Il debito pubblico ci salverà da Le Pen

di GIULIO ARRIGHINI*

E’ solo una questione di tempo. A voler guardare bene, a salvarci da Roma sarà Roma. Lei col suo debito pubblico. Il record dei record ci dice che a ottobre è stata toccata quota 2.085,321 miliardi di euro. E 2.068,722 miliardi sono il debito delle pubbliche amministrazioni. Lo Stato ha alzato le tasse, e le entrate tributarie sono scese (1,4 miliardi in meno). Le aziende crepano.

L’ultimo dato della Cgia di Mestre diceva che “Le difficoltà che hanno colpito il mondo delle partite Iva emergono in maniera evidentissima da un semplice confronto:  tra il 2008 (inizio della crisi) e il settembre di quest’anno (ultimo dato disponibile) hanno chiuso l’attività ben 415.000 partite Iva. I più colpiti da questa moria sono stati i lavoratori in proprio, ovvero gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori: infatti, nello stesso periodo sono diminuiti di 345.000 unità.

In quasi sei anni di crisi economica, la variazione dell’occupazione degli indipendenti è stata del -7 per cento. Nel medesimo periodo, per ogni cento lavoratori autonomi, quasi 8 hanno chiuso i battenti”.

Che altro c’è da aggiungere? Nel mentre la politica si è alzata gli stipendi, i gruppi consiliari hanno speso e spanto in lungo e in largo dando il via ad un’azione giudiziaria senza precedenti nei luoghi che dovevano essere deputati al grande cambiamento federalista. Lo sono stati, federalisti: ogni regione ha trovato il mondo per spendere diversamente per sé rispetto ad un’altra.

Con questo debito, non c’è legge di stabilità che tenga. Parlavo l’altro giorno con un amico medico lombardo. E mi raccontava: sai, hanno chiuso il padiglione dell’ospedale xy. Hanno evitato di pagarci di straordinari. Retroattivamente. Sai… hanno pensato di non rimpiazzare più i nostri infermieri che vanno in pensione. Quelli che restano devono coprire anche i loro turni… Sai… ci sono medici e infermieri a spasso, disoccupati. Sai… quelli che entrano devono entrare nelle cooperative come soci lavoratori, sono pagati una miseria…. Sai, dicevano  che la Lombardia era un’eccellenza sanitaria… Sai, non ci sono più soldi.

E se qui è così, che i soldi dicono ci siano, e che anzi ce li dobbiamo tenere per il 75% a casa nostra, che succede nelle altre regioni non eccellenti? Lì, se non sbaglio, paga il governo con i nostri trasferimenti coprendo il Lazio, la Calabria, la Campania, la Sicilia, il Molise…. con i nostri soldi appunto. Perché, sia chiaro, se falliamo, se lo Stato fallisce, fallisce perché l’80 per cento dei bilanci, e quindi del debito pubblico, è il welfare sanitario.

Dunque, quanto manca alla fine se esaurite le scorte, fatta economia sull’economia, salta il banco?

Siamo qui a credere che sia una questione di patto di stabilità. Se a qualcuno fa piacere crederlo, avanti, prego.

Se qualcuno pensa che sia anche una questione di fiscal compact, prego, lo creda pure. Ma la fine arriva prima. Già non ci sono i soldi per pagare le pensioni dei dipendenti pubblici e quindi l’Inpdap se lo è succhiato l’Inps. La sanità del Nord, l’eccellenza, taglia e chiude. E’ solo un conto alla rovescia. Non arriverà la libertà perché qualcuno prende appunti con Le Pen ai congressi. L’indipendenza, il federalismo come diceva Miglio, arriverà a prescindere da chi ci sarà a guidare le segreterie dei partiti. Per fortuna.

*segretario di Indipendenza Lombarda

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12 Comments

  1. Massimo says:

    Passa la frontiera e vai a vedere come si vive a Mentone … magari avessimo una Le Pen !

  2. luigi bandiera says:

    E vediamo se stimolo una risposta con un esempio.

    Io ho due bauli di legno tipo quelli dei tesori che ai pirati piaciono tanto.
    uno lo ho chiamato INPS e l’altro INPDAP.

    Questi due bauli li chiamano anche casse (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale -contribuenti privati-) inps e (L’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica -tutti i non privati-) inpdap.

    Ebbene, se io li apro e poi infilo una mano cercando di afferrare grano versato dai lavoratori (la stanza e’ nel buio), in quale cassa trovero’ il grano..?

    O, sara’ uguale In tutte e due le casse..?

    Parlo di quando il periodo era delle vacche grasse.

    Adesso che di due casse ne hanno fatto una per entrambi, il livello del grano sara’ aumentato o diminuito visti i prelievi di entrambi i gruppi, che tra l’altro, uno figura e l’altro versa..?

    preghiamo

  3. Deciomeridio says:

    Inps ha risucchiato l’ Inpdap.

    Il prossimo passaggio consisterà nel trasferire il denaro delle 20 Casse previdenziali autonome dei professionisti all’ Inps.

    Ecco perché occorre criminalizzare gli autonomi con la storiella dell’ evasione fiscale.

