Il congresso win-win Bossi-Maroni. Stucchi “finge” di perdere?

di STEFANIA PIAZZO

Il congresso win-win della Lega è alle porte.  Alla fine, tutto torna. Due candidati, Bossi e Salvini. Nessun perdente, due vincitori,  soluzione all’americana.

“Tosi si è dimenticato l’indipendenza”, aveva detto Bossi. Dunque, serve lui, il ruvido ex leader, a incarnare quelli che ancora ci credono, il seguito dei bossiani, degli antimaroniani, di quelli pronti a lasciare tutto. Serve Bossi a fare da cane pastore per radunare di nuovo il gregge ed evitare la definitiva deriva e diaspora.  Assicurato il gregge, Bossi torna ad avere riconosciuto un ruolo storico e istituzionale, ricompattando le frange bossiane e sedando le faide interne. Questa è la quadratura del cerchio.

Secondo passaggio win-win. La Lega maroniana è salva, Salvini raccoglie il testimone verso incerti mari, ma  la quadratura del cerchio è fatta. L’accordo Bossi-Maroni è solo un’ipotesi? Tacciono gli Zaia, i Tosi, e tutti gli altri. Win-win. Non sarà sguaiatamente un plebiscito quello che incoronerà il nuovo segretario, ma intanto Bossi avrà mantenuto la propria dignità politica.

Una Lega ricompattata è più vicina alla soglia del 4 per cento piuttosto che del 2 e qualcosa. E ciò consente a Bobo Maroni, chiacchiere e conti sugli alberghi dei portavoce a parte, di negoziare politicamente il ruolo della Lega nella coalizione del centrodestra. Grazie a Bossi e ai voti che recupera.

Le dinamiche interne continueranno, ma l’accordo è sotto gli occhi di tutti.

Altro capitolo, quello di Giacomo Stucchi. Come tutti i congressi che si rispettino, anche qui c’è il giallo, le voci che si rincorrono sulle firme per la sua candidatura.

L’Ansa batte: Umberto Bossi contro Matteo Salvini: la competizione per la segreteria della Lega Nord vedrà di fronte due soli candidati, rappresentativi della vecchia e della nuova guardia del Carroccio. Sono solo loro due, infatti, ad aver raggiunto il numero minimo di sottoscrizioni delle candidature.

Ma è così davvero? Ci sono voci che si rincorrono sui social network in cui esponenti del carroccio commentano da una segreteria provinciale: ma come, se abbiamo consegnato i dati dieci minuti fa, come può Milano avere già chiuso la competizione? Beh, se lo dice l’Ansa…. è vero… E’ il “compagno leghista”, semmai, che sbaglia.

Guarda caso, il concorrente Giacomo Stucchi, è vero che si sarebbe fermato sulla soglia delle 900 firme, 100 sotto le 1.000 necessarie per partecipare alla competizione? O che in province non salviniane avrebbe preso più voti dei due competitor? O che, ancora, a Varese, per uno mai visto sul lago, come Manes Bernardini, c’è che avrebbe chiesto firme per il bolognese?

Che peccato, però, per Stucchi. Fuori per un pugno di voti, mentre c’è chi ancora non si spiega: ma l’Ansa perché scrive che corrono in due quando i dati sono arrivati dieci minuti fa? E’ il solito compagno leghista che sbaglia. I congressi con le firme “strane” li faceva solo il Pci russo, qui è tutto alla luce del sole. Il sole è tondo, in casa Lega ci sono solo quadrature del cerchio.

Stucchi candidato dimissionario o dimissionato però “pesa”, Giorgetti docet. Se ora la Lega Lombarda non gli apre le porte, attenti alle eclissi di sole.

 

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6 Comments

  1. Veritas says:

    Dr.ssa Piazzo, i suoi scritti hanno sempre un fondo amarognolo e spesso non completamente obiettivo.
    Forse è anche Lei una delusa dalla Lega….

  2. Graziano says:

    Bossi è meglio che torni a casa sua e lasci stare la Lega.
    Di danni ne ha già fatti abbastanza, gli resta la restituzione del denaro pubblico usa indebitamente dai suoi figli e da altri parlamentari.

  3. Francesco says:

    In poche parole sono stati fatti fuori gli unici candidati seri, che potevano in qualche modo cambiare la Lega.
    Con questi due personaggi la Lega è finita, c’è poco da fare.
    Bossi per 20 anni di sparate senza alcun risultato e per aver eliminato qualsasi testa pensante ci fosse nel moviemento: i risultati sono sotto agli occhi di tutti.
    Salvini, a 40 anni già del tutto sputtanato. Propagandista della peggior specie che dice “padania indipendente” e mezzora dopo dice “italia gli italiani”. Senza dimenticare che adesso il suo nuovo obiettivo pare diventata “Bruxelles Ladrona” (per tirar su qualche voto di qualche sprovveduto populista e mantenere cosi la poltrona), strizzando gli occhi alle estreme destre nazionaliste, xenofobe e antieuropee. Altro che “europa dei popoli”..
    Che dire, le prospettive sono PESSIME, e il voto è purtroppo del tutto ininfluente. Andiamo oltre!!

  4. carla 40 says:

    A me sembra solo un gioco delle parti. Giocato a squadre. Un torneo all’arma bianca, vince chi mena piu’ fendenti. “Ma gli volevo bene, tanto bene, un bene da morir”. Mi dispiace che fra i contendenti sia “sceso in campo” un uomo che ci aveva fatto sognare, che se si fosse arreso al forzato, ma in parte autoprovocato, declino ,ora sarebbe ricordato con rispetto e magari con un po’ di rimpianto.

  5. giocondo says:

    Al trombone di Gemonio confermeranno i quasi 900,000 euro che riceve dal partito annualmente sotto la voce “spese mediche”, che fra l’altro non sono mai stati revocati, e se ne starà buono buono accettando di buon grado l’elezione del “giovane” e “nuovo” segretario.

    Ma poi il egolamento non imponeva di presentare non meno di 1000 ma NON PIU’ DI 1500 FIRME?
    Salvini per averne presentate 3000 non sarebbe da escludere dalla competizione?
    Solite prepotenze da italiani veraci.

    Un vero indipendentista non ha più scuse: boicottaggio, sabotaggio, esistenza contro il Quisling belleriano.

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