Il contro-referendum? Un tetto ai politici cretini del Nord

di ROBERTO BERNARDELLI *

Dopo i fiumi di parole sul referendum svizzero e la richiesta a pappagallo, “facciamolo anche a casa nostra”, mi pare ci sia ancora una cosa da dire, un po’ fuori dal coro, sulla vicenda del tetto all’immigrazione, padana – soprattutto – compresa. Lo avevamo scritto proprio noi, come Indipendenza, nell’ottobre scorso, preannunciando che la questione della fuga in Ticino non era la soluzione. Il Ticino non è l’Eldorado, non può esserlo nel momento in cui si crede che emigrare a Chiasso, in una realtà che non può offrire altro che uffici e non capannoni, possa risolvere il problema del via da Roma e via dal fisco. Non è la soluzione infinita pensare di trovare infinito sbocco di lavoro in una terra che rappresenta solo il 4 per cento del Pil confederale.

Poteva durare in eterno? Per niente. I dati della Camera di commercio italiana in Svizzera erano già esaustivi allora. Un cantone che si trova ad avere due residenti su tre di nazionalità italiana, per quanto debba ringraziare la nostra mano d’opera per la crescita della propria economia, poteva stare con le mani in mano? Lo chiediamo ai sindacati, che hanno fatto finta di non vedere che stavamo andando a saturare un mercato, lo chiediamo ai nostri parlamentari confinanti, che hanno usato la Svizzera e il Ticino come un feticcio, un totem dietro al quale poi però scaricare la propria incapacità di utilizzare le risorse, e le camere di commercio in primis, per fare incontrare le nostre imprese con quelle ticinesi, perché insieme potessero competere a Nord delle Alpi e dentro l’economia svizzera, che è il terzo partner commerciale dell’Europa. Niente, troppo difficile da capire.

Invece, il basso cabotaggio della Regione Lombardia, delle Province confinanti, dei Comuni di frontiera, ha generato in questi anni la saturazione laddove invece c’è un mercato libero completamente aperto alla globalizzazione delle competenze.

Il Pil ticinese è cresciuto in questi anni grazie al lavoro della nostra gente, la disoccupazione nell’arco temporale 2007-2012 è diminuita a fronte di un aumento dei frontalieri, e ciò vuol dire che è stato generato lavoro anche per i ticinesi, ma a tutto c’è un limite. A quel limite la politica non ha pensato, guardando al Ticino come ad una valvola di sicurezza, che creava un problema in meno. Invece ha creato un problema, quello della libera circolazione delle persone, perché in Italia e nel Nord soprattutto, troppi politici incapaci sono in libera circolazione, loro e i loro capitali acquisiti per meriti elettivi e non per il lavoro che hanno saputo svolgere.

Il referendum vero con quale dovremmo ora rispondere è questo: un tetto ai politici lombardi cretini, ai loro lacchè, alle loro nomine e ai gettoni di presenza dei consigli di amministrazione dei loro nominati, negli enti e negli uffici scolastici compresi. Referendum per chiedere se avere un limite o meno alla presenza di chi millanta la difesa di casa nostra spedendo come niente fosse a lavorare in Svizzera migliaia di lavoratori che qui non trovano via d’uscita se non riversandosi come un fiume in piena nel vicino Ticino.

Poteva andare diversamente, i partiti del Nord hanno voluto così, con la loro testa ancorata a Roma. Via dal Nord, altro che via da Roma: i cosiddetti partiti del Nord vadano via dal Nord. I frontalieri ringrazieranno.

*Presidente Indipendenza Lombarda

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8 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    … Poteva andare diversamente, i partiti del Nord hanno voluto così, con la loro testa ancorata a Roma. Via dal Nord, altro che via da Roma: i cosiddetti partiti del Nord vadano via dal Nord. I frontalieri ringrazieranno….

    Verità …
    azione, tra le tante
    :” kominciamo kol votare solo x le amministrative
    facendo rikieste e ponendo kuesiti (simil kuestionario standardizzato) a tutti i kandidati di tutti i partiti, inerenti la nostra autonomia ed indipendenza, dando il voto a kuelli ke maggiormente si dikiarino disponibili ad assekondarle e reralizzarle (Autonomia ed Indipendenza) illustrandone azioni da intraprendere…

    logikamente e tassativamente, eskludere la Lekka Nodde e suoi “disgraziati ed imbroglionmi kacciaballe” rappresentanti … “

  2. raniero says:

    Giacomo Gonzales lei è un illuso se pensa di regionalizzare tutto.
    Gli italiani in genere sono pecoroni e creduloni basta un nuovo Bossi o un Berlusconi affabulatoreo per farli cadere nuovamente nella trappola..

  3. Occorre importare gli strumenti della democrazia diretta in tutti i nostri comuni. Sarebbe il modo più efficace per (1) porre un argine agli abusi di potere dei partiti romani nei nostri territori; (2) far capire alla nostr gente che è in grado di governare sé stessa molto meglio di quanto non sia “governata” dalla feccia romana e dai suoi ascari locali; e (3) gettare le basi per una presa di coscienza del fatto che i Lombardi sono Lombardi, i Veneti sono Veneti, i Friulani sono Friulani. E che l’italia è nient’altro che un peso mortale.

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