AL BERLUSCA ORA PIACE LA “GRANDE AMMUCCHIATA”

di GIANMARCO LUCCHI

Ecco che anche il Cavaliere viene alla scoperta. E se non si tratta esattamente della sospensione delle elezioni di cui da alcuni giorni corrono diversi rumors, quella che lui butta nell’arena è l’ipotesi della “grande ammucchiata”. Un governo Pdl-Pd-Terzo polo. A spartirsi i ministeri, politici di destra, sinistra e centro. E a far da premier, perchè no, Mario Monti. Alla guida di una ‘Grosse Koalition’ all’italiana. Per un’intera legislatura, dal 2013 in poi. Possibile? Silvio Berlusconi per la prima volta dice di sì, dichiara che per lui si può fare. Con una enorme apertura a quel progetto di prolungato «armistizio» politico, cui Pier Ferdinando Casini non fa mistero di lavorare. Ma che Pier Luigi Bersani confina nella categoria della fantapolitica: «Il partitone unico – si sfila subito – non esiste in natura». Berlusconi è a Bruxelles. Partecipa con Casini al pre-vertice Ppe. I due si scambiano un saluto, ma non molto di più. Eppure all’uscita, sembrano sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Tant’è che il Cavaliere, da sempre arci-nemico della sinistra, dichiara pubblicamente che sì, si può immaginare per il 2013 un governo politico di Pdl, Pd e Terzo polo. La democrazia, del resto, «si sostiene e si concretizza nei partiti». Dunque, incalzano i giornalisti, davvero il Pdl è pronto a una grossa coalizione? «Vediamo, vediamo – dice l’ex premier -. Noi siamo responsabili, come abbiamo dimostrato facendo un passo indietro con generosità».

Non mostra invece l’ombra di un solo dubbio Casini. Il suo progetto, spiega, non è conquistare la leadership del centrodestra («è fuori dal novero delle possibilità») e neanche tornare in un partito con Berlusconi (almeno, non finchè lui non ammette «che ha sbagliato…»). Il leader Udc lavora perchè nel 2013, dopo il voto, prosegua la «stessa coalizione» Pd-Pdl-Terzo polo di oggi, con un ingresso diretto dei partiti al governo. E magari di nuovo Monti. Perchè a Monti candidato premier, dice Casini, «come faccio a dire di no?».

Ma c’è chi per il momento non ci sta. Ed è Pier Luigi Bersani, che schiera da subito il suo Pd fuori dalla “grande ammucchiata” con il Pdl e Berlusconi. Mentre già dal web si leva l’allarme «inciucione», il segretario scandisce infatti che «il partitone unico non esiste in natura». E che la sua idea è quella di «una democrazia rappresentativa normale, ancorchè riformata», «con maggioranze coerenti e programmi che offrono ai cittadini una scelta».

Nel Pdl l’uscita di Berlusconi provoca più di un mal di pancia. Il Cavaliere aveva già ventilato l’idea di una grande coalizione in qualche riunione a porte chiuse, ma non è riuscito a persuadere gli esponenti dell’area ex An, che già minacciano di sfilarsi dal progetto. Ma cosa avrà davvero in testa Berlusconi?, è la domanda che serpeggia. Secondo Giuliano Ferrara in realtà «accarezza con cautela» l’idea di «sciogliere il Pdl e chiedere all’Italia moderata, riformista e liberale sotto tutte le latitudini di unirsi in un cartello elettorale tra soggetti diversi e distinti per il quale – sostiene il direttore del Foglio – c’è già una proposta di nome: ‘Tutti per l’Italià».

Ma c’è chi pensa che Berlusconi voglia piuttosto usare la grande coalizione come trampolino per farsi eleggere al Quirinale. E del resto «sognare non è vietato a nessuno», commenta caustico Bersani. D’altra parte che il Cainano sia tornato a guardare al Colle più alto della Capitale lo avevamo detto subito anche in questa sede dopo la prescrizione del processo Mills.

Idee ben diverse ha invece la Lega. Per Maroni «la grande ammucchiata» è semplicemente «una follia». Mentre Monti, secondo Umberto Bossi, ha tutte le possibilità di rifare il premier nel 2013, perchè «il presidente della Repubblica è suo amico. E anche Berlusconi». La conseguenza è, ribadisce il Senatur, che la frattura tra Pdl e Lega è ormai «insanabile». Parole che però non paiono spaventare il Cavaliere. Il quale serafico spiega che la Lega attacca perchè «cerca voti» e che con Bossi si può ancora «recuperare un rapporto». Se non altro perchè «esiste un’amicizia personale».

E poi dicevano, Berlusconi in testa, che aborrivano il teatrino della politica. Se non è teatro questo…

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

5 Comments

  1. Johann Gossner says:

    Bisogna che qualcuno li voti.
    Forse tutti assieme raccoglierano il 20-25 %.
    Sempre dietro il Movimento 5 Stelle, che diventerà il primo partito italiano, il vero partito degli italiani, contro questa classe politica di truffaldini approffittatori.

  2. Domenico says:

    Protesto per l’offesa ai nobili e pregiati maiali :-)…
    E’ chiaro che tutti insieme pensano di continuare a mettercelo in quel tal posto meglio e più a lungo. Non sono molto fiducioso nell’intelligenza degli italioni nè dei padani, ma se ne rimanesse loro un barlume potrebbero finalmente capire e lasciare la grossa coalizione a percentuali da prefisso telefonico…

  3. Crisvi says:

    Non è per me una novità.
    Del progetto ne parlò riservatamente Sallusti, a un folto gruppo di ” fidelisti “, il 3 e 4 febbraio u.s. in un HTL di Abano.

    Io ero un invitato esterno, amico di amici.

    Lo scopo, è verosimilmente quello di raccogliere la parte centrale dello schieramento politico ( Fini e il suo 3% di cosiddetti ” rinnegati “, mi risultava però, non dovesse farne parte ), raccogliendo particolarmente la parte residua, ma ancora consistente, del delusissimo elettorato PDL – PD – UDC.
    Escludendo di fatto Lega, IDV, S&L e tutti i partiti ai margini del settore Democratico-Liberale del parlamento.

    Notate che dalle pagine del gruppo L’Espresso-Repubblica, hanno smesso di parlar male di Berlusconi ?
    Quando egli era Premier, non mancava giorno, che non arrivasse un nuovo ” pezzo ” sui suoi scandali giudiziari, sulle sue vicende rosa, sulle sue frequentazioni tipo Lele Mora e Nicole Minetti.

    Provate a verificare gli archivi e leggete oggi la pagina web. Il ” Cav ” è solo sfiorato dalla cronaca riportata dalle testate di ” padrone De Benedetti ” e solo a causa del partito che ha fondato. I toni sono quelli da distensione, da dialogo, ben diversi da quelli di aspra e feroce contesa, di un tempo non molto lontano.

    Solo un caso ? 😉

    http://espresso.repubblica.it/

  4. sciadurel says:

    la foto sintetizza il meglio della politica itagliota

    • Luca68 says:

      Concordo…una foto emblematica. Sono un’ ammucchiata di maiali…con tutto il rispetto per il nobile suino… Con la differenza che questi non son buoni nemmeno per farci dei salumi di terza scelta… Popoli autonomisti ed indipendentisti in piedi! Cacciamo questa gentaglia dalle nostre terre!

Leave a Comment