Il “contrabbando” di siriani alla frontiera

di REDAZIONEsiria2

La via più sicura per ottenere l’asilo in Europa è essere un rifugiato di guerra e non un migrante economico. E’ su questa certezza che tanti pachistani, bangladeshi e iracheni giunti a pochi metri dal confine con la Serbia, si disfano dei loro documenti di identità, per fingersi siriani. La polizia di confine serba denuncia il dilagare di questa tendenza sulla cosiddetta rotta balcanica dei migranti: il 90% dei profughi che arrivano dalla Macedonia – circa 3.000 al giorno – dichiarano di essere siriani, anche se sprovvisti di documenti che possono provarlo. “Capisci subito che qualcosa non va quando la maggior parte di quelli che entrano in Serbia dicono di essere nati il primo gennaio, racconta il funzionario di polizia Miroslav Jovic. “E’ la prima data che gli viene in mente”. Si spiega così l’incremento spropositato del traffico di passaporti siriani falsi, come denunciato martedì dal responsabile Ue di Frontex “Molte persone entrano in Turchia con passaporti siriani falsi, perché sanno che otterranno l’asilo nell’Unione europea più facilmente”, aveva segnalato Fabrice Leggeri.

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