Il flop del federalismo ferroviario lombardo. TRENORD sotto accusa

trenord I disagi subiti dai pendolari lombardi sulle linee di Trenord (50% Fnm e 50% Trenitalia) nello scorso mese di giugno debbono indurre la Regione Lombardia, azionista con il 57,57% di Fnm, a “prendere atto del fallimento del federalismo ferroviario tanto voluto da Formigoni e Maroni”. Lo sostiene il responsabile trasporti di Legambiente Lombardia Dario Balotta, secondo il quale “quello passato e’ stato un mese da dimenticare per i pendolari Lombardi e per Trenord”. Balotta elenca “il deragliamento sulla Milano Bergamo via Carnate, per fortuna senza conseguenze, ma con la linea interrotta per alcune ore” che si somma a “soppressioni, riduzione di carrozze, ritardi” e al “gravissimo malfunzionamento dell’aria condizionata, che ha provocato malori e ricoveri di passeggeri a Vigevano e a Brescia”. “Si e’ visto di tutto – commenta e le proteste e mobilitazione dei Comuni dei sindacati e dei pendolari dimostrano il grave stato di crisi gestionale di Trenord”. L’azienda sconta, a suo dire problemi di “manutenzione dei treni insufficiente ma a costi altissimi, gestione del personale viaggiante inadeguata, rete di Rfi (statale) e Fnm (regionale) con sistemi di gestione del traffico al di sotto delle loro potenzialita’ tecniche, in particolare sulla cintura milanese”.

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