IL CERCHIO SI STRINGE INTORNO A STATI E GOVERNI

di ALBERTO LEMBO

Al termine della riunione del Consiglio europeo, svoltasi a Bruxelles dal 23 al 26 ottobre 2011, i Capi di Stato e di Governo hanno riassunto le risultanze dell’incontro in un articolato documento che individua “un numero limitato di priorità chiave” da perseguire “ai fini di una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva ed eco-compatibile”… Credo sia opportuno riflettere  su questo passaggio e sui documenti che fanno fede dei risultati dei lavori. Ci si aspetterebbe, infatti, una disamina approfondita dei temi posti all’ordine del giorno, data la loro rilevanza per tutta l’Unione, ma non è così.

Dopo alcune pagine di considerazioni economico-finanziarie, opinabili ma pertinenti, anche se troppo piene di condizionali, cade finalmente la maschera e al capitolo IV.  POLITICA ESTERA, punto 15, si legge che “l’Europa conferma il suo impegno a sostenere la trasformazione democratica del suo vicinato meridionale…. La transizione democratica e lo sviluppo economico dell’intera regione sono ancora essenziali per l’instaurarsi della democrazia”. Fin qui l’affermazione di volersi intromettere negli affari interni di Stati sovrani è enunciata ma ancora larvata. Il punto successivo si compiace degli avvenimenti registratisi in Libia, Egitto e Tunisia, come passi verso la “democrazia” di importazione, dopo “la morte di Muammar Gheddafi [che] segna la fine di un’era di dispotismo e di repressione”.

Preoccupa di più il punto 17, relativo alla Siria, in cui si afferma che “Il Consiglio europeo si compiace degli sforzi compiuti dall’opposizione politica per instaurare una piattaforma unitaria”. Ma si va più avanti, con una intromissione degna della peggiore politica di ingerenza internazionale: “Il presidente Assad deve farsi da parte per rendere possibile la transizione politica in Siria…”, uno dei pochissimi Stati arabi dove il laicismo del partito Baath abbia fino ad oggi garantito la libera espressione di fede delle comunità cristiane di vario rito. Cito questo passo perché si era accennato, in precedenza, alla “importanza  di promuovere e proteggere la libertà di religione”, tutela che, come è noto, è uno dei cardini di Stati “democratici” come Il Sudan o l’Arabia Saudita…

La “crescita intelligente, sostenibile, inclusiva ed eco-compatibile” della premessa interna all’Unione considera di vitale importanza l’esportazione di principi “democratici” in tutta l’area mediterranea e anche oltre perchè “Il Consiglio europeo si compiace del rafforzamento delle misure restrittive dell’UE nei confronti dell’Iran a causa delle inaccettabili violazioni dei diritti umani…” .  Evidentemente si accenna all’uso della pena di morte (istituzione in vigore in Cina, U.S.A., Israele…), al rifiuto di sottostare ad ispezioni di soggetti terzi in campo nucleare (esattamente come Israele!) e al timore che qualche “ispettore” neutrale possa trovare traccia di “armi di distruzione di massa” (ogni riferimento ad altri fatti è escluso! Procedendo di questo passo potremmo rischiare di trovarci ancora coinvolti, a nostre spese e per conto terzi, in operazioni militari mirate al sovvertimento di governi come già accaduto sotto la copertura “buonista” di “missioni umanitarie”…

Si torna poi ad esaminare la situazione interna (punto 27/a) e si afferma che “per gli Stati membri della zona euro oggetto di una procedura per disavanzo eccessivo la Commissione e il Consiglio saranno autorizzati ad esaminare i progetti di bilancio nazionali e ad adottare un parere su tali progetti e misure prima che siano adottati dai parlamenti nazionali interessati..”. Siamo esattamente agli antipodi rispetto alla posizione della Gran Bretagna che partecipa da sempre all’Unione europea con lo scudo della clausola della “riserva di esame parlamentare”, che garantisce la sovranità nazionale anche contro accordi sottoscritti dal suo governo ma rifiutati dal Parlamento. Gran Bretagna esclusa, per gli altri c’è l’esplicita minaccia di commissariamento.

Dall’interno dell’Unione alle proiezioni di politica estera appare evidente come un progetto fortemente autoritario sotto la maschera di una presunta “democrazia” umanitaria, puramente formale, punti ad ingabbiare sempre più Stati e popoli richiamandosi ad ineluttabili esigenze di stretto controllo dell’economia, della finanza e anche delle scelte politico-istituzionali. S&P bacchetta l’Europa e l’Europa dei governi stringe i freni e intima agli Stati comportamenti dettati da scelte di vertice cui nessuno ha chiamato i popoli a partecipare liberamente.

Se l’Europa è questa ne vorremmo un’altra, e cercheremo di averla, costruita dai popoli e libera di scegliere il suo destino! E non mi risulta ancora che per pagare l’obolo a Caronte si debba avere sotto la lingua un Euro….

 

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4 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    Alberto Lembo è un Cavaliere di Malta che quando ha lasciato la Lega è passato ad AN. E’ un monarchico che potete vedere su You Tube mentre parla a un loro convegno davanti al tricolore italiano con stemma sabaudo. Che ci fa come commentatore su un giornale che si dice secessionista?
    Quanto al diritto di ingerenza, possiamo discuterne. Resta il fatto che in uno stato di diritto non c’è contraddizione fra l’inviolabilità di domicilio e il dirittto della polizia di sfondare la porta se un padre sta sodomizzando sua figlia…

    • gianluca says:

      In questo giornale, se qualcuno non l’ha ancora capito, ci possono e ci devono essere anche le voci di chi la pensa diversamente. Poi per quanto riguarda le cose di cui scrive Lembo, vorrei capire se la critica che lui fa a questa Europa come è andata formandosi è condivisa o meno. Oppure non si legge il contenuto solo perché è firmato da qualcuno che ci sta sui cosiddetti?
      dir

  2. Teoderico says:

    Che bello rileggere, dopo tanti anni, gli interventi di Alberto Lembo, autore dello splendido libro pubblicato dalle Edizioni di AR, “Mondialismo e Resistenza etnica”! I suoi editoriali su “La Padania” furono ciò che mi spinse ad entrare in Lega nel 1997! Un’esperienza finita male ma utilissima e di cui conservo comunque un ricordo indelebile… Spero proprio che, al pari di Oneto, possa trovare al più presto un nuovo e autorevole contesto politico in cui tornare a lottare seriamente per la libertà dei Popoli Europei!

  3. Acting65 says:

    Condivido in pieno il suo articolo.
    Questa e’ un’europa falsa, non democratica, gestita da nullafacenti politici che vogliono cambiare radicalmente i principi per cui nacque 60 anni fa “l’idea europa”.
    Non c’e’ morale ne’ idee valide per costruire una europa veramente unita tra i popoli, ma solo un’entita’ creata da banchieri, speculatori e arruffoni falliti (leggi politici) che vogliono far sparire le individualita’ delle singole nazioni.
    E’ ridicolo avere un capo dello stato che per 1 anno stressa per i 150 anni d’unita’ e poi regala il ruolo di attore principe della politica italiana ad una persona che e’ sempre stata amica di banchieri e affaristi.
    Nessuno che abbia mai chiesto agli italiani cosa ne pensano di questa europa , se era necessario entrarci e soprattutto cosa ne pensano di quel fallimento totale chiamato euro.

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