Il Comune di Roma ha 867 milioni di debito. E vuole l’aiuto del governo

di REDAZIONE

Roma Capitale, la grande capitale italica, è in  fallimento e che fa? Chiede aiuto al governo! Il Comune di Roma è a rischio default. «L’analisi di bilancio ci dice che abbiamo 867 milioni di euro di debito. Noi vogliamo un confronto con il governo affinchè la Capitale abbia ciò che le spetta»: è un vero e proprio appello alll’Esecutivo perché salvi la Capitale dalla bancarotta quello rivolto dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, nella conferenza stampa convocata per illustrare lo stato dei conti di Roma Capitale e le linee guida del bilancio 2013. «Affronteremo con la giunta le difficoltà con una interlocuzione vera con il governo e il Parlamento». Marino annuncia che insieme ai capigruppo chiederà «a tutti i parlamentari eletti a Roma un aiuto nella interlocuzione con il governo» perchè «c’è anche responsabilità e buon senso nel nostro Paese». Perché , sottolinea il sindaco, «Roma non può fallire e non fallirà». Il via libera alla manovra deve arrivare prima del 30 novembre, altrimenti scatta il commissariamento.

Il sindaco: no ad aumento Irpef e e Tares per ripianare buco
Marino assicura che non aumenterà Irpef e Tares a Roma per far fronte all’enorme buco di bilancio. «Non aumenteremo l’Irpef – spiega – così come non siamo intenzionati ad aumentare la Tares. Stiamo però riflettendo se aumentare l’Imu ma una decisione non è stata ancora presa. C’è una discussione in corso perchè, nonostante la cancellazione dell’Imu, alcune città hanno deciso di innalzare l’aliquota che verrà rimborsata dal governo. Prenderemo una decisione nelle prossime settimane». La decisione di Marino di non aumentare le tasse per far quadrare il bilancio del comune è in contrasto con le proposte avanzate dall’assessore al Bilancio Daniela Morgante, che ha proposto tagli alla spesa per un ammontare di 500 milioni, l’aumento dell’Imu da o,5 a 0,6 e quello dell’Irpef, da 0,9 a 1,2. Il piano è stato però stoppato dal sindaco, creando non pochi malumori, con conseguenti voci di dimissioni.

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8 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Lo ripeto:

    al nodde: lo stato siamo noi e si tirano su le manike.
    al sudde, a partire da un po’ piu’ su di roma da sempre predona: lo stato ci deve aiutare.

    Viva l’una e indivisibile..!!!!!!!!!!

    merrrddd

  2. pierin says:

    non e’ nemmeno l 1 % delle tasse che pagano all anno il veneto con la lombardia, volete vedere che ce li ficcan in quel posto pure questi ?

  3. Gianfrancesco says:

    è veramente uno schifo, questo ci sta dicendo che lui le tasse ai suoi cittadini non le alza, i romani non devono pagare i loro debiti, ma deve essere lo stato, quindi alla fine i padani a pagare per loro. Noi dobbiamo pagare i loro debiti, lo dice candidamente!

    Chiede che gli si dia ciò che spetta a roma capitale… ma cosa vuole ancora? cosa vuole di più? ma non ne hanno mai abbastanza? sanguisughe!!!!! ma non si vergogna?

    quello che spetta a roma capitale sono solo calci nel sedere, SECESSIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Luke says:

    Sono indebitati fino al collo ma le tasse no, non le vogliono. E chi paga? I lombardi, come al solito! Lombard, tas!

  5. Giovanni Romanin says:

    CASSO!
    Pagheve i debiti co l’IRPEF.
    O GONTI DA PAGARVE MI I VOSTRI DEBITI?!?

  6. Albert Nextein says:

    Spero che roma venga lasciata al proprio destino.
    Fallisca pure.
    Poi vediamo che fanno i cittadini romani.

  7. Garbin says:

    roma è come napoli e palermo, loro si che appartengono alla stessa cultura.

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