Alfano soffoca nella culla il progetto di Tosi. A meno che…

di GIANLUCA MARCHI

Il segretario uscente della Lega Nord, Roberto Maroni, giudica molto interessante quanto sta avvenendo nel Pdl e parla genericamente di nuove possibilità che potrebbero aprirsi per le regioni del Nord. Che volete che dica: deve preservare l’alleanza che lo tiene in piedi e si deve dare un ruolo apparentemente significativo, dopo che gli eventi accaduti in questi giorni nel centrodestra hanno dimostrato la marginalità in cui il Carroccio è stato spinto sulla scena politica italica.

Ma c’è un risvolto più curioso nel tentativo, capeggiato da Angelino Alfano insieme agli altri democristiani, ciellini e anche socialisti, non di creare un nuovo partito, bensì di conquistare per intero la leadership del Pdl: questa operazione neodemocristiana sembra uccidere nella culla un’altra operazione che dovrebbe vedere la luce domenica a Mantova. Il varo della Fondazione del sindaco di Verona Flavio Tosi è stato spiegato con la volontà di rifondare il centrodestra post-berlusconiano e di puntare allo svolgimento delle primarie per la scelta del futuro candidato premier.

Diciamo che l’iniziativa tosiana contava sui travagli interni al Popolo della Libertà, conseguenti anche anche alla prossima decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, e su un periodo di confusione in cui sarebbe piombato il partito del Cavaliere, diviso fra falchi e colombe, con il padre-padrone che avrebbe cercato in tutti i modi di tenerne il controllo. Non poteva immaginare, il vicesegretario federale della Lega, che la partita interna al centrodestra subisse l’accelerazione a cui abbiamo assistito mercoledì, e tantomeno si attendeva che Angelino Alfano, segretario molto di nome e poco di fatto del Pdl fino a due giorni orsono, per di più indebolito dal progetto di rinascita di Forza Italia che sembrava protettorato di falchi e pitonesse, con un colpo di scena del tutto inaspettato mettesse Berlusconi all’angolo fino a costringerlo al clamoroso voltafaccia sul voto di fiducia al governo Letta.

Non giriamoci intorno: in questo momento, che piaccia o meno, il leader predestinato del centrodestra si chiama Alfano e il progetto di Tosi, che poteva forse avere un suo senso sino a un paio di giorni fa – un senso, sia chiaro, del tutto esterno dalla Lega -, è stato in un batter d’occhi depotenziato dagli eventi. Si dica pure vanificato: la nuova Dc viene rieditata da quelli che sono più democristiani di Tosi. Adesso il sindaco scaligero rischia di ritrovarsi in una terra di mezzo che non è né carne né pesce: con l’anima originaria della Lega – alla quale, sia detto per inciso, non resta che riabbracciare con decisione la battaglia indipendentista per non rischiare l’estinzione – lui poco c’azzecca e la salita verso la leadership del nuovo centrodestra appare ormai preclusa.

Che non resti, al prode Tosi, se non puntare all’obiettivo reale che più di qualcuno gli ha sempre attribuito: scalzare, nel 2015, Luca Zaia da governatore del Veneto?

PS. Aggiungo un post scrictum al ragionamento su Tosi. Detto quanto sopra, potrebbe esserci una ulteriore variante: cioè che la Fondazione Tosi si prefigga di coagulare intorno a sé fascistume vario non attratto dal percorso alfaniano e senza più una dimora, i Fratelli d’Italia larussiani e meloniani, militonti leghisti che si fanno illudere da un disegno vagamente federalista, e soprattutto i falchi berlusconiani se dovessero uscire perdenti dalla battaglia in corso per l’egemonia del Pdl-Forza Italia: insomma, un ticket Tosi-Santanché potrebbe esercitare un qualche fascino su fette di elettorato di centro-destra disorientato da quanto successo negli ultimi giorni. Col sostegno de Il Giornale sallustiano…

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17 Comments

  1. caterina says:

    ma che figura può farci un Tosi con il trio democristiano emergente giovane e rampante Alfano-Letta-Formigoni… faccia il sindaco in lista civica e si accontenti! anzi, se un terzo mandato gli è precluso, può sicuramente mettersi in lizza con Zaia, già tanto la Lega nelle prossime elezioni è perdente…
    Il Veneto emerge solo se sarà indipendente, ma bisogna crederci, e Tosi si dovrà inventare un ruolo, magari al di là dell’Adige…

  2. lucano says:

    milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/04/foto/lampedusa_il_sindaco_leghista_toglie_le_bandiere_a_lutto-67885334/1/?ref=HREA-1#1

    Della serie i CIALTRONI vergogna!

    • Aquele Abraço says:

      Lu cano, si fori tema!

