Il dossier di Medici senza frontiere: migranti, fallisce la Ue in un mare di stupri e violenze

migranti msfMSF denuncia, in un rapporto diffuso oggi a livello internazionale, il catastrofico fallimento dell’Unione Europea nel rispondere ai bisogni umanitari di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nel 2015 e presenta una fotografia drammatica, emersa dai progetti MSF per la migrazione, dell’impatto medico-umanitario delle politiche europee su migliaia di persone in fuga (la foto di Alessandro Penso sul sito di Msf in apertura del dossier).

“Non solo l’Unione Europea e i governi hanno fallito collettivamente nell’affrontare la crisi, ma con le loro barriere e la risposta caotica ai bisogni umanitari delle persone in fuga hanno di fatto peggiorato le condizioni di migliaia di uomini, donne e bambini già vulnerabili” ha dichiarato Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di MSF.

Attraverso le testimonianze dirette di operatori e pazienti di MSF e i dati medici raccolti in decine di progetti, il rapporto “Corsa a ostacoli verso l’Europa” mostra le conseguenze umanitarie delle decisioni europee e dimostra come le politiche di deterrenza abbiano costretto MSF e altre organizzazioni ad aumentare drasticamente le proprie attività nei punti di ingresso all’Europa.

“Mai prima d’ora abbiamo dovuto avviare così tanti progetti in Europa o imbarcarci per salvare vite in mare. Mai prima d’ora abbiamo dovuto assistere così tanti disperati alle frontiere, curando le conseguenze fisiche e psicologiche dei drammatici viaggi, delle violenze subite e della mancanza di assistenza” ha detto la dott.sa Federica Zamatto, responsabile medico progetti migrazione MSF. “Nel 2016 i paesi europei devono fare un bilancio del costo umano delle loro decisioni, assumersi le loro responsabilità e imparare dagli errori commessi per mettere al centro i bisogni dei più vulnerabili.”

Nel 2015 i numeri dell’azione MSF per la migrazione in Europa sono triplicati. Tra il 1° gennaio e il 15 dicembre, MSF ha effettuato oltre 100.000 consultazioni mediche e psicologiche – sulle navi di ricerca e soccorso e nei progetti in Italia, Grecia e Balcani – e tra maggio e dicembre ha soccorso 23.747 persone in mare. In tutto MSF ha speso circa 31,5 milioni di euro e mobilitato 535 operatori umanitari per rispondere ai bisogni di rifugiati e migranti in Europa e nel Mediterraneo.

Il rapporto di MSF descrive gli ostacoli che l’Europa e i governi europei hanno imposto lungo il percorso di oltre un milione di persone, la maggior parte delle quali in fuga da guerre e persecuzioni: mancanza di alternative alle pericolose traversate del mare, recinzioni di filo spinato per chiudere i confini, continui cambiamenti nelle procedure amministrative e di registrazione, condizioni di accoglienza del tutto inadeguate in Italia e Grecia, fino a veri e propri atti di violenza in mare e alle frontiere di terra. Per MSF, un approccio atroce e inaccettabile, che ha avuto conseguenze drammaticamente concrete sulla salute, sia fisica che psicologica, delle persone.

“È appena iniziato un nuovo anno ma sappiamo che nessuna politica restrittiva fermerà le persone dal cercare un futuro per loro stessi e le loro famiglie, anche a costo di rischiare la vita. Chiediamo con forza all’Europa di smettere di giocare con le vite e la dignità delle persone e garantire un passaggio sicuro verso il continente” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore progetti migrazione MSF. “Questa crisi è tutt’altro che finita e l’assistenza resta del tutto insufficiente in Italia, Grecia e Balcani. Nel 2015, gli stati europei hanno attuato politiche inumane per proteggere i propri confini da persone vulnerabili. Speriamo che nel 2016 non dovremo più proteggere queste persone dalle politiche europee.”

MSF rinnova la richiesta di un passaggio sicuro all’Europa, attraverso: canali legali e sicuri per i richiedenti asilo (anche tramite la possibilità di chiedere asilo alle frontiere di terra e il ricorso facilitato a misure di riunificazioni familiari, visti umanitari e ricollocamenti); percorsi di migrazione legali per ridurre viaggi pericolosi e reti di trafficanti; un meccanismo ambizioso di ricerca e soccorso in mare, da effettuare vicino alle coste di partenza e con luoghi di sbarco predefiniti che garantiscano condizioni umane e assistenza medica; investimenti nell’accoglienza invece che nella deterrenza; schemi di ricollocamento più ambiziosi; l’eliminazione di violenze e abusi da parte delle autorità.

