Il carattere degli italiani (e dei padani) 4/ Italia e papato, un tutt’uno che sappiamo…

vaticanodi SERGIO BIANCHINI –  Per Gioberti, il genio italico e il soffio divino trasmesso dalla chiesa possono temporaneamente assopirsi ma prima o poi sicuramente risorgono.

E non è forse troppo lontano il tempo, in cui tutti i governi, tutti i popoli conosceranno che chiunque vuole esser libero verso Roma è più servo di tutti, e che da quella paternità sublime procedono

la libertà savia , la potenza stabile , la gloria innocente e la salute. E certo Roma ed Italia, con tutti i loro infortuni!, sono oggi in istato di lunga Migliore, che ai tempi di Autari o di Berengario. Onde se nella notte corsa dal sesto al decimo secolo Iddio preparava l’aurora dell’undecimo e del dodicesimo, e il magno Gregorio presagiva Ildebrando ; vorrem credere che l’ erede del nome e delle virtù di quei due santissimi pontefici non debba essere per 1′ Italia un augurio di migliori sorti? E che importa che tardi l’ora e passi qualche generazione? La vita di una città

e di un popolo si può forse misurare da quella di un individuo? Possiam lagnarci che quella forte e soave sapienza, che abbracciando tutto l’ universo , ne addirizza ogni menoma parte al suo fine con infallibile disponimento, non si consigli colla nostra imparieoza, nè prenda dal nostro corto vedere la norma delle sue operazioni ? Ci basti il sapere che quando il principio vitale non è estinto, si dee confidare ; e che la speranza e la vita d’Italia, e tutto ciò che attenua i mali presenti e promette i beni avvenire, alberga nella città custode del fuoco sacro, simboleggiato anticamente da quello di Vesta , onde credevansi dipendere i fati immortali dell’imperio. Custodiamo con gran cura questo fuoco spirituale, che quando si spegnesse presso di noi, solo allora dofremmo disperare; laddove serbato con sommo studio e amorosamente nudrito, al primo segno della Previdenza proromperà di nuovo in viva fiamma, e porterà in ogni parte il calore e la luce

Il riferimento continuo alla storia antica e alla grandezza dell’antica Roma delinea il ruolo vivificatore e purificatore del cristianesimo nella vicenda umana universale.

Solo il Cristianesimo potea rendere possibile l’ utopia pagana, nettata da ogni macchia, e il fece, rivelando ed attuando il concetto di un dominio spirituale, ottenibile colle armi dell’idea e della parola, e nascituro dal sangue sparso, non dei vinti, ma dei vincitori. Sublime impresa e sufficiente a provare la divinità di Colui, che seppe idearla e commetterla a suoi discepoli con piena fiducia del

suo riuscimento! Ma il concetto è antichissimo, risale ai tempi primitivi, e fu un oscuro presentimento del redentore augurato, che dovea ritornar nel mondo l’unità primigenia della umana famiglia, rotta dal fallo de’ suoi progenitori. Il vestigio di questa vecchia dottrina tralucente nel sistema romano, fu la vera cagione delle eroiche sue geste e de’ suoi trionfi.

Autosufficienza dell’Italia e necessità della unione politica

Io mi propongo di provare, che l’ Italia contiene in sè medesima sovratutto per via della religione tutte le condizioni richieste al suo nazionale e politico risorgimento , e che per darvi opera in effetto
non ha d’uopo di rivoluzioni interne, nè tampoco d’ invasioni o d’i mitazioni forestiere. E in prima dico che l’ Italia dee ricuperare innanzi ad ogni altra cosa la sua vita come nazione ; e che la vita

nazionale non può aver luogo , senza unione politica fra le varie membra di essa.
Il testo si conclude con una visione consolante  sui risultati dell’unificazione politica proposta. Consolazione relativa, totalmente immersa nel regno della dolorosa necessità storica ancora vigente in quel tempo.

Laonde io mi rincoro pensando che la nostra povera patria, devastala tante volte dai barbari e lacerata dai suoi propri figliuoli, sarà libera da questi due flagelli, e poserà, prosperando
in dignitosa pace. Non vi sarà più pericolo che un ipocrita od un insolente straniero la vinca con insidiose armi, la seduca, raggiri con bugiarde promesse e con perfide incitazioni, per disertarla

colle sue forze medesime e metterla al giogo; tanto che ella non vedrà più le sue terre rosseggiare di cittadino sangue, nè i suoi improvidi e generosi figli strozzati dai capestri, bersagliati con le
palle, trucidati dalle mannaie, o esulanti miseramente in estranie contrade. Che se pur toccherà qualche volta ai nostri nipoti di piangere, le loro lacrime non saranno inutili, e verranno alleviate dalla carità patria e dalla speranza; perchè essi sapranno di avere a combattere solamente coi barbari, e a ricevere, occorrendo, la morte dalla spada nemica, non da un ferro parricida. Questa certezza renderà dolci le più amare separazioni, quando al grido di guerra correranno i prodi sul campo; e spargerà di soave conforto gli amplessi dei vecchi padri e delle madri, e i baci delle tenere spose e l’ultimo addio dei fratelli. E i morienti potranno beare il supremo loro sguardo nel cielo sereno della patria, o quando ciò sia negato, consolarsi almeno pensando, che le stanche loro ossa avranno il compianto dei cittadini, dei congiunti , degli amici, e non giaceranno dimentiche, nè illacrimate in terra forestiera.

