Il bacio di Giuda: quando il potere ci prende per il culo

Tutti i partiti stanno dispensando pezzi di morale. Sugli immigrati, sulla scuola, sul lavoro, sulla stampa in crisi. Tutti impeccabili e nessuno senza macchia. Poi, basterebbe dare uno sguardo ai loro bilanci o al rapporto con quanto ruota alle loro dipendenze per comprendere che si razzola proprio così e così. Al punto che ti dici: quelli che ci governano non li abbiamo mai eletti; quelli che ci vorrebbero rigovernare li abbiamo già visti in azione. Ci limitiamo a riproporre una riflessione che il prof. Reguzzoni ci regalò tempo fa sul doppio giochismo dei politici. La sua attualità si commenta da sola. Abbraccia i cattolici di governo ma anche quelli di opposizione, e pure i laici ruspanti di opposizione. (la redazione)giuda

di GIUSEPPE REGUZZONI

Qualche poltrona vale bene un po’ di silenzio …  Forse, però, è almeno lecito rimanere perplessi di fronte a tanta esibizione di cattolicesimo militante,  a braccetto con figure e istituzioni che, per storia e per statuto, mirano semplicemente alla distruzione del messaggio cristiano dalle coscienze. Non è la partecipazione al potere a lasciare dubbiosi: quella c’è sempre stata. Ricordiamo, per tutti, la categoria storica di alleanza tra il trono e l’altare. Il potere è solo un mezzo: è vero.  Ed è bene usarlo, con prudenza e moderazione, per dei fini giusti. Ma non è un mezzo indifferente a chi lo usa e al perché lo si usa. Per questo un filosofo del diritto e della politica come Carl Schmitt spiegava che all’alleanza tra il trono e l’altare non potrà mai seguire quella tra l’altare e l’usura, vale a dire il potere finanziario, che è, oggi, il potere vero, quello che tira le fila dei burattini strapagati che vanno sotto il nome di “casta”.  L’altare e l’usura sono semplicemente incompatibili.

Schmitt si era allontanato dalla Chiesa (la ritroverà negli ultimi giorni della sua vita), quindi è un pensatore che, probabilmente, ai politici che amano ostentare il loro cattolicesimo può anche non piacere. Cito allora un teologo contemporaneo, lo svizzero Hans Urs Von Balthasar: «Bacio di Giuda. Quanto spesso abusiamo dell’amore di Dio davanti a spettatori: “Guardate che buone relazioni ho con Lui: lo posso perfino baciare» (Hans Urs von Balthasar, Il chicco di grano, Milano, 1994, p. 121). È una forma di “teologia politica” su cui confesso di non aver sinora sufficientemente riflettuto. Non si tratta di giudicare la coscienza altrui, che resta sempre un mistero, ma l’esposizione pubblica di chi pretenderebbe di rappresentare non solo noi tutti, come cittadini, ma l’intimità più profonda delle nostre coscienze. Ma, forse, il vento silenzioso che porta la compagnia del Mistero a tutti noi, alle solitudini dimenticate dei giovani e degli anziani, non passa dalle cene con le olgettine difese dai ministri ultracattolici, e nemmeno dalle alte frequentazioni presso Aspen Institute e la Corte di Bruxelles. Forse, anzi, lo scandalo di un potere esibito senza ritegno e senza pudore assomiglia davvero tanto a quello strano bacio, di tanto tempo fa.

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One Comment

  1. nisi quis... says:

    Tutto vero. Richiamo encomiabile. Altra riflessione: cosa potremmo, o dovremmo fare ? Porgere l’altra guancia piangendo ? Appellarci a quel po’ di buon senso che crediamo, o speriamo, di vedere nel più profondo di quelle anime dannate ? O optare per la terza via ? Le tribù primitive basano il loro comportamento sull’esperienza. Nei millenni della loro storia hanno imparato che un certo tipo di comportamento non è attribuibile a forze ignote, è nella loro natura. Le correzioni necessarie sono in difesa della comunità. Noi, che siamo evoluti, amiamo ciò che è complicato, dimenticando che un sacco vuoto non sta in piedi.

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