Il ceto medio a Chi l’ha visto? Sparite 7 milioni di persone

 

di FABRIZIO PATTIceto medio

Risparmio in ripresa, redditi a picco

Cominciamo con le buone notizie: la percentuale delle famiglie che riescono a risparmiare è salita, dal 38% del 2012 al 43% del 2015, con un’accelerazione nell’ultimo anno. Ritorna a salire, dopo anni di calo, la quota di chi torna a investire in borsa. Aumenta la fiducia nel risparmio gestito (dal 53,5% nel 2005 all’87,4% di oggi) e gli investitori passano dal 9% al 12% degli italiani. Crescono gli investimenti con un’orizzonte temporale di oltre i 3 anni, segno che la paura di un crollo dei valori azionari si è allontanato, anche perché le azioni a Piazza Affari nel 2014 hanno avuto rialzi medi del 9% (dato che il Centro Einaudi calcola considerando un portafoglio finanziario modello), il dato migliore in Europa.

ceto medio

 

Quanto basta per far dire a Gian Maria Gros-Pietro, presidente del consiglio di gestione della banca, che «il rapporto è la certificazione del momento di svolta che stiamo vivendo. Le aspettative positive erano fondate. La crisi è veramente finita e si comincia a pensare in modo virtuoso». Ma, come aggiunge lo stesso Gros-Pietro, nella conferenza stampa al 31esimo piano del nuovo grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, «questa virtù è stata messa alla prova dalla discesa dei redditi».

Le famiglie italiane che appartengono alla classe media sono scese dal 2007 al 2015 di tre milioni, gli individui che le compongono di sette milioni

Che non è stata – e che continua a non essere – una discesa da poco lo dicono i dati sul ceto medio. Le famiglie italiane che appartengono alla classe media (cioè quelle con un reddito tra il 75% e il 125% del reddito mediano di 2.434 euro) sono scese dal 2007 al 2015 di tre milioni, gli individui che le compongono di sette milioni, quanto la somma degli abitanti di Emilia-Romagna e Toscana messe insieme.

ceto medio

Fonte: Intesa Sanpaolo-Centro Einaudi. 

 

Addio ceto medio

Dal 2008 al 2014 il reddito disponibile (reddito meno tasse) è sceso del 16%, se si considerano i valori costanti. Non c’è stato un crollo generalizzato, sottolinea il curatore dello studio, Giuseppe Russo, economista del Centro Einaudi, ma un assottigliamento della classe media, perché hanno continuato a scendere le famiglie con redditi tra i 1.500 e i 2.000 euro, mentre salivano quelle tra i 1.000 e i 1.500 euro. Durante la crisi, di conseguenza, si è anche ridotta, dal 54 al 42%, la percentuale di individui appartenenti alla classe media che sono riusciti a risparmiare.

(segue su http://www.linkiesta.it/ceto-medio-poverta-crisi?utm_medium=email&utm_source=Moxiemail%3Atest&utm_campaign=Moxiemail%3Atest)

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Vero, la mia famiglia era una appartenente ai ceti medi: oggi, a partire dal 1976, siamo dei poveri..!
    Non possiamo spendere piu’ di tot euris… al mese… e siamo li’ subito in rosso.
    Ma avevo scritto dell’altro ma il PC si e’ bloccato. Kax, non posso cambiarlo.
    Fortuna ho fotografato quindi vedro’ di recuperare, per quel che conta ovviamente, cioe’ NULLA..!!

    Salut

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