Il dramma dei leghisti: ma la Lega è ormai da rottamare?

di GIANLUCA MARCHI

Roberto Maroni riunisce in conclave gli eletti leghisti – in parlamento e nei consigli regionali – a Milano (Novotel di zona Niguarda) per fare il punto sullo stato di salute della Lega Nord dopo il recente voto amministrativo, che ha sancito la crisi profonda, quantomeno elettorale, in cui è precipitato il movimento. Qualcuno prevede sue dimissioni immediate per consentire addirittura lo svolgimento del congresso entro luglio (lo statuto prevede che si possa svolgere anche entro venti giorni). Più verosimilmente l’uscita di Maroni da via Bellerio (per dedicarsi solo alla Regione Lombardia) potrebbe avvenire in autunno, con il congresso convocato fra ottobre e novembre. Che si possa prolungare questa fase preagonica fino alla primavera del 2014 appare invece improbabile, nonostante alcuni alti dirigenti, fra i quali il vicesegretario e sindaco di di Verona, Flavio Tosi, lo invitino a restare in carica, difficile che Maroni intenda restare ancora a lungo alla guida del movimento. Che Tosi punti a questa soluzione è comprensibile, in quanto i deludenti risultati elettorali soprattutto in Veneto, a cominciare dalla perdita di Treviso, hanno parecchio indebolito la sua posizione politica e oggi come oggi appare fuori dalla corsa a segretario. Corsa che in questo momento vede invece coinvolti il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini e il suo predecessore Giancarlo Giorgetti. Sarebbe un forte candidato, forse addirittura il più forte di tutti, Luca Zaia, ma appare alquanto improbabile che il segretario attuale se ne vada perché eletto governatore e venga sostituito da un altro governatore. In molti, di questi tempi, stanno bussando alla porta di Giorgetti il quale, come suo costume, si mostra titubante ad assumere una tale gatta da pelare, pur essendo considerato un possibile segretario di ricucitura fra le anime oggi lacerate del Carroccio. Non bisogna infine escludere del tutto che possa anche emergere una candidato outsider, magari di rottura con il passato.

Ma al di là di queste schermaglie, pur significative per l’immediato futuro del movimento, quel che emerge da dietro le quinte della gara per sostituire Maroni, è una crisi ben più porfonda che rischia di minare fino dalle fondamenta l’esistenza stessa della Lega. Il fatto che si stia pensando di “rottamare” il simbolo storico del Carroccio, l’Alberto da Giussano, la dice lunga su come il partito sia ormai sull’orlo di una crisi di nervi (per usare una frase fatta). La realtà è che in molti fra militanti e dirigenti si sta diffondendo una chiara sfiducia sul fatto stesso che la Lega Nord sia ancora un marchio spendibile. Troppo pesanti le conseguenze causate dagli scandali del 2012 per una formazione politica che, fin dal suo esordio, aveva fatto della propria assoluta diversità una caratteristica primaria. E assolutamente inesistenti i risultati concreti portati a casa per l’area geografica di riferimento, la Padania: un bilancio fallimentare che non può essere mitigato dalla convinzione che senza Bossi e senza la Lega la “questione settentrionale” manco sarebbe esistita. Sintomatico il fatto che l’alleato forte della Lega nelle tre Regioni del Nord, il Pdl, dopo il disastro elettorale delle amministrative si sia affrettato a ribadire che la “questione del Nord non è più prioritaria”. Cioè, stiamo a zero e persino la pallida Macroregione si è già persa per strada.

E poi diciamola tutta, l’impronta che Maroni e Tosi stanno dando a quel che resta del partito è di una specie di democrazia cristiana che si chiama ancora Lega ma che con la Lega non c’entra proprio nulla.

Sto forse sostenendo che la Lega si scioglierà, come auspicato su queste colonne proprio di recente da Michele Corti? Peronalmente non escluderei un’ipotesi che solo fino a pochi  mesi fa sembrava una visione d’altri mondi, cioè la nascita di qualcosa di nuovo destinato a rottamare la Lega. Ma non solo…

 

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38 Comments

  1. Bepe says:

    Marchi, ma quando ne azzecchi una?!

    • luigi bandiera says:

      Bepe,
      non e’ Marchi che non le azzecca.
      MA GLI ITALIONI o MEGLIO i PADANI..!