Compare chiaramente in tutta l’opera l’ottimismo e l’orgoglio nazional-religioso incrollabile di Gioberti per la relazione speciale che intercorre, a suo parere, tra italianismo e cattolicesimo.

più benigni ai deboli e terribili ai dominanti, più benemeriti d’ Italia, di Europa e della specie

umana, furono i papi; alle eroiche intenzioni dei quali mancò solo esser capi civili della nazione italiana , come son principi di Roma e capi religiosi del mondo. Ecco io dico qual’è il vero principio dell’unità italiana; e l’aver menzionato un error dell’Alfieri mi riconduce al mio argomento. Questo principio è sommamente nostro e nazionale, poichè creò la nazione ed è radicato in essa da diciotto secoli: è concreto , vivo, reale, e non astratto e chimerico, poichè è un instituto, un oracolo, una persona: è ideale, poichè esprime la più grande idea che si trovi al mondo: è sommamente efficace, poichè è effigiato dal culto, corroborato dalla coscienza, santificato dalla religione, venerato dai principi, adorato dai popoli, ed è come un albero , che ha le sue radici in cielo, e spande i suoi rami su tutta quanta la terra: è perpetuo quanto la nostra famiglia e il regno terrestre del vero, perchè è la guardia divina di questo e quasi il patriarcato del genere umano; è pacifico per essenza e civile, perchè inerme e potentissimo per la sola autorità del consiglio e della parola; è in fine perfettamente ordinato in sè stesso e nel modo del suo procedere, perchè è un potere organato da Dio stesso e costituisce il centro della società più mirabile, che si possa trovare o immaginare fra gli uomini.

la proposta politica di Gioberti

e se la lega lombarda fu passeggiera e abbracciò solo una parte d’Italia,la colpa certo non fu dei papi, ma dei loro nemici. Indicibili sono i beni che l’Italia riceverebbe da una confederazione politica, sotto l’autorità moderatrice del Pontefice. Imperocchè tal collegansa accrescerebbe la forza e la potenza dei vari principi, senza nuocere alla indipendenza loro, e accomunerebbe a tutti i beni di ciascheduno (18). Rimoverebbe le cagioni delle discordie , delle guerre, delle rivoluzioni inteme, e metterebbe un ostacolo insuperabile alle invasioni forestiere ; giacchè l’Italia, presidiata, com’è dalle Alpi e ricinta dal mare, può resistere da sè sola, purchè sia unita, agli assalti di mezza Europa. Restituirebbe alla penisola l’antico onore, ricollocandola fra i potentati di prima schiera ; e dove i suoi principi non sono oggi pur consultati , quando si tratta dei comuni interessi di Europa, essi tornerebbero ad aver la parte che loro si addice nell’indirizzo del continente.

Tale proposta fu però fu criticata e ostacolata sia dai liberali che dai gesuiti e dai vescovi tra i quali prevaleva l’orientamento filo austriaco.

La vicenda di Gioberti illustra chiaramente, pur esagerandola, la relazione speciale tra l’Italia ed il papato e la chiesa cattolica. Relazione speciale, innegabile ed innegata, sia qualitativa che quantitativa, conservatasi anche dopo la presa sabauda di Roma e la conseguente scomunica dello stato italiano. Relazione speciale che fu riconosciuta e regolamentata, seppur dopo qualche esitazione, dal regime fascista.

Anche nell’ultimo dopoguerra la particolarità di questa relazione fu ribadita da tutti i partiti compreso il PCI di Togliatti con il mantenimento nella costituzione dei patti Lateranensi. Questi furono sottoposti poi dal governo Craxi ad una ulteriore riforma sostanzialmente confermativa sottoscritta dall’italia e dallo stato della chiesa.

(4 – continua)

http://www.lindipendenzanuova.com/il-carattere-degli-italiani-e-dei-padani-che-non-promette-niente-di-buono

http://www.lindipendenzanuova.com/il-carattere-degli-italiani-e-dei-padani-2-per-leopardi-viviamo-per-la-vanita

Il carattere degli italiani (e dei padani) 3/ Un paese… divino secondo Gioberti!

 

 

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