      • L'incensurato says:

        Quoto. Andava tolta e issata davanti a casa BAldrini quella bandiera,oppure davanti alla casa dei giudici che si sono sempre pervicacemente rifiutati di applicare un controllo dei flussi migratori (Bossi fini, ma alcuni più realisti del re sono arrivati a smentire persino la Turco-napolitano). Possono farsi una bella foto delle vittime e appendersela in stanza. Per cui i cialtroni che speculano sulle vite degli altri li trovi più facilmente rivolgendoti a sinistra “caro” Lucano; e se un sindaco non vuole che la sua città diventi,per tutto il mondo, l’emblema di una necropoli, per colpe non certo dei Lampedusani, ha solo semplicemente ragione.

  3. Roberto Colombo says:

    secondo me stiamo facendo i conti senza l’oste: Silvio Berlusconi.

    • Veritas says:

      Il Silvio che viene vituperato i tanti modi dalle sinistre italiane e dai loro giornalisti, atttori e lacchè, ma che, forse non ci crederete ma, all’estero, la gente comune considera un genio; (Ho molti amici all’estero). E questo malgrado la maggior parte dei loro giornalisti si ispirino a quanto scrivono e dicono quelli italiani…….

  4. secessionista says:

    Fratelli d’Italia da soli prenderanno più della Lega alle prossime europee, non hanno certo bisogno di andare alla corte di Tosi, al massimo il contrario.
    Ma poi, ve lo immaginate Tosi candidato presidente del consiglio? Sarebbero più credibili in questa veste Scilipoti, Borghezio o Saya.

  5. lory says:

    sinistri e destri cambia poco sono solo due facie della stessa medaglia, sono solo dei poltronari, parassiti, e falsi come giuda inutile perdere tempo con questa porcheria,lo stivale va spezzettato come era fine 1700.

  6. brema51 says:

    tosi può e deve creare un partito di destra identitario a difesa di razza cultura identità e religione

    • gianluca says:

      mi pare che abbia in mente tutt’altro, un bel minestrone democristiano magari limitato al Nord, ma i democristiani quelli veri gli stanno tagliando l’erba sotto i piedi

      • Giancarlo says:

        L’unica cosa realistica sarebbe cercare di mettere su una CSU in salsa veneta che, come la sua gemella bavarese, alle politiche si allei con la neo-DC che tutti dicono si stia profilando, e a livello regionale porti avanti una politica “venetista”. In Baviera funziona, la regione ha un’ identità molto forte a livello nazionale e altrettanta forza contrattuale. Ovviamente dovrebbe liberarsi del fascistume, delle Frattaglie d’Italia e compagnia brutta, nonché del nazistume da tastiera e non. In questo senso ogni commento su la “difesa della razza ecc.” è del tutto superfluo. Dovrebbe semmai rassegnarsi a diventare un partito democristiano doc. Però alla tedesca. I veneti ne sono capaci?

        • carlo says:

          “un partito di destra identitario a difesa di razza cultura identità e religione” è esattamente il contrario di un partito indipendentista moderno

  7. Aquele Abraço says:

    Nel centro-destra serve chiarezza e Tosi, se vuole contribuire a farla, punti a costituire nel nord un partito modello Csu bavarese, facendo cartello con tutti gli esponenti nordisti del centro-destra. Centrerebbe poco con la Lega, nel cui statuto, ricordo, che al primo punto c’è l’indipendenza del nord, e a maggior ragione non centra niente con gli indipendentisti, ma sempre meglio che avere un Pdl unito che risponde ad Alfano e relega la destra padana a mera esecutrice d’interessi estranei al nord.

  8. Tiziana says:

    Tosi voleva trattare a livello italiano come fa con Verona, ma la realtà è molto più complessa e piena di interessi rispetto alla situazione Veronese.
    A Verona è stato eletto nel primo mandato grazie all’allora forza della Liga Veneta e dall’alleanza a ciu il centrodestra era obbligato, ha coltivato con manovre e gestioni politiche la situazione ottenendo il consenso dei cittadini e da li è stato rieletto. Di sicuro nessuno gli da la fiducia oggi come leader nel centrodestra, schiacciato fra la spinta indipendentista da una parte (il Veneto che la chiede a gran voce) e i malumori italioti e beceronazionali dall’altra (dove lui continua ad ammiccare). Zaia è di un altro pianeta, granitico e deciso nelle sue posizioni.

  9. Paolo says:

    Tosi mi sembra che abbia più apprezzamento che Alfano, anche se non sono indipendentisti, anzi, super centralisti.

  10. Giovanni says:

    L’azione di Tosi si conferma in tutta la sua debolezza e inconsistenza.
    Strategie e alchimie politiche nascono fragili se non sentite e supportate da un solido consenso popolare.

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