!..

  3. mumble says:

    Con quello che si chiama “sovranismo” (che non vuol dire nulla, in sè) si intende in realtà indicare una accozzaglia piuttosto eterogenea di soggetti politici europei, portatori di svariati e spesso contrastanti interessi.
    I sovranisti europeii per esempio sono ossessionati (giustamente) dalla spesa pubblica corrente dei paesi del Sud, Italia e Grecia per primi, e vorrebbero sabotare e bloccare ogni processo di “europeizzazione” delle procedure contabili ed economiche degli stati membri: con loro al posto della Merkel, per intenderci, avremmo il celebre spread a 500 in modo stabile e saremmo già cappottati.
    Sinceramente è abbastanza pittoresco e ridicolo vedere Salvini che si agita come un cagnolino scodinzolante dinanzi a simili padroni.
    Anche sul lato immigrazione, i sovranisti europei tendono a scaricare sulla povera italietta il problema ed anche in questo caso Salvini sembra piuttosto stralunato quando osanna e incensa chi costruisce un bel muro e dice a chi è dall’altra parte “Arrangiati”.
    Ciò che invece costituisce una comune visione del mondo tra la maggior parte dei sovranisti, con l’unica eccezione in parte dei sovranisti tedeschi, è il nazionalismo più retrogrado e reazionario, che tende ad annullare il legame di cittadinanza per sostituirlo a quello di nazionalità.
    L’emblema di questa radice comune ideologica sono Vox e la Lega: due partiti che negano a catalani e veneti, per esempio, i diritti alla loro autodeterminazione in nome di una presunta e vigliacca imposizione per tutti dello status di “spagnolo=castigliano” e “italiano=romano”.
    Non a caso Mussolini volle erigere la sua costruzione ideologica sulle basi del mito della antica Roma, a voler indicare una unica nazionalità per tutti i cittadini italiani.

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