IL DIRITTO ALLA SECESSIONE COME LIBERTA’ INDIVIDUALE

di REDAZIONE

– Il fondatore della scuola austriaca di economia Carl Menger classificò i fenomeni sociali quali il linguaggio, la moneta e il diritto come prodotti e composizioni di un numero indeterminato di soggetti in azione, il risultato libero e spontaneo delle aspirazioni individuali dei membri della società.

Partendo da tale logica, ogni essere umano avanza delle pretese che possono suscitare consenso o impedimento e questo fenomeno, innato, di scambio di pretese non è nient’altro che una forma di “mercato giuridico”. L’equilibrio frutto delle pressioni reciproche (le pretese di consenso e impedimento) dei vari individui è una forma di “giuridicità oggettiva” che si concretizza nel momento preciso in cui prende vita tale equilibrio.

La costruzione di una società libertaria deve tenere ben presente tali analisi, perché la libertà non può che essere individuale e data libertà è il prodotto del diritto che la genera. Il giurista e teorico del diritto e della politica, Fabio Massimo Nicosia, ha accertato che per espandere la libertà politica basterebbe riconoscere ad ogni individuo della società il “diritto individuale alla secessione”.

Nicosia riflettendo su tale fenomeno arriva alla conclusione che applicare il diritto alla secessione non vuol dire sostenere la secessione di un dato popolo, nazione o gruppo etnico specifico (il riferimento alla marmaglia leghista è attualissimo) poiché la secessione per essere prodotto della libertà e del diritto a questa collegata, deve essere individuale e non può categorizzarsi secondo logiche “collettive” e “statuali” che non godono di un’ esistenza propria, distinta da quella degli individui che la compongono.

I vari enti “collettivi” come lo stato e la comunità non sono che forme di aggregazione utili alle scienza sociale per indicare la somma degli individui appartenenti a tali enti, sono entità astratte, sicché è logicamente illiberale contrapporre il gruppo agli individui come se si trattasse di enti “separati” ed empirici.

Difendere i “diritti delle minoranze”(pretesa che il mondo della sinistra ha sempre avanzato senza mai percorrere la vera strada per la libertà di tali minoranze) significa difendere, a priori, le libertà dei singoli. Lo statalismo, muovendo invece dal collettivo, dall’entità astratta, finisce con l’affidare alla coercizione e all’imposizione l’affermazione di valori e tradizioni imposte dall’alto e quindi in contrato con l’apparato delle libertà individuali e delle minoranze che in teoria si vorrebbe difendere, in contrasto, insomma, con un’ autentica teoria liberale del diritto.

L’autodeterminazione si fonda sul diritto individuale alla secessione e sulla libertà del singolo di associarsi o dissociarsi liberamente attraverso la creazione di agenzie e associazioni di servizi a cui volontariamente ognuno può affidarsi.

Nel panorama socio-politico attuale numerosi sono gli esempi di un eventuale liberazione pragmatica dall’ente statuale attraverso il riconoscimento della secessione individuale, come il caso dell’imprenditore Giorgio Fidenato, secessione fiscale, contro il sostituto d’imposta, definito da molti liberali un sistema da rapina oltre che imposizione legale di lavoro (la creazione della documentazione) non retribuita, oppure il caso greco dell’ospedale cittadino di Kilkis, centro di circa 54mila abitanti nel nord della Grecia ove i lavoratori del centro ospedaliero hanno deciso di “autogestire” la struttura, riuscendo a mettere su una sorta di welfare autogestito, che unisce alla protesta un servizio ai cittadini che lo stato non sembra più in grado di fornire.

Ciò che Nicosia giunge a formulare è “l’anarchia giuridica” e, partendo dalla teoria di Bruno Leoni, una totale liberalizzazione degli istituti giuridici, dato che solo una visione del diritto che segue totalmente tali principi rispetta la libertà individuale e l’autodeterminazione individuale. Lo stato con l’attuale sistema giuridico è completamente in contrasto con le ben più semplici formulazioni liberali inerenti alla sovranità dell’individuo.

di Domenico Letizia

FONTE ORIGINALE: http://www.libertiamo.it/2012/03/29/il-diritto-alla-secessione-come-liberta-individuale-letizia/

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