Il bis-capo dello Stato incarica il tris-presidente del Consiglio

di CLAUDIO PREVOSTI

Oggi il bis-presidente Napolitano darà l’incarico di governo. E il nome su cui Re Giorgio sembra intenionato ad andare è quello di Giuliano Amato. Ieri ad un certo punto Matteo Renzi ci aveva creduto, ma dopo poche ore il nome del sindaco di Firenze e’ uscito fuori scena dalla corsa per palazzo Chigi, nonostante il Pd – perlomeno in un primo momento – avesse manifestato intenzione di sostenerlo. “La verita’ – spiega un fedelissimo di Renzi – e’ che pur di non essere rottamati i ‘capicorrente’ erano disposti a buttarlo nella mischia, magari per bruciarlo…”. Al di la’ di possibili manovre interne al Pd, il sindaco di Firenze si era reso disponibile. Ma l’identikit che da tempo ha tracciato il Capo dello Stato non risponderebbe a Renzi, sul cui nome anche Berlusconi sarebberimasto freddo.

Il presidente della Repubblica anche alle forze parlamentari ricevute al Colle ha parlato della necessita’ di scegliere una figura autorevole sul piano internazionale, che abbia una caratura forte anche al di fuori dell’Italia. Tutti gli indizi portano a Giuliano Amato, sul quale le resistenze iniziali di Largo del Nazareno sono state superate proprio dala volonta’ di seguire la strada indicata dalla prima carica dello Stato. Non e’ il momento di esperimenti, avrebbe spiegato il Capo dello Stato ai capigruppo dei vari partiti, serve una soluzione forte. Napolitano alle forze partitiche ha chiesto massimo impegno e sostegno pieno, anche per interloquire – come ha spiegato il numero due del Pd Letta – con l’Europa.

Non e’ un caso che ieri il ‘dottor Sottile’ sia intervenuto con un secco no ad ipotesi di patrimonali o di prelievi forzosi. L’ex presidente del Consiglio nei giorni scorsi aveva chiesto garanzie sul sostegno dei partiti, proprio per la necessita’ di avere un appoggio incondizionato alle scelte che dovranno essere compiute dal punto di vista economico (non si esclude una manovra correttiva). In un primo momento il Pd ha provato a fare muro, ma e’ lo stesso Capo dello Stato ad insistere sul nome di Amato. In pista comunque anche l’opzione Letta, una figura del Pd gradita – e molto – anche dal Pdl. La nomina di Letta assicurerebbe un coinvolgimento forte del partito democratico.

Così il bis-capo dello Stato incaricherà di fare il governo quello che sarà a quel punto il tris-presidente del Consiglio, avendo già alle spalle due esperienza alla guida del governo. Salvo sorprese, che però in questo momento Re Giorgio non sembra tanto del parere di escogitare.

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