Il “diritto alla salute” non esiste, è un’invenzione politica

di MATTEO CORSINI

“Quel che più impressiona è che questo possibile disastro economico ha soprattutto come ultima motivazione l’abbandono di un diritto umano fondamentale, quale il diritto alla salute, finora – e non l’unico – malamente trascurato negli Stati Uniti.” Nel consueto sermone domenicale sul Sole 24 Ore, Guido Rossi si occupa della situazione di stallo venutasi a creare nella politica interna statunitense.

Prima di invocare, come spesso gli accade, la creazione di un diritto unico su scala planetaria (inteso come legislazione emanata da un unico ente sovranazionale), Rossi sostiene, sposando la posizione di Obama, che la chiusura temporanea di alcuni uffici del governo e l’eventuale (peraltro piuttosto improbabile) futuro default siano da imputare all’ossessione dei repubblicani per abrogare la cosiddetta Obamacare. La motivazione ultima sarebbe “l’abbandono di un diritto umano fondamentale, quale il diritto alla salute”.

Ancorché il diritto alla salute sia presente in una moltitudine di legislazioni, purtroppo si tratta di una invenzione politica tra le più infelici. La natura umana è compatibile semmai con il diritto di ogni individuo a che la sua salute non sia danneggiata da aggressioni da parte di altri, ma è del tutto assurdo, oltre che materialmente impossibile, garantire la salute a tutti; ciò può avvenire solo parzialmente e su basi meramente arbitrarie. Auspicare che il più ampio numero di persone possibile abbia accesso a cure che migliorino le aspettative di vita è condivisibile, ma istituire diritti che presuppongono la violazione di altri diritti per essere rispettati crea un cortocircuito che nessun redistributore può risolvere, se non sostenendo l’inesistenza, di fatto, del diritto di proprietà.

L’idea stessa che il diritto di proprietà sia comprimibile a piacere dal legislatore è compatibile solo con l’ipotesi di base che tale diritto sia azzerabile. Sarebbe altrimenti arbitrario sostenere che il legislatore può comprimere il diritto di proprietà, ma fino a un certo punto (questa è la posizione, per esempio, di quei liberali incoerenti che ritengono ammissibile la tassazione, purché non elevata, in base a un filosoficamente insostenibile e del tutto soggettivo concetto di sopportabilità del prelievo fiscale). Quale punto? Suppongo che per Rossi il punto potrebbe essere individuato dal legislatore stesso che, qualora eletto democraticamente, avrebbe di fatto carta bianca. Per questo la sua idea di diritto unico planetario continua a mettermi i brividi.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

18 Comments

  1. Marco says:

    Pur condividendo dal punto di vista logico il fatto che il diritto alla salute, non presentandosi come un diritto ” negativo” e naturale, non sia esigibile in assoluto e dipenda da prestazioni attive e di carattere ”positivo”, non posso appieno accettare le conclusioni a cui si arriva.Il principio che enuncia Fabio è corretto:il conflitto fra diritti si risolve preferendo quello gerarchicamente sovraordinato: quello alla vita. E sinceramente anche Darwin considerava empatia e solidarietà come pilastri dell’identità umana, facente parte della nostra stessa natura e storia evolutiva. Mi rattrista il fatto che si possa deformare fino a questo punto un pensiero così importante, l’unico su cui si possa costruire il nostro futuro. Sono liberale e considero il liberalismo economico l’unica strada razionalmente percorribile per lo sviluppo, ma questo non mi impedisce di essere umano.

  2. Francesco says:

    E perchè no il diritto all’automobile o alle scarpe prada o all’abitazione… Il messaggio che i rodotiani vogliono far passare è che non importa che uno si impegni o che stia tutto il giorno a letto, tanto arrivano loro dello stato che tolgono a chi produce per dare a chi non muove un dito. Ci sono i diritti… E se non ci sono se ne inventano sempre di nuovi per acquisire clientele elettorali

  3. Luca says:

    Mi pare sbagliato bocciare a priori l’idea di garantire a tutti l’assistenza sanitaria. Ci sono paesi in cui il “diritto alla saluto” è in vigore e funziona bene (tanto per restare in America: il Canada). Però negli USA secondo me non hanno la cultura adatta per una cosa del genere. Senza contare il problema delle minoranze etniche che tendono a sciacallizzare ed approfittarsi di tutto ciò che il sistema federale gli passa gratuitamente.

  4. fabrizioc says:

    boh ragazzi, a me sembra che qui sia un po’ non compreso il perche’ non esista il diritto alla salute: perche’ e’ impossibile da mantenere: se hai il cancro e purtroppo le cure non funzionano, cosa facciamo?andiamo tutti in galera perche’ non abbiamo mantenuto un diritto? Si puo’ parlare di un diritto di accesso alle cure mediche, ma anche qui ci sarebbero dei distinguo, ma dovrebbe essere deciso da tutti le strade potrebbero essere piu’ di una (sanita pubblica, privata, assicurazone pubblica ma ospedaliprivati, etc…)

    Lo stesso per il lavoro: cosa significa il diritto al lavoro? Scavo e riempio le buche? e’ un diritto?, faccio il medico senza la laurea? sarebbe in fondo un diritto mio di decidere…no? per questo il diritto al lavoro non esiste. Gli schiavi poi lavoravano…quindi dovevano essere contenti? Sono solo il risultato del sistema. Piu’ il sistema individua i veri diritti e non fa propaganda, piu’ il lavoro, la salute, l’istruzione saranno una conseguenza.

