IL CAVALIER SCOMPARSO. QUASI QUASI RIMPIANGO IL BUNGA BUNGA

di TONTOLO

Prima doveva partecipare a Porta a Porta come ospite principale e invece ha dato forfait per non oscurare il ruolo di Angelino Alfano. Così se n’è volato in Russia dall’amico Vladimir Putin, eletto per la terza volta al Cremlino. Quel personaggio un po’ presidente e un po’ dittatore gli deve piacere assai, anzi è proprio la figura politica che lui avrebbe voluto essere e che non è riuscito a essere, perché, come ama spesso ripetere, gli italiani non gli hanno dato il 51% del voti.

Tornato in Italia, il Cavalier Pequeno o Cainano era atteso a Orvieto dove ieri s’è chiusa la tre giorni  del Pdl, chiamata anche  scuola di formazione politica, anche se non si capisce a chi abbiano mai fatto scuola visto come sono conciati.  Berlusconi doveva tenere il discorso conclusivo, una sorta di lectio magistralis, ma anche lì ha preferito non farsi vedere. La notizia l’ha data il filosofo nonché poeta del Pdl Sandro Bondi, quello che tutte le mattine continua a inginocchiarsi e a pregare davanti al cartonato in formato originale del Berlusca, che intanto non supera il metro e cinquanta e ci stà anche dentro una Smart.

Sarà stata solo stanchezza? Oppure una scelta politica? Queste domande tormentano me e decine di milioni di italiani:  che Berlusconi si stia staccando dalle vicende del partito? Beh, sarebbe meglio che si staccasse definitivamente dalle vicende della politica. Anche se ci mancherebbe un po’ tutto l’avanspettacolo del bunga bunga e delle presunte nipoti di Mubarak fatte votare anche dal Parlamento.  Chi ha mai avuto la forza di prendere per il culo in questo modo il Parlamento italico?

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