Serve forse un curriculum per salire ad un ministero?

italia-crisidi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Per accedere ad un qualsiasi posto , in una industria privata, occorre sottoporre il proprio curriculum, seguito ( se si supera il primo stadio) da un colloquio.

Nel pubblico basta partecipare ad un concorso collettivo nel quale , quasi sempre, le risposte sono scontate.

Qui inizia la carriera IMMARCESCIBILE, come diceva Mussolini. Carriera che non è per nulla dipendente dalle capacità e dal rendimento lavorativo.

E i politici?

Peggio che peggio. Per fare il politico di carriera occorre, anzitutto, avere un potente “santo in cielo” nel partito in cui si vuole fare carriera. Dopo di che occorre non sgarrare di una virgola relativamente a parole azioni ed opinioni del suddetto santo. Se le va alla grande eccoti nominato ministro o, al meno sottosegretario.

Immaginate di essere uno di questi fortunati e di diventare, a puro titolo di esempio, Ministro della Sanità. Entrate nel vostro lussuoso ufficio , vi sedete sulla tanto agognata poltrona  e le prima persona che vedete è il Vostro Capo di Gabinetto che vi porta un pacco di carte da firmare.

Naturalmente URGENTISSIME ( anche se ci hanno messo mesi e mesi per arrivare a quel punto ) per cui dovete firmare IN FIDUCIA non essendovi il tempo materiale e , sopratutto essendo voi assolutamente incapace di andare oltre un cerotto da applicare su un taglietto della vostra mano.

Vi siete laureati in medicina ? NO vi siete laureati in Ingegneria organizzativa  ? NO avete una qualsiasi laurea per conseguire la quale avete seguito un corso di Logica Formale ? NO. Vi siete laureati in una delle numerose specialità universitarie? NO Vi siete almeno diplomati ?NO

E allora vi rimane solo una cosa da fare: andare alla sede del partito che vi ha messo li e chiedere : mi sapete dire se c’è qualcuno in grado di darmi una mano ( sic!) che per tirare avanti in questo c…o di ministero? Ed ecco pronte due schiere : la schiera   dei medici e degli ingegneri e dei laureati generici che non essendo riusciti a sfangarla con la loro professione , si sono dati a fare , come unica professione, quella dei consulenti dei politici.

La seconda schiera è costituita da professionisti “tecnicamente avanzati“ , ma che aspirano solo a fare i propri esclusivi interessi. A questo punto viene fuori una fila di provvedimenti da adottare , sull’esito dei quali nessuno risponde . Meno che meno il Ministro. E’ finita ? NO il neo ministro chiama il Capo di Gabinetto e gli dice : mettetemi insieme una Legge che dica presso a poco così……

Questa è la via maestra per varare le cavolate più mostruose aggravate da Regolamenti attuativi e circolari esplicative che incasinano il già confuso. Subito dopo partono le fanfaronate di propaganda politica che cercano di convincere la gente (ormai con decrescente successo ) che la nuova Legge è così bella ed efficiente che neanche su Marte hanno fatto una roba del genere.

Ed ecco come sono venuti fuori il Job act ( un po di inglese di un primo ministro che per dire buon giorno si esprime con un goodde morninghe

E venuta fuori la “ buona scuola” da parte di un ministro che si è fermato allo stadio di scuola media. E venuta fuori la Legge sulle vaccinazioni che neanche al Polo Nord l’hanno strutturata in quel modo.

La stragrande maggioranza non ha ancora capito che stando seduti sui libri, non si diventa colti perchè la scienza non passa di lì per arrivare al cervello. Ed eccoti il nuovo partito il 5 s il cui capo è un comico da avanspettacolo ed i cui candidati Ministri hanno un curriculum da venditori ambulanti di bibite.

Quando capiranno i politici , che per riuscire a gestire uno Stato occorre non basarsi su quelli che loro chiamano con disprezzo “tecnici” , ma con persone che hanno gestito qualcosa di importante e quindi hanno titoli ed esperienza utilizzati per una sola legislatura onde permettere loro di continuare ad acquisire nuove, collaudate esperienza.

 

 

 

 

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2 Comments

  1. gl lombardi cerri says:

    Carissimo, quando uno mette il suo più o meno pregiato sedere su una poltrona di comando dovrebbe , come minimo aver esercitato la scienza organizzativa che , in misura più o meno grande, dovrebbe avere e conoscere, almeno un po come si scrivono le “regole del gioco” ( nella fattispecie governativa Leggi)
    Se non ha mai organizzato niente e non ha la più pallida ideaa di come si scrivono delle Regole, c’è qualcuno che “premurosamente” lo fa per lui. In politica lo fanno i burocrati , con tutte le conseguenze del caso……………………….

  2. luigi bandiera says:

    Serve fino ad un certo punto. Si sa conta molto l’esperienza teorico/pratica.
    Poi si sa in politica e’ sempre uguale a quello che si vuole bypassando le regole matematiche che ci insegnano e impongono che 1+1=a 2.
    Se si volesse il pezzo di carta a testimone ci vorrebbe o un diploma o una laurea in politicante.
    Non credo ce l’abbia qualcuno: se a governare di cui politicare, sono sempre loro e cioe’ i componenti la banda dei quattro, serve mica tanto il non avere o l’avere il pezzo di carta in tasca.
    Serve e molto l’esercizio del potere.

    Carlo Magno col suo sacro romano impero se la cavo’ bene, dicono, sebbene era analfabeta come del resto tanti suoi contemporanei.
    Anche nel dopo guerra molti imprenditori avevano dal si e no solo la terza elementare.
    Qualcuno nemmeno quella.
    Non sta scritto da nessuna parte che serva un certo pezzo di carta.
    Beh, se mandiamo qualcuno su Marte e’ davvero un obbligo scegliere tra chi conosce certe branche… se no e o altrimenti il fallimento e’ gia’ in partenza.
    E’ nel campo politico che non servono i pezzi di carta.
    Servono uomini gia’ predisposti al comando e alla lungimiranza, politica.
    Politica per me e anche per altri vuol dire scelta.
    Quindi il dover scegliere per gli altri poi comporta di assumere una grande responsabilita’.
    Ed ecco la domanda: chi e’ idoneo a scegliere per noi..?
    Un laureato o un presunto semianalfabeta Carlo Magno..?

    Se entriamo in sala operatoria va da se che serve un tecnico che conosca la materia come per fare certi altri lavori di un certo livello di specializzazione… e, ma in politica tutto cambia.
    Per me serve fare questo distinguo.
    Piu’ o meno ben s’intende.

    Ah, mia nonna era analfabeta, come tanti suoi contemporanei, era una matematica da sogno. A mente sapeva far di conto… e ovviamente fare figli (14) e tanto lavoro.
    Non so se la sua vita fosse tale quale se avesse avuto in tasca un pezzo di carta e si sa, carta parla e vian dorme.

    Auguri… e ocio sempre alla banda dei quattro… sempre ma da sempre li’ presente a governare i popolli… fa anche ridere…

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