Alle persone in fuga MSF ha dedicato la campagna #Milionidipassi, per restituire dignità al tema delle migrazioni forzate e garantire il diritto di tutti ad avere salva la vita. www.milionidipassi.it #milionidipassi #safepassage

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2 Commenti

  1. Giancarlo says:

    Concordiamo con G.da Brivio circa i politici o pseudo tali.
    Ma la cosa più grave è che questa europa non esiste in quanto fondata su un trattato economico e non etico-sociale-democratico.
    Dove sono i popoli d’europa se non in mano ad una manica di incapaci, egoisti e pusillanimi che non hanno il benché minimo coraggio di affrontare realmente i problemi e risolverli con la logica ed il buon senso?!
    Ormai dobbiamo essere consapevoli che chi va a fare politica è perché non saprebbe fare nient’altro per sbarcare il lunario e se qualcuno di questi politici mi contesta allora mi dica come mai siamo finiti anche storicamente così in basso sia in italia che in europa!!!!!!
    Sembra quasi che questi personaggi ricoprano le cariche solo ed esclusivamente per i propri interessi e lascino alla barca navigare senza timoniere ma a seconda delle onde del mare.
    Inoltre gli egoismi nazionalistici esistenti e mai sopiti non lasciano scampo a questa europa sempre con la e minuscola.
    Siamo lasciati allo sbando di fiumane di persone che fuggono da ciò che spetta anche a noi se non si riesce a governare un evento del genere e si lascia…fare….quello che vogliono, sì perché siamo arrivati a questo per il buonismo becero di taluni o il politico rorretto che va bene solo a coloro che lo proclamano ma che poi essendo loro…scortati da polizia e carabinieri se ne fregano dei comuni mortali.
    Se non si cambia ed in fretta è facile prevedere disordini per le strade d’europa con morti e feriti, insomma una guerra come quella tra palestinesi ed israeliani .
    Ah, dimenticavo che queste cose non devono essere dette o scritte perché si genera solo allarmismo ” ingiustificato”. Cosa devono fare per generare allarmismo certi immigrati ?? Venire a bussare alle nostre porte e piantarci un coltello in pancia perché si volgiono sedere a casa nostra??!!
    BASTA MI FERMO, penso di aver scritto abbastanza cosa accadrà in futuro senza un’europa rifondata dal basso e ricostruita nel senso di stati federati che vogliono veramente unirsi in tutto e per tutto come ad esempio gli U.S.A. o la Federazione Russa o una Svezzera etc..etc.. questi sì si possono chiamare stati che vogliono essere un’unica nazione, ma localmente indipendenti e legiferare come meglio credono.
    Una nuova URSS/CCCP per favore tenetevela nel cassetto perché questa europa gli somiglia molto, anzi troppo a ben vedere, salvo il fatto che sono le banche e i finanzieri a comandarla…i popoli sono un’altra cosa.
    WSM

  2. G. da Brivio says:

    Disagi e violenze di ogni genere. Erano prevedibili. Solo due categorie di individui potevano non prevedere: i politici con dieci centimetri di pelo sullo stomaco ed i politicanti ingenui, inesperti e cocciuti . Entrambi colpevoli di quanto accaduto.. Verso la fine della storia troveranno consenso coloro che chiedevano di non favorire gli sbarchi dal Nord Africa alla Sicilia iniziati anni or sono, di richiamare all’ordine Bruxelles e l’ONU (e quindi USA, Israele, UK e Francia). Ma tali proposte devono essere sembrate non necessarie (soprattutto a chi fa il gradasso in casa per poi essere preso dal panico quando messo di fronte a situazioni che travalicano la cerchia di amici), a conferma della stupidità che guida i nostri governanti si è invece pensato di concedere un posto di privilegio ai (udite, udite) sauditi nell’organismo internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. E ciò mentre i loro aerei bombardavano quella parte di Iemen colpevole di non essere sunnita come loro. Qui c’è troppa gente che dà fuori di testa, che non dovrebbe ricoprire cariche importanti perché incapace o disonesta. E l’aspetto più triste e aberrante di tutta la vicenda è che a pagarne le conseguenze sono e saranno coloro che colpa non hanno. Ma cos’è il senso di colpa ? E’ forse quella cosa che provano coloro che, nonostante l’impegno profuso non sono riusciti nei loro intenti criminali ?

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