      Vedere le diapositive in GABINA elettorale…

  2. luigi bandiera says:

    Bisogna convincere i nostri fratelli padani e sappiamo che sono provenienti da varie nazioni, che siamo in piena CONFUSIONE. Se volete dite pure nel bel mezzo di una tempesta.

    Tutto dicono piu’ o meno gridando, bisogna andare di qua o di la’ per non andare contro gli scogli. Ma stiamo navigando a vista, troppo miope e molto strabica, per cui si va a peggio di alla cieca. Direi PALPANDO ma le braccia sono corte e quindi e’ impossibile PALPARE QUALCOSA.

    Sicuramente quando la NAVE (kiamatela pure TITANIKITALIA) si fermerà sarà sopra gli scogli lì incagliata.

    Quando poi anche la tempesta finalmente cesserà ne vedremo delle belle. Anzi. Delle brutte..!

    Vedete, pochi se ne stanno rendendo conto, ma il mondo e’ in AGITAZIONE.

    Con questo agitamento solo i piu’ forti ne usciranno indenni… e l’Islafritalia, oggetto di invasione in tutti i sensi, sara’ sempre piu’ indebolita… e le popolazioni che fin adesso erano parte della LOCOMOTIVA, non sapendo fare politica prenderanno una batosta che nemmeno una guerra avrebbe potuto arrecar loro.

    SIAMO IN GUERRA, MA NON CI RENDIAMO CONTO DI QUESTO FATTO. Sicuramente perche’ non si usano ARMI CONVENZIONALI..! (ed e’ un’altra ripetizione).

    L’ARMA piu’ usata oggi e’ quella della PSICOLOGIA ma se ne e’ aggianta un’altra: l’IMMIGRAZIONE A SCOPO UMANITARIO. Si cerca LAVORO per stare bene e vivere meglio..!

    Gli stati, per lo piu’ di religione KOMUNISTA alimentano questo andazzo fornendo loro gli aiuti necessari. Per esempio il diritto di cittadinanza facile come quando uno nasce su un territorio. Lo chiamano in altro modo per distrarre piu’ che per dire in effetti cosa vuol veramente dire (ius soli). I musulmani lo adottano gia’ perche’ il suolo che loro calpestano diventa suo.

    Di strano e’ che NOI non siamo preparati e psicologicamente e moralmente a fare questo tipo di GUERRA..! Lo si vede dal risultato nelle elezioni recenti: si vota chi e’ dalla parte del NEMICO..!

    Pero’ si professano patrioti..!

    Una vera RESISTENZA, per fermare il nemico, non c’e’. I capi d’uopo non ci sono. Insomma non c’e’ nulla o quasi se non i nostri grandiosissimi SOGNI, per cui… Al nostro risveglio capiremo ma sara’ TROPPO TARDI..!

    SOCCOMBEREMO..!!

    AMEN

  3. berghem says:

    Condivido il pensiero di pepe. Cambiare la lega dall’interno!

  4. peppe says:

    A furia di criticare pesantemente la Lega non ci sarà più la Lega ma, temo, neanche gli altri movimenti autonomisti.

  5. balabiott says:

    due considerazioni. la prima per cerea:Piemunt liber si ma da cota.
    la seconda; nei commenti intravedo tutti incazzati perchè, come me, ci credavamo davvero a tutto quello promesso in questi 20 anni, federalismo, secessione , devoluzione, parlamento di mantova, chignolo po ecc.ecc., qualcuno credeva molto di più nel folclore, altri solo in politichese e altri ancora come Tosi, Zaia, e altri sindaci bravi che abbiamo avuto, giordano in piemonte, ecc ecc, hanno cercato di tramutare il folklore in proposta amministrativa perchè, piaccia o no, in i-taglia si era ancora troppo ricchi per fare la secessione o guerre similari e la vera secessione l’hanno fatta gli imprenditori delocalizzando. tutti hanno avuto ragione in questi anni, ma vedere che chi parlava in politichese abbia rovinato il tutto fa incazzare. Credo che se debba finire qua con il progetto lega, si ricominci però proprio dalle cose che sono riuscite meglio in questi anni, i militanti, i sindaci, le brave amministrazioni, e a livello d’immagine basta davvero poco. ch sarà il prossimo segretario nazionale faccia una mozione semplice semplice, chi ha ricoperto o chi andrà ricorire incarichi non potrà farlo pe più di 2 mandati. proprio come i sindaci. altrimenti i dirigenti tromboni che ci sono adesso li ritroveremo anche nella nuova lega.
    W il piemont, senza cota!!!!

