Il decalogo dei grillini: niente onorevole e vietati i talk-show

di REDAZIONE

Niente ‘onorevole’. Gli eletti dei 5 Stelle in Parlamento – ben 108 deputati e 54 senatori – dovranno optare per il termine ‘cittadino’ o ‘cittadina’, declinare gli inviti ai talk show tv, spiegare giornalmente le votazioni svolte negli emicicli di Camera e Senato con video pubblicati sul canale youtube del Movimento. Queste alcune regole d’oro del ‘codice di comportamento’ degli eletti in Parlamento tra le file dei grillini, redatto un paio di mesi fa in vista dell’approdo a Roma delle ‘truppe’ 5 Stelle. Che, almeno al momento, non pensano affatto a una sede capitolina del Movimento: “abbiamo la Rete – confermano dallo staff di Grillo – a cosa volete che serva una sede? Giusto a buttar via un po’ di soldi… No, grazie”, rispondono secchi. Il Movimento capitanato dal comico genovese segna la differenza anche sulla scelta dei capigruppo: ci sara’ una rotazione trimestrale con persone sempre differenti e scelte dei gruppi di Camera e Senato. Fedeli fino all’ultimo al mantra grillino dell”uno vale uno’, al bando protagonismi o primi della classe. Anche gli incarichi in Commissioni parlamentari o altri incarichi istituzionali – e’ scritto nero su bianco sul Codice di comportamento – verranno decisi a maggioranza da parte dei parlamentari riuniti di Camera e Senato. Cosi’ come e’ scritto con estrema chiarezza il no ad eventuali alleanze: “i gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altro partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi”.

Le regole sono poche ma chiare e stringenti. E’ ad esempio previsto che il parlamentare eletto dovra’ dimettersi obbligatoriamente se condannato, anche solo in primo grado; nel caso di rinvio a giudizio sara’ invece sua facolta’ decidere se lasciare l’incarico. Il codice prevede poi la rendicontazione delle spese mensili per l’attivita’ parlamentare (viaggi, vitto, alloggi, ecc.) sul sito del M5S. Quanto alla partecipazione dei cittadini, di cui gli eletti saranno veri e propri portavoce, questa e’ sancita da alcuni paletti. Le richieste di proposte di legge originate dal portale del Movimento 5 Stelle attraverso gli iscritti, e’ ad esempio stabilito, dovranno obbligatoriamente essere portate in aula se votate da almeno il 20% dei partecipanti. I gruppi parlamentari potranno comunque valutare ogni singola proposta anche se sotto la soglia del 20%. Regole chiare anche per chi ‘sgarra’. “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento – si legge – proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovra’ essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza”. Quanto al trattamento economico, “l’indennita’ parlamentare percepita dovra’ essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovra’ essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarieta’ (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Sulle eventuali persone di supporto ai parlamentari, se previste per legge, “per la loro attivita’ non potranno superare un rimborso economico di 5 mila euro lordi mensili”.

Sul fronte della comunicazione, si avverte gia’ dal Codice di comportamento la mano di Beppe Grillo, pronto a vigilare ed evitare storture. “La costituzione di due ”gruppi di comunicazione”, uno per la Camera e uno per il Senato – e’ scritto infatti sul documento – sara’ definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri, al duplice fine di garantire una gestione professionale e coordinata di detta attivita’ di comunicazione, nonche’ di evitare una dispersione delle risorse per cio’ disponibili”. E il celebre blog di Grillo non restera’ tagliato fuori. “Ogni gruppo avra’ un coordinatore – e’ infatti puntualizzato – con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del M5S e con il blog di Beppe Grillo. La concreta destinazione delle risorse del gruppo parlamentare ad una struttura di comunicazione a supporto delle attivita’ di Camera e Senato su designazione di Beppe Grillo deve costituire oggetto di specifica previsione nello Statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovra’ dotarsi per il suo funzionamento. E’ quindi necessaria l’assunzione di un esplicito e specifico impegno in tal senso da parte di ciascun singolo candidato del M5S al Parlamento”.

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14 Comments

  1. BRAVEHEART says:

    Se i dirigenti della Casta Leghista di Via Bellerio avessero applicato solo il 50 % delle regole dei Grillini, adesso sarebbero un poco più onesti, con qualche voto in più e meno milionari alle spalle dei contribuenti padani….a casa!!!

    • Dan says:

      Ti dirò che una sera ho sentito parlare un onorevole (adesso ex) leghista che si vantava di come lui e gli altri parlamentari si fossero decurtati lo stipendio di ben 2 mila euro al mese e bisogna vederlo come si sforzava di far sembrare il tutto uno sforzo dalle proporzioni disumane.

      L’unica cosa disumana è lo sforzo che dobbiamo fare noi a ficcare raffiche di calci in culo senza beccarci uno strappo muscolare alle gambe

  2. Angelo says:

    … ragazzi non importa molto quello che accadrà, ciò che importa è sapere che se i grillini tengono fede a quello che hanno detto allora possiamo stare un pò più tranquilli sapendo che ci sono dei cani da guardia che staranno attenti a che nessuno continui a calpestarci, comincino a fare cose serie, a dare segnali!

  3. andrea says:

    Franco,
    siete rimasti 3-barra 4 leghisti con i voti che avete e ancora parli.
    Siete sulla via dell’estinzione, e questa finalmente è una grande notizia, così non fate più danni.
    Vi abbiamo sestuplicato con il movimento 5 stelle e questo ancora non è niente.
    Tra due tre mesi, quando si rivoterà sparirete per sempre.

    • andrea says:

      bravo, vedo che hai capito da dove sono venuti i voti del M5S in Veneto.

      Te ghè capio tuto!

      Detto che preferirei veder sparire entrambi : Preferisco un leghista ignorante a un grillino pupazzo di casaleggio !

  4. andrea says:

    “Cosa l’ha portata ad affrontare un’inchiesta di questo tipo e come è stata strutturata?
    Le troppe contraddizioni tra la gestione dei fatti del Movimento 5 Stelle e le parole di Grillo e Casaleggio. Nei fatti mostrano di non avere una concezione democratica delle relazioni. Nel tempo molti aderenti hanno dichiarato di sentirsi solo usati per fini che non conoscevano. L’aver detto prima dell’inizio della campagna elettorale che per fare politica non servono soldi e poi fare molta attenzione nella gestione e nella richiesta di soldi ai simpatizzanti (vedi la campagna di raccolta di 1 milione di euro per le politiche oppure i potenziali 50 milioni che andranno non ai gruppi di Camera e Senato ma alla società di comunicazione decisa da Grillo). Abbiamo così cercato di scavare e trovare elementi inediti che ci permettessero di capire con chi e con cosa si avesse a che fare.”

    http://www.formiche.net/2013/02/12/grillo-casaleggio-inchiesta-segreti/

  5. Franco says:

    mi sa che per grillo e il suo grillismo da barzeletta è già iniziato il tramonto

  6. Alfredo says:

    “La concreta destinazione delle risorse del gruppo parlamentare ad una struttura di comunicazione a supporto delle attivita’ di Camera e Senato su designazione di Beppe Grillo deve costituire oggetto di specifica previsione nello Statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovra’ dotarsi per il suo funzionamento”

    Incomprensibile.

  7. andrea says:

    In pratica 20000 euro mese a parlamentare e 50000000 di rimborso a il solo Grillo per la comunicazione?

    Alla faccia!

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