    Quanto hai soldi che mancano,non è proprio così : la sola Lombardia ha un surplus fiscale di 40-50 Miliardi di euro all’ anno.

    Saremmo ricchi anche con la crisi : ma ci sono altre 15 Regioni da mantenere…

    Senza vero federalismo ci aspetta solo la morte.

  4. Malgher says:

    Autodeterminazione dei popoli?
    Vi invito a leggere e documentarvi su tale KALERGI, insigne (si fa per dire) europarlamentare a cui si sono ispirati e si ispirano gli attuali politicanti europei per raggiungere il loro obiettivo: distruggere le identità per controllare i popoli.

  5. nick says:

    Siamo tutti figli di Adamo ed Eva, ma non sono i meridionali quelli delinquono di più (mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita…), che si fingono invalidi, che bruciano il pattume sulle strade, che si fanno mantenere ecc. ecc.?
    Basta guardare tutti i giorni le notizie; quando c’è un reato. tranne casi rarissimi, è commesso da un meridionale.
    La malavita nelle regioni del nord E’ MERIDIONALE!
    Non facciamoci prendere in giro.

    • Pedante says:

      Da Adamo ed Eva è passato un po’ di tempo, e l’evoluzione ha fatto il suo lavoro. Ogni popolo ha le sue caratteristiche e predisposizioni, anche se è politically incorrect riconoscerle. Credo che tra la cultura e il patrimonio genetico c’è una connessione a due sensi.

  6. luigi bandiera says:

    Chiedo scusa ma mi viene una domanda da fare, cosi’, spontaneamente:

    in quanti pensano che la cassa INPDAP fosse relativamente piena nel periodo d’oro che l’italia stava passando..?

    No, dico, perche’ oggi pensate che sia VUOTA..??

    Quindi, per essere chiari: ieri era quasi piena e oggi e’ quasi vuota..?

    Potete NON rispondere…

    Va ben, meglio pensare ad altro…

    continua

  7. Vi prego con tutta franchezza, non ponetevi l’idea differenziatrice fra il Nord e il Sud, per creare razzismo indegno di considerazione, siamo tutti figli di Adamo ed Eva con ancuni infiltrati figli di introcchia i quali sono andati ad occupare le poltrone di comando.
    Il Paese é grave ma é questione di volontà ad ingranare la marcia giusta per la ripresa che con le persone giuste dovrebbe ripartire nel giro di sei mesi.
    Il problema caso mai é come liberarsi di questa gente o gentag……… che si é imposta al comando senza appropriate virtù e conoscenze.
    Bisognerebbe ritornare al voto per eleggere la meritocrazia di persone capaci di far progredire il paese attraverso concorsi di capacità materiale e non linguistica fondata su promesse e speranze.
    Anthony Ceresa.

  8. peteralm39 says:

    Caro Nicola,
    essere un patriota meridionalista e amare il nord, non è coerente.
    Quando, purtroppo molto presto, ci sarà il collasso totale dello stato penso che dovrei scegliere.

    • ?????? non è coerente con cosa?

      La Patria è il luogo dove si vive e che si deve amare insieme alla collettività che la abita.
      Se non si ama il luogo dove si vive non si hanno le precondizioni per considerarsi Patrioti, si è semplicemente stranieri non integrati che non possono nè devono avere voce in capitolo per decidere le politiche della Patria che li ospita.

      • Malgher says:

        La patria NON è un concetto espresso da estemporanei e faziosi intellettualoidi schierati con i poteri forti (per comodo e/o interesse) e che hanno la necessità di identificarla (pro domo loro) con “lo stato” e/o “una nazione”.
        La patria NON la si costruisce con guerre esaltanti per alcuni (generalmente quelli che non la fanno) e avvilenti e mortificanti per chi OBBLIGATORIAMENTE vi partecipa.
        E’ un modo di sentirsi affini in qualcosa: omogenei nella cultura e nelle tradizioni, simili nel riconoscersi nei valori che involgono il singolo e nella visione del modo di governare una collettività.
        E’ un gruppo di esseri umani che decidono di “stare” insieme riconoscendosi attorno ad interessi omogenei.

  9. Nicola Santoro says:

    Mi trovo d’accordo su tutto quello che dice l’autore.Sono un professionista adottato in terra lombarda e in dieci anni ho visto con i miei occhi e toccato con mano quello che oramai si dice da piu’ parti.Una regione laboriosa e virtuosa fatta a pezzi per numerose cause.Se è vero che tanta ricchezza viene spesa dallo stato centrale per aiutare chi non merita, è anche vero che tanti nemici interni contribuiscono al dissesto di questa regione.Sono un patriota meridionalista ma amo anche la terra che mi ha adottato: la sanità lombarda è prossima al collasso e la faccenda è serissima.Sarebbe un destino davvero crudele se dopo aver visto morire la mia antica patria adesso dovessi vedere crollare anche questa.Cosa possiamo fare? combattere o lasciare collassare? la seconda ipotesi è molto piu’ concreta di quello che si pensa, sarà forse il collasso economico a restituire giustizia alla autodeterminazione dei popoli?

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