    • Miki says:

      Quindi tu Tosi lo terresti in considerazione?
      (p.s. il parlamento di Mantova era sublime aria fritta per finire nei tiggì,sempre avari di notizie anticapitoline,prenderlo sul serio,così come i ministeri di Monza, è da detrattori!)

  6. Marco Mercanzin says:

    Piccola considerazione sui commenti a questo articolo di Marchi : a nessuno viene in mente che se c’è una dirigenza come quella che ora c’è in lega, che da 20 anni sta distruggendo la speranza di libertà di milioni di persone, la colpa sia anche delle migliaia di militanti che si bevono tutto ?
    Nessuno pensa ai congressi palesemente truccati con decine e decine di tessere che appaiono d’incanto per votare ?
    Tosi e Salvini sono marci ? Qualcuno li avrà eletti ?
    Sono stati imposti dall’alto ? E allora? Gli strumenti in mano ai militanti sono molti.
    Noi nel 98 abbiamo cancellato Comencini e la sua intera classe dirigente autodeclassandoci .
    La parola derimente per tutti gli indipendentisti che vogliono veramente far rinascere la battaglia indipendentista, e’ AUTOCRITICA !!!!
    Io per primo.
    Altrimenti si ripete la storia di piazzale Loreto , ove nessuno era mai stato fascista, mentre fino al giorno prima tutti tendevano l’arto superiore destro nel saluto romano.

  7. Miki says:

    Manca Borghezio nella lista dei papabili. Poi qui si continua a pontificare sui non risultati (devolution: legge silurata dai Padani. Federalismo: legge silurata dal golpe dello spread. & cetera) ma di concreto, che possa superare le percentuali da prefisso telefonico cosa ci sarebbe? Certo che vedrei con molto interesse una proposta di Oneto (uno dei pochi indipendentisti non pataccari di questo sito) ma come dicono a Milan: ghe minga. Si finisce per cadere nello stesso vizio di cui si accusa la Ln,mancanza di pragmatismo.

    • gianluca says:

      Pensare che è inutile insistere sui nomi del passato no, proprio non ti viene?

      • Miki says:

        Sono gli unici che alle ultime 2 consultazioni non abbiano fatto figure da giullari, quelli che Lei (vizio comune anche ai rottamatori Berlusconiani) vorrebbe consegnare alla “spazzatura della storia”. No Leader no party. O forse vorrebbe trasformare la Ln in un partito di liceali autogestiti come i five stars? Il progetto 2.0 ha fallito,non ha subito attacchi mediatici vergognosi come i vertici precedenti (chissà come mai…),eppure non è mai nato.
        O si chiede scusa a Bossi e agli altri epurati cospargendosi il capo di cenere oppure di indipendenza in Piemonte,Emilia,Lombardia e Toscana se ne parlerà nei bar per i prossimi 40 anni. Eccezione fatta per il Veneto (o almeno me lo auguro).

  8. luigi bandiera says:

    Care/i signore e signori,

    senza capi non si va da nessuna parte..!

    Oggi vale piu’ che mai ma la furba occupante (per non fare nome come gli altri fanno con la Padania e perfino il correttore segna errore alla parola padania) e’ da tempo che ha attivato lo spegnimento automatico del pensiero indipendentista o separatista…
    Comincia con i BAMBINI. E prosegue con gli adulti.

    Direi che mira piu’ sui bambini che sugli adulti ormai gia’ fatti TALIBANI (da i Tali della repubblika delle BANANE).

    Quindi..?

    Vedete voi…

  9. Cerea says:

    Piemont Liber!

  10. Riccardo Pozzi says:

    Ma no,,, suvvia, non facciamo gli isterici. Se il PCI è riuscito in venti anni a diventare più socialdemocratico di Saragat, cambiando quattro nomi, dieci segretari, innumerevoli linee di partito e un imprecisato numero di strategie di governo e non governo, possiamo ancora sperare che dal prossimo congresso in Lega si faccia piazza pulita, si mettano da parte i vecchi nomi e si riparta con i due, tre argomenti forti che tutti conoscono, tagliando col passato e puntando su una serie di quarantenni alla guida. Sono operazioni di facciata, si sa, ma hanno anche un fondo di concretezza. L’elastico della crisi dovrebbe aiutare a ragionare i delusi della “gabina”, però occorre agire rapidamente. Certo, se le menti più lucide de “L’Indipendenza” dessero il loro contributo senza guardare il pantano a metà tra il divertito e il vomitevole, aiuterebbe….

