Il boia c’è, ed è lo Stato italiano e chi fa le nomine

di GIULIO ARRIGHINI*

Cari 5 Stelle, il boia c’è, ed è lo Stato. Non c’è dubbio.  E’ il suo braccio armato militare che viene a trafugare tra i nostri conti e i nostri bilanci ed è  nel sistema delle banche che è riuscito a imporre il bancomat obbligatorio, qualsiasi transazione possibile sopra i 30 euro tracciabile. Forse a malapena riusciremo ad andare dal panettiere ma se ci scappa la torta e le paste della domenica, e la bottiglia di prosecco, siamo già fottuti.

Si avvera quanto avevamo pensato e scritto, e cioè che la dittatura fiscale ha inglobato e distrutto la democrazia. Ci fanno credere che tutto dipenda dalla legge elettorale. Gli vogliamo credere? La casta tra premio di maggioranza e aiutini ai partiti più piccoli sta aggiustando il tiro al nord come al sud. Hanno bisogno della Lega e hanno bisogno di Alfano nel Mezzogiorno. Alla fine faranno un accordo che salverà capra e cavoli, ma non il nostro futuro. Tutti quelli che non volevano stare con Berlusconi dovranno di nuovo ricadere tra le braccia del Cav per sopravvivere e andare a Roma. Oppure sottostare alle regole di Renzi salvatore della patria.

E noi? Le nostre imprese? I nostri risparmi? In uno stato di polizia fiscale. Ci faranno digerire l’accordo tra un rottamatore e un imprenditore che ne ha fatte di cotte e di crude, e ci diranno che l’Italia sarà finalmente un paese più governabile. Grazie, ma a noi interessa il Nord, del resto del destino del Paese non importa ormai più nulla, perché è quel “resto” la nostra perenne condanna.

Gli imprenditori suicidi non fanno più notizia. Perdere la vita perché non riesci a far fronte ai debiti è una forfora sul giornale. Ci parlano di Kyenge, del cane di Berlusconi, delle frane quando piove. Ma nessuno ha mai sentito un tg aprire per un processo a Equitalia. Per un processo a chi colloca venti volte la stessa persona nelle poltrone più danarose del regime. I boia sono gli uomini delle nomine dentro i partiti. La vera riforma è avere le liste dei nomi dei nominati dentro gli enti. Altro che lista della legge elettorale bloccata. Conta come il due di picche, se ci illudiamo o se ci fanno credere che la rappresentanza dipenda da quella.

Allora, forza, fuori l’elenco degli uomini messi dai partiti nel sistema. I loro stipendi, i loro tripli e quadrupli incarichi. Vediamo quanti boia della democrazia esistono dentro tutti gli schieramenti. Martiri della libertà in questo Paese non ne vediamo. In Tibet i monaci buddisti si immolano per richiamare l’attenzione della gente sulla loro terra occupata e usurpata. Qui prende fuoco solo il cimitero dei barconi  a Lampedusa.

La casta sopravvive. Il Quirinale costa più di Buckingam Palace. Eppure proprio alla Regina hanno chiesto più sacrifici e tagli alle spese. Il Parlamento britannico ha appena esortato la Casa reale e la Regina Elisabetta II a ridurre le spese e a razionalizzare i ritardi dei lavori di ristrutturazione delle sue proprietà.
Secondo un rapporto del Comitato dei conti pubblici, le risorse finanziarie della Regina sono scese a un milione di sterline (1,2 milioni di euro) dopo che la Casa reale ha registrato un deficit di 2,3 milioni di sterline nel 2012-2013, un dato “storicamente molto basso”. “Dal 2007-2008 la Casa reale ha ridotto le spese del 16% in termini assoluti, ma l’11% deriva da un aumento delle entrate e solo il 5% da un taglio delle spese”, ha commentato Margaret Hodge, presidente del comitato parlamentare che esamina il “Sovereign Grant”, le sovvenzioni alla monarchia britannica.

Immaginatevi un raffronto con l’apparato risorgimentale monarchico dei palazzi istituzionali. Quanti generali, quanti prefetti, quanti addetti agli addetti. Intanto la legge elettorale salverà la democrazia. E pure il sedere a quelli che temono di non essere più rieletti. Tranquilli, faranno l’accordo per sistemare tutti. Pure noi.

