Quando la sinistra, ma anche la destra, ci dicevano che il mercato libero avrebbe creato più lavoro… alla lunga!

EUROCINA

di RICCARDO POZZI – Ascoltando l’erudito argomentare di economisti e professori  a proposito della incessante diaspora di posti di lavoro dalla manifattura europea, e in particolare italiana, si ha spesso l’impressione che  trattino chi li ascolta come si trattano gli ignoranti peggiori, cioè quelli che non sanno di non sapere.

Il tono di queste menti illuminate è più o meno sempre lo stesso: “vi spiego io come stanno le cose perché il popolo non possiede gli strumenti culturali adeguati..”

E loro gli strumenti culturali ce li hanno veramente ma, chissà perché, sovente nel loro intercalare appare un’espressione metaforica , per la verità un po’ logora, che  fa sempre sospettare un po’:  “Se vi indicano  la luna, voi guardate il dito”.

I meno giovani ricorderanno certamente, una ventina di anni fa, quando il prof Prodi e molti altri cattedratici nostrani, plaudevano all’ingresso nel WTO della Cina, perché sarebbe stato l’inizio di una grande avventura.

Anche loro, ai detrattori  dell’operazione,  parlavano sempre del dito e della luna.

Certo le lavorazioni a bassa tecnologia avrebbero subito un duro colpo (?)  ma il sistema , “alla lunga”, avrebbe moltiplicato occasioni e opportunità di crescita.

Oggi, dopo venti anni, se escludiamo qualche squadra di calcio, alcuni  grattacieli della city milanese e i soliti scaltri industriali con la loro irrefrenabile  fregola delocalizzatrice, ora che “la lunga “ è arrivata possiamo dire che l’impatto con i giganti asiatici non è stato, per milioni di lavoratori, un  moltiplicatore di opportunità  ma di retrocessione.

In queste cose  il punto di vista diventa tutto. Se sei un buon quadro o dirigente di un’azienda che importa merci cinesi a basso costo, hai una prospettiva diversa di chi cerca di produrre pomodori con le regole comunitarie e si vede invaso dal concentrato di pomodoro cinese.  Ma queste sembrano essere irrilevanti sfumature per chi indica la luna con il dito e ha una visione d’insieme che il teleutente medio, evidentemente,   non possiede.

Così in questi anni ci hanno tenuti buoni  spiegandoci  che, con il crescere dei salari cinesi, i vasi comunicanti avrebbero riportato in Europa posti di lavoro scomparsi per la violenza del dumping iniziale.

I salari in Cina stanno lentamente crescendo, ma sono nettamente più veloci le nostre piccole aziende che chiudono.

Una delle persone più intelligenti che abbia mai conosciuto, oggi, non c’è più. Faceva il muratore e non era un uomo istruito o colto.  Non si vantava della propria ignoranza  ma era fiero della propria istintiva capacità di riconoscere a pelle i bugiardi e i parassiti, soprattutto  se benvestiti.

Una cosa l’aveva imparata: i lavoratori, quelli veri, che fanno fatica e sgobbano davvero, hanno l’abitudine di non guardare la luna e di concentrarsi sul dito, per un motivo ben preciso. Mentre la luna rimane stabilmente fuori dalla loro portata,  quel dito, prima o poi,  tende invariabilmente  a finire nel medesimo  posto.

 

 

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