IL BARBAROSSA LEGHISTA: DELUDE AL NORD, SPOPOLA AL SUD

di GIANMARCO LUCCHI

Ieri sera la Rai ha trasmesso la prima puntata di “Barbarossa”, il kolossal del regista Renzo Martinelli, un film fortemente voluto dalla Lega e in particolare da Umberto Bossi, un’opera costata 12 milioni di euro e coprodotta da Rai Fiction. Nelle sale cinematografiche il film, uscito a novembre del 2009, è stato un colossale flop con incassi che non avrebbero raggiunto nemmeno il milione di euro. Alla prima dell’opera presenzò tutto il gotha leghista, con tanto di commozione ed entusiasmi, ma nonostante lo strombazzamento della stampa amica o falsamente amica, ciò non servì a spingere le masse nelle sale dove veniva proiettato il film, a cominciare dal popolo leghista che se ne strabattè altamente.

Ora la Rai ha deciso di programmarlo in due puntate sulla rete ammiraglia, Rai Uno in prima serata, anche per giustificare la partecipazione alle spese di produzione. La prima parte è andata in onda domenica sera. Gli ascolti sono risultati piuttosto mediocri con il 13,55% di share e 3,559 milioni di spettatori. Si tratta di uno dei risultati meno brillanti dall’inizio dell’anno per Rai Uno, strabattuta nell’occasione dal pur acciaccato Grande Fratello, che ha superato il 17%, e anche dall’esordio della nuova stagione di Report di Milena Gabanelli, che su Rai Tre (una rete solitamente ben distante, nello share di prima serata, dalla sorella maggiore), ha fatto registrare il 14,21%.

Vabbè, ci siam detti, questo Barbarossa fortemente sponsorizzato da Bossi, avrà fatto il pieno nelle regioni del Nord, scendendo poi nella media nazionale a causa dei probabili bassissimi ascolti delle regioni meridionali. E allora siamo andati ad esaminare gli ascolti scorporati regione per regione. E, ohibò, abbiamo scoperto che il mondo s’è capovolto. La regione dove il Barbarossa di Martinelli ha avuto il miglior risultato è stata la Puglia, con il 26,28% di share, quasi il doppio della media nazionale. Quella col risultato peggiore, udite udite, il Veneto con l’8,62%. Forse sono stati i lombardi, allora, a incollarsi davanti al video per assistere al film? Niente da fare, anche loro hanno tradito l’opera leghista fermandosi all’8,64%. Sotto la media anche la Ligura con il 9,72%, il Piemonte con l’11,28%, il Friuli con l’11,60% e l’Emilia Romagna con l’11,79%. Unica regione al Nord che è andata oltre la media nazionale è stato il Trentino con il 17,58%, una terra che solitamente non ha mai dimostrato grandi simpatie politiche per il leghismo.

Dietro la Puglia, invece, le regioni dove il Barbarossa è stato più visto sono state nell’ordine Abruzzo e Molise, Campania, Basilicata, Sicilia e Calabria. Sta a vedere che adesso la Lega deve ribaltare la propria geografia per recuperare i voti che gli ultimi sondaggi danno in uscita dalle sue zone tradizionali!

Stasera seconda manche.

 

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7 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Forse perchè c’è più voglia di “longobardismo” che di carroccio in Lombardia?

    Forse perchè nessuno identificherebbe Alberto da Giussano con Raz Degan?

    • Enrico Sarnek says:

      Forse perchè ai lombardi le prevaricazioni/imposizioni legaiole, oltre a produrre questo filmetto senza capo ne coda, hanno stufato,

  2. antonio baldini says:

    Il film è pieno di falsi storici. Altro caso di soldi pubblici spesi a vuoto. Chi li restituisce?

  3. Xavier says:

    E’ la proverbiale ed immancabile ospitalità del Sud. La verità è che in Puglia stiamo messi piuttosto male!

  4. Enrico Sarnek says:

    Dato il cast (escluso il Barbarossa) prettamente mediorientale, non stupisce il picco di share in Italia dove evidentemente la popolazione ha “sentito” di più la pellicola.

    Questo film rappresenta in pieno il vuoto culturale della lega nord e ai più attenti riprova per l’ennesima volta quanto essa sia utilissima alla politica unitarista italiana.

    Alcune sommarie considerazioni:

    – un regista anonimo (ricordare Porzus dove gli autoctoni friulani parlano con accento napo-italiano)
    – budget faraonico speso male
    – una trama di dubbio ritmo, con un taglio in chiave molto italianista
    – di lombardo solo la figlia di Martinelli

    Dulcis in fundo…una produzione RAI…ciumbia che film pericoloso per l’unidà d’idallia!

    Sono altri i film propriamente lombardi, si pensi all’Albero degli Zoccoli di Olmi o a Novecento di Bertolucci, tanto per citarne due trai piu famosi.

  5. guido says:

    Siamo alla scoperta dell’acqua calda…la Lega è un partito terrone! Lo è da un pezzo, sicialiano e calabrese….con qualche terrone del nord

  6. cavallini says:

    Fu il battesimo fatale per l’orribil Barbarossa, che Martinelli andò in Tv da Quello che Regioni….il risultato si è visto…perchè la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo……e c’era pure Confortola! in una delle sue trenta e più ospitate nella trasmissione della Lega…più di così….

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