*Segretario Indipendenza Lombarda

 

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6 Comments

  1. Paolo says:

    L’indipendenza del nord non sarà mai permessa da chi detiene il potere. Meglio sarebbe tentare una riorganizzazione dello stato eliminando tutte le strutture piramidali province, regioni, parlamento , leggi ,normative ecc. sostituendole con 3000 comuni di 20 mila abitanti e dando a questi completa autonomia su tutto ciò che le compete. Il governo potrebbe ridursi a 4-5 persone elette dai cittadini per le 4 o 5 competenze di ordine nazionale . Le nuove leggi ? non servono nuove leggi si potrebbe importare la legislazione svizzera completa . L’Euro ? uscire subito dall’Euro e ritornare alla lira.

    • Diceva un saggio straniero, in Italia ogni testa é un mondo di castronerie dove chi si sveglia per primo al mattino, dice e cerca di convincere se stesso che la sua ideologia é la migliore.
      Forse un giorno usciremo da questo pantano politico nel quale ci troviamo, ma prima, dovremo capovolgere il Paese, con quali uomini? con quali strumenti?
      Il Paese é morto ma le varie allucinazioni umane portano taluni a sperare nella Padania, quelli di Roma ladrona e poi sono rimasti impigliati assieme ai ladroni.
      Altri nel Partito Demenziale, altri ancora nei Partiti Spirituali che operano in silenzio dal basso.
      Altri sognano di andare a bombardare l’India per riportarci a casa i nostri Marò. Io Canadese di nascita e dopo aver girato il mondo nei cinque continenti, permettetemi di sostenere che gli Italiani non sono un popolo maturo ed eternamente diviso nei costumi, teorie, concetti e civiltà. Anthony Ceresa

      • Fabio says:

        negli ultimi duecento anni le cose tendenzialmente sono andate in un certo modo in italia e non c’è alcun motivo per cambiare né alcun cenno di cambiamento… quindi, temo, non cambierà nonstante gli sforzi.

  2. marco preioni says:

    Per pura notizia, trascivo le conclusioni di uno studio dei professori Pautasso, Brambilla e Bordin sulla fenomenologia indipendentista.
    Non sono quindi parole mie ma di tre esimii studiosi:
    “”La Padania ci sarà e sarà uno stato come tutti gli altri. Avrà la sua nuova casta, i suoi boiardi di stato, i suoi sprechi, i suoi amministratori ladroni e sarà fatta dalle stesse persone che già ci sono, meno i morti e più i nati (pochi) e gli immigrati (tanti); ci sarà sempre qualcuno che invocherà la libertà e contesterà tutto ciò che prima ha auspicato. E’ la sempre rinnovata energia della storia: tutto ciò che è unito tende a slegarsi e tutto ciò che è separato aspira ad unirsi.
    E l’ acqua continuerà a scorrere verso la foce del placido Po con buona pace per chi auspica ogni sorta di cambiamento.
    Gli indipendentisti ed i libertari ci saranno sempre e non sapranno mai bene da chi vogliano essere indipendenti e da chi essere liberi. Liberi, forse dalle loro ossessioni di non saper accettare di essere uguali agli altri, anzi, forse più deboli di nervi.””
    Un cordiale saluto.
    Marco Preioni .

    • Fabio says:

      il fatto che li ficchino in statualità sempre più grandi, prima l’italia poi l’europa dell’euro poi chissà ancora cosa, senza chiedergli permessi o referendum, mi fa pensare che lorsignori abbiano torto.

      sembra che chi governa abbia il terrore di piccoli stati e non da oggi, a giudicare dalla guerra fatta all’isola delle rose. Quindi queste paroleche ripotri sembrano, per

      • Fabio says:

        per quanto autorevoli siano i tipi che le hanno pronunciate, delle sciocchezze comode agli stati e caste attuali.
        E non mi stupisco: l’indottrinamentocui siamo sottoposti nei lunghi anni di scuola pubblica quasi non lascia scampo a chi vuole usare il proprio cervello per capire come stiano le cose. 1984 di Orwell insegna.

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