    • Miki says:

      Ma perchè il giovanilismo coatto? I giovani sono un fallimento,basta vedere gli straordinari successi dei m5s (interventi parlamentari del tipo “cosa intende fare il ministro Pinco&Pallis per favorire il made in italy all’interno dell’U.e.?” Mai che dicano “la nostra proposta di legge prevede A.B.C.D. e la modifica della legge Y”.

  11. luigi cifra says:

    Concordo sul ritorno alla Liga e alla Lega. Divise ma coordinate e che appoggino l’indipendenza coi fatti. Non con le parole. E via Tosi.

  12. Marco says:

    La classe dirigente leghista è così ottusa di aver scelto di evitare di pronunciare la parola Padania, come se questo innocuo termine dovesse automaticamente evocare chissà cosa…

    Questi in teoria fanno politica per l’indipendenza e per difendere gli interessi di una “cosa” che non si degnano nemmeno di nominare…già per questo meriterebbero di scomparire politicamente all’istante o, diversamente, potrebbero almeno, per buona parte, andare a fare i cadregari in lidi che meglio gli competono…
    Magari la avessero la decenza di lasciare il partito a qualcuno abbastanza illuminato da saper fare una politica seria, coerente e con la capacità di programmare un vero e credibile padanismo!
    Un padanismo che, finalmente, porterebbe a risultati certi almeno nel lungo termine, perchè se il consenso della Lega adesso crolla è anche perchè i padani non le riconoscono più questo ruolo.
    Ma c’è qualcuno interno al partito in grado di ripulire e rilanciare la Lega?
    Pare proprio di no.

    Ieri ho comprato, per curiosità, la Padania e ho trovato un’intera pagina dedicata a un’intervista di Andrea Accorsi a Stefano Bruno Galli.

    Prima domanda: “Professor Galli, il coordinatore lombardo del PDL, Mantovani, sostiene che il tema Nord non è più un argomento trainante. E’ vero?”
    R. : “No. Uno degli errori più gravi di analisti, commentatori e colleghi politologi è associare l’esistenza o meno della questione settentrionale all’andamento elettorale dell’asse del Nord, e più specificamente, della Lega. Lo trovo un approccio maldestro. (…)”

    Si prosegue nell’intervista senza mani nominare la parola “Padania” o termini ad essa collegati; infatti nell’intera pagina si prosegue, tra intervistatore e intervistato, con:
    1) “questione settentrionale”,
    2) “ripartire dal Nord”,
    3) ancora “questione settentrionale”,
    4) “Nord che sta morendo di fisco”,
    5) “sistema produttivo del Nord”,
    6) ancora “questione settentrionale” (ma rompere il muro di omertà e chiamarla per una volta, almeno tra le quattro mura di via bellerio, , “questione padana” no, eh?),
    7) “fascia pedemontana” (il cui concetto ricorre molto tra gli accademici che amano sminuire o addirittura negare l’aspetto identitario delle rivendicazioni padano-alpine),
    8) “Macroregione” (beh qui il termine che usano è quello, non posso dire niente, ma vediamo quante volte, poi, ricorre)
    9) “il Grande Nord” (il libro di Galli),
    10) “Soluzione macroregionale”,
    11) “questione settentrionale”,
    12) “Area pedemontana, alpina o subalpina”;ragionamento che poi continua con una lunga descrizione della composizione dell’area padana senza però mai nominarla, neppure nel classico e (una volta) “sdoganato”…pianura padana…
    13) “parlo da direttore del dipartimento sulla cultura e le lingue macroregionali” (purtroppo hanno davvero chiamato il dipartimento in quel modo; pensando a Sergio Salvi e ai suoi libri mi verrebbe amaramente da scrivere, pensando a questi sviluppi, il classico “perle ai…”; vabé, non lo dico, non voglio offendere…),
    14) “Creare una cultura politica diffusa sul tema della macroregione come ricetta per risolvere la questione settentrionale” (no comment),
    15) “Macroregione”,
    16) “Impedire che il Nord continui ad essere considerato da Roma il Paese del Bengodi”,
    17) “Il Nord non può permettersi (…)”

    Fine.