    Questo a mio parere ovviamente

    FabrizioC

  5. Francesco says:

    Quello che dice Corsini è la sacrosanta verità, non esiste il diritto alla salute, così come non esiste il diritto al lavoro, altra invenzione politica, esiste il diritto alla vita, alla proprietà pritata e il diritto alla LIBERTA’…. Il massimo che uno stato può fare è lasciare che il lavoro venga creato dai privati e che i frutti di questo lavoro rimangano ai produttori piuttosto che prelevarne forzosamente più della metà

  6. Silvia says:

    Sig. Leonardo, il diritto alla proprietà privata vale per ogni singolo individuo o anche per questi:

    http://barby44.over-blog.it/m/article-
    115552303.html

    http://www.mednat.org/big_farma.htm

    Oh, lo so che con la questione della Monsanto la faro’ incavolare e che dopotutto ormai una % di ogm si trova in molti alimenti d’importazione e che quello che dico sono solo fregnacce da ambientalista. No, sig. Leonardo, io sono per l’autodeterminazione dei popoli, di TUTTI i popoli, non per il monopolio di pochi sulla salute di tutti. La risposta che lei ha dato al sig. Ghidotti e’ sconcertante, non certo da indipendentista.

  7. Silvia says:

    Sig. Aquele, lei ha scordato i pedofili che contraggono l’AIDS e varie malattie veneree da ragazzine/i costretti a prostituirsi per pochi dollari. Come mai li ha omessi? Forse che la loro salute vale più di quelli che si autodistruggono ma non recano danno ai minori?
    Uhm…

  8. Federico Lanzalotta says:

    Caro Corsini i brividi li mette anche a me quel tal Rossi che non so chi sia.
    Che scriva su un giornale economico oltre ai brividi, mi fa orrore.
    La sovietizzazione continua… purtroppo.

  9. fabio ghidotti says:

    non conosco i dettagli della situazione USA e quindi non so quale sia il grado di correlazione fra i due elementi del problema.
    Di una cosa sono però certo come essere umano. In caso di conflitto, il diritto alla salute prevale sul diritto di proprietà. Chi non è d’accordo non appartiene alla razza umana, ed è ovvio che questa affermazione non deve essere giustificata (altrimenti non esisterebbero i nostri corpi).
    Tesi come quella dell’articolo non sono utili a una qualunque causa indipendentista. Al contrario.

    • Leonardo says:

      Il giorno in cui lei avrà cognizione di cosa significhi e cosa sia il diritto di proprietà, forse avrà cognizione anche di come difendere una causa indipendentista.

      • fabio ghidotti says:

        mi riferivo all’indipendenza della Padania, non a quella di Leonardo Facco.
        Gli anarchici di una volta (quelli non capitalisti) non insultavano. Ci tenevano alla libertà, non alla proprietà.
        Se ogni tanto rompo ancora le balle su queste pagine, è solo perchè le cazzate che pubblicate potrebbero essere utilizzate dagli italioni per reprimerci

    • Aquele Abraço says:

      Se esiste un diritto alla salute, io lo toglierei a chi si droga, agli ubriaconi, ai fumatori, ai crapuloni, agli automobilisti spericolati e indisciplinati, ai mercenari, ai bagnanti col mare mosso e a chi si diverte con gli sport estremi, in breve a tutte le categorie di persone, spesso stupide, che si trascurano e sono la causa del loro male, sedentari da tastiera inclusi!

    • Aquele Abraço says:

      La solidarietà, per sua natura, non può essere imposta per legge, pena l’annullamento dell’individuo, ossia la sua morte psicologica. Il diritto alla salute se a discapito dei diritti individuali produce un cortocircuito irrisolvibile. Chi non è d’accordo che il diritto alla salute prevalga su quelli individuali appartiene di diritto alla razza umana, la cui natura non è paragonabile a quella d’insetti sociali privi di autocoscienza che vivono in armonia con la natura. E’ la nostra autocoscienza d’individui che ci ha permesso di definire i concetti di bene e male emergendo così dal mondo animale. La percezione del male non è motivo per farci regredire nuovamente a uno stato animale, ma dovrebbe spronarci a trovare una soluzione al male incoraggiando e non mortificare le aspirazioni individuali.

    • Aquele Abraço says:

      La solidarietà, per sua natura, non può essere imposta per legge, pena l’annullamento dell’individuo, ossia la sua morte psicologica. Il diritto alla salute se a discapito dei diritti individuali produce un cortocircuito irrisolvibile. Chi non è d’accordo che il diritto alla salute prevalga su quelli individuali appartiene di diritto alla razza umana, la cui natura non è paragonabile a quella d’insetti sociali privi di autocoscienza che vivono in armonia con la natura. E’ la nostra autocoscienza d’individui che ci ha permesso di definire i concetti di bene e male emergendo così dal mondo animale. La percezione del male non è motivo per farci regredire nuovamente a uno stato animale, ma dovrebbe spronarci a trovare una soluzione al male incoraggiando e non mortificando le aspirazioni individuali.

Leave a Comment