Il caso Doddore Meloni. In questo Paese per obiezione fiscale muori in carcere di fame. Però i mafiosi sono fuori, liberi

sardegnadi ROBERTO BERNARDELLI – La vicenda dell’indipendentista sardo Doddore Meloni, a 75 anni in carcere, è l’emblema di cosa sia l’Italia. Doddore, rigorosamente senza sconti in galera nonostante i due mesi di sciopero della fame, imprigionato per reati di natura fiscale, che io in certi casi chiamerei legittima difesa dallo Stato, ebbene, la storia, l’epilogo di questo combattente per le libertà, sono il segno del decadimento del Paese. Della sua giustizia, inflessibile contro i piccoli e magnanima e distratta con i grandi del crimine. Scarcerazioni per decorrenza dei termini, fughe rocambolesche… impunità nelle grandi stragi… e, qui ti voglio, un sistema di vessazione inflessibile fino alla morte per suicidio di decine di imprenditori.

Tra Doddore e loro, gli imprenditori che si sono trovati per esasprazione della disperazione, a lasciarsi morire, non vedo differenza. Lui, ha deciso che per la libertà si poteva perdere la libertà di vivere. I padri di famiglia che attendono magari dallo Stato centinaia di migliaia di crediti iva che mai arrivano, costretti a fallire per lo zelo del ritardo statale, non sono meno impegnati nel farla finita.

Poi, ci si mette la magistratura che, purché respiri flebilmente, non ritiene necessario trasferire ai domiciliari un uomo in stato terminale della sua vita. Sia mai che la pietà sia scambiata per debolezza della giustizia italiana.

Il Paese si è dibattuto sugli arresti domiciliari a Totò Riina, con pronunce persino favorevoli! Per un povero diavolo, pericolosamente indipendentista, che mafioso non era, non un segno di clemenza e di dialogo, di ammissione delle colpe di uno Stato che ti ammazza con tutti i mezzi legali a disposizione prima ancora che tu decida di farlo. Non si finisce forse sul lastrico per i costi legati alla lunghezza dei processi, alla malasanità, alla burocrazia che nega ai deboli i fondamentali diritti…? Su questo nessun magistrato che si accanisca tanto quanto su un uomo nei suoi ultimi giorni di vita.

E la stampa? Tre righe in cronaca. Mica si parla di vip, del carcere a Corona.  O del mandante delle stragi di Capaci. Per loro la clemenza è un diritto umano. Per Doddore, un condanna a morte.

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3 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Oscar Giannino, dai microfoni di radio24, è tra i pochi ad aver alzato la voce in merito a questa autentica vergogna civile.

  2. caterina says:

    uno stato che costringe persone consapevoli che lottano per realizzare i propri ideali di vita a rinunciare alla stessa perché non ne vale più la pena… beh, è il fallimento dello stato che manca al compito primo per cui si è formato, che è di promuovere per i suoi cittadini la felicità…

  3. Riccardo Rodegher says:

    Questo è e diventa un caso da portare alla corte di giustizia dei diritti dell’uomo internazionale perché i responsabili devono pagare l’omicidio perpetrato ai danni di un uomo ( DODDORE ) che invocava l’autodeterminazione dei diritti dei popoli e quindi non dovuto a riconoscere lo stato italiano come da questo rettificato quindi nel pieno suo diritto . Invito i Sardi di effettuare una raccolta di denaro per le spese dei Avvocati di provata fede Indipendentista per dar corso all’assedio dei ASSASSINI taliani responsabili e alla loro punizione. SI DEVE ANDARE FINO IN FONDO !!! in qualsiasi modo !!!

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