    • luigi bandiera says:

      Marco,

      non la nominano perche’ non la riconoscono o non vogliono che venga riconosciuta.

      E’ il solito disk del corretto ma furbesco, per mettercelo lì, politichese… o meglio, l’uso ed abuso della lingua biforcuta.

      E noi non dobbiamo, dovremmo, mai citare e pronunciare le “cose” italiane. Men che meno pronunciare la parola italia.

      Se, se ne parla ESISTE..!
      Altrimenti no..!

      Ma se basta che una si esprima d’istinto (magari sbagliando nel porlo) per essere CACCIATA (la Dolores) invece di almeno tentar di dribblare sull’argomento per spegnere il fuoco, cosa ci si puo’ aspettare..?

      Ci si flagella da soli e quindi..??

      STIAMO SOCCOMBENDO, e per forza kax.

    • Miki says:

      Certo che se ritornasse Bossi o un Bossiano vero tipo Borghezio: quanta gente andrebbe messa ai margini per aver tradito? Tosi,Salvini,Galli,ogni giorno ce n’è uno nuovo che sputa sul passato prossimo.

      • Marco says:

        Bossi e Borghezio sono tra quelli che devono (politicamente) sparire…
        Borghezio di voti non ne ha mai portati, ha solo vissuto di rendita grazie alle preferenze che si è guadagnato tra i militanti attraverso i suoi show (certo non lo si può accusare di non averci messo la faccia); ma le borgheziate alla fin fine hanno solo danneggiato la Lega, avallando i pregiudizi del “leghista” ignorante e razzista.
        Il fatto, poi, che un simpatizzante della destra nazionalista italiana come lui si voglia anche dipingere ancora come “unico” secessionista del partito, ricalcando una delle più ridicole strategie bossiane, con uno che si finge moderato e uno che fa l’estremista, rende bene l’idea della serietà di come questa vecchia Lega intenda trattare il padanismo.

        • Miki says:

          Monarchico. Torinese & monarchico. Ma il messaggio di Borghezio arriva su su fino in Europa (può far schifo,può indignare,può sembrare geniale: non importa). L’attuale segretario che ha deciso di rimanere “a furor di popolo”, quando mai è valso un’unghia mediatica di Borghezio? Non parliamo poi di Salvini e Tosi: l’oblio che inghiotte (la Lega)

          • Marco says:

            Borghezio è finito da un pezzo, non è credibile, i suoi show ormai servono solo a far recitare la parte del buonista agli stronzi degli altri partiti che lo commentano.
            La “forza” mediatica di Borghezio c’è ma è negativa, con l’aggiunta che il “Marione” fa anche parte di una classe politica vecchia, inconcludente e fallita che ha stufato tutti.
            Un Borghezio alla guida della Lega porterebbe presto il partito a percentuali torinesi, a far concorrenza ai suoi colleghi di Forza Nuova…

  13. Alterego says:

    DUE COME DUE GIUGNO-DUE COME DUE MONETE-DUE COME DUE NAZIONI (PADANIA e ITALIA)

    Umberto Bossi

    Pontida 2 giugno 1996

    FRATELLI PADANI VI PORTO UNA BELLA NOTIZIA UNA GRANDE NOTIZIA ENTRO NATALE AVREMO IL FEDERALISMO E SAREMO LIBERI.

    Umberto Bossi

    Venezia Festa dei Popoli Padani 17 settembre 2006

    LA VA A GIORNI FORSE A ORE AVREMO IL FEDERALISMO.

    Umberto Bossi

    Venezia Festa dei Popoli Padani 19 settembre 2010

    Queste citazioni servono a capire la truffa più di tante argomentazioni politiche.
    Povera Padania

    • Nibbio says:

      “Dobbiamo allearci con Berlusconi per avere il federalismo” !
      Dall’inizio 1994 a….dopodomani, ogniqualvolta la Lega ha avuto bisogno di quattrini…..!!!

    • Miki says:

      Non sei molto avvezzo di “tenere alto il morale delle truppe” (leggi:propaganda) nevvero?

      “Camerati di cielo,di terra e di mare: in Abissinia ci hanno fatto un mazzo così!” “EEEEEEEEEEEEEH! DUCE! DUCE! DUCE!”
      No caro,non funzionerebbe.

  14. Marco Mercanzin says:

    Ottima analisi.
    Dire che il re e’ nudo, di questi tempi, e’ un atto di coraggio.
    Ma l’alternativa dov’è ?
    Quale elemento caratterizzante dovrebbe avere il post lega?
    L’esistenza dei residui leghisti in giro per la politica italica sono di intralcio alla nascita di qualcosa di nuovo ?
    Nulla si vede al l’orizzonte, ma il saper dire che il re e’ nudo, e’ fondamentale per ricominciare.
    Bravo Marchi.

  15. Federico says:

    La Lega deve dissolversi a lasciare spazio a movimenti indipendentisti regionali che adottino la logoca catalana. Bisogna tornare a Pieve Emanuiele, dove nacque la Lega Nord, e anmettere l’errore: facendo rinascere la Liga Veneta, la Lega Lombarda e via dicendo.

    • druides says:

      Più che a Pieve Emanuele, sarebbe i caso di ritornare allo spirito di Chignolo Po. Allora sì che in sistema italiota ha avuto veramente paura di uno strappo.
      Altro che Lega tricolorita alla Tosi o berluscon-ciellina alla Maroni/votino.

  16. Arcadico says:

    La comoda scusante dei fatti mediatico giudiziari ha coperto il vero problema della Lega: … troppi carrieristi senza meriti, troppi mangiapane territoriali pro-domo loro!!

    A Treviso si è perso perchè il centro-sinistra ha presentato il candidato migliore e quello di centro destra era purtroppo ‘datato’!

    A Brescia il centro destra invece lo ha rifiutato!

    Vox populi vox dei!

    … e la Base si è … rotta di tutti … stì giochetti!!!

  17. luigi bandiera says:

    Giusta considerazione o constatazione.

    Per me la Lega nord deve sciogliersi e far ritornare le varie leghe e lighe.

    Queste ultime si unirebbero ai vari motti locali per l’INDIPENDENZA e avanti TUTTO DA CAPO..!

    Brutta rogna, fu fatto troppo male e i cittadini che ci credevano come ad un PADRETERNO non ci cascano piu’.

    Almeno dove si puo’ bisogna RIFARE IL CALZINO..!

    Oggi la lega nord, domani l’italìa..??

    SI SPERA…

    Amen

  18. berghem says:

    Io auspico un cambiamento in lega, e temo lo scioglimento, altri partiti indipendetisti o autonomisti farebbero la fine di rfc…
    Meglio cambiare la lega dall’interno…. tornare alle origini all’indipendenza! Ma cambiando la lega!

    • Alterego says:

      E’ fondamentale al prossimo congresso creare una forte fronda di militanti che dicano chiaro e tondo che la lega 2.0 è stata un fallimento totale e che la lega bossiana ha tradito tutte le aspettative del popolo Padano non essendo riuscita in 20 anni a fare il nulla.
      La lega che nascerà dovrà essere UNA LEGA DI MILITANTI lontana da roma e dal pdl, lontana dalle poltrone, con un solo unico obiettivo

      VIA DA ROMA

    • Miki says:

      Basterebbe rimandare qualche patriota tra i mercati rionali e rimettere a capo Umberto Bossi.

    • gigi ragagnin says:

      se fossi tu, Berghem, a capo della lega potrei crederti. ti conosco e mi fido. ma da quelli là, dal vertice a metà della piramide del partito (o forse scendere ancora), non ci si può aspettare niente : hanno fatto carriera (piccola o grande) da leccaculi bossi-bossi-bossi.

  19. Giacomo Consalez says:

    Basta lega. Salutare oblio.

    • Veritas says:

      Eppur si muove….ho visto un pezzo dell’ultimo “Ballarò” dove un giovane di sinistra dall’espressione molto ntelligente, ha osato affermare che esiste un problema del Nord, che va risolto, “mettendoci a un tavolo con la Lega…” Figuriamoci, i vecchi sinistrorsi presenti (tra l’altro un ex lottacontinua) so lo mangiavano.
      Ma lui, pur non avendo potuto contrattaccare, è rimasto con la sua convinzione e lo si capiva benissimo.
      Speranza nei giovani, si tratta, in fondo, del loro futuro

    • Miki says:

      Torniamo a chi i voti li prende. Niente giovanilismi alla m5s,ci vogliono persone con esperienza.

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