Il 95% degli italiani boccia i partiti, la democrazia e vuole meno tasse

di ALTRE FONTI

Cresce la fiducia degli italiani nelle Forze dell’ordine, che rappresentano l’istituzione  con maggior consenso (70,1%), in crescita del 3,6% rispetto al 2012.  E c’è fiducia anche nella Chiesa che vede il suo gradimento crescere del 9,9% al 54,2%. In calo invece la fiducia nella scuola, che passa dal 54,3% del 2012 al 51,8% attuale. E a  picco anche la fiducia nei partiti che con un ulteriore -0,5% si attestano al 5,1% della fiducia degli italiani. Le ruberie e la “malapolitica” hanno convinto la popolazione  che la democrazia  come migliore  forma di governo non sia poi così necessaria, con un calo della preferenza dal 2008 ad oggi dal 72,2% al 68,5% .

Così come precipita anche il gradimento del Presidente della Repubblica che nell’ultimo anno ha registrato un calo della fiducia del 5,6%, dal 54,6% al 49%.

E’ quanto emerge in sintesi dalla tredicesima indagine Demos di Ilvo Diamanti dal titolo: “Rapporto annuale sugli atteggiamenti degli italiani nei confronti delle istituzioni e della politica”, realizzato su incarico del Gruppo editoriale L’Espresso.  Una ricerca secondo cui il 2013 è stato un anno positivo oltre a Forze dell’ordine e Chiesa anche per la Magistratura, che cresce di mezzo punto  e  passa dal 39,2% di fiducia  di un anno fa all’odierno 39,7% e le associazioni degli imprenditori (+8,7%) che passano così al 29%. In generale , gli italiani si fidano sempre meno dello Stato (18,9% in calo del 3,5% rispetto al 2012) e la maggior parte dei nostri concittadini ritiene che la democrazia possa esistere anche senza i partiti e addirittura oltre il 30% della popolazione afferma che della democrazia farebbe volentieri a meno.
Il trend negativo della fiducia generale degli italiani verso le istituzioni politiche  va dal 41% del 2005  all’attuale 25%.

E un altro dato in controtendenza rispetto a qualche anno fa è quello relativo ai servizi e alle tasse dello stato. Mentre nel 2005 erano numericamente superiori gli italiani che chiedevano di potenziare i servizi, oggi il 70% chiede soprattutto  una riduzione delle tasse. Che incidono negativamente sulle prospettive di vita. Tanto che oltre la metà dei cittadini si dice preoccupato per l’incertezza del futuro in quanto la crisi non permette di fare programmi. Un’altra richiesta degli italiani è l’elezione diretta del presidente della Repubblica , con il 73,2% dei cittadini che vorrebbe poter scegliere il nome del Capo dello Stato.

FONTE ORIGINALE: http://www.sestopotere.com

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2 Comments

  1. Maciknight says:

    Dei sondaggi mi sono sempre fidato poco, perché oltre all’orientamento indotto poi consentono soprattutto agli interlocutori di cazzeggiare. A parte queste premesse, un solo dato di questo ultimo sondaggio rivela in ogni caso quanto l’italiano medio sia superficiale, quello relativo alla Chiesa, passata dal 9,9% al 54,2% in un solo anno, evidentemente per l’elezione del nuovo pontefice, perché a livello istituzionale non è cambiato nulla. Quindi non si tratta di analisi della realtà ma di flatulenze neurologiche

  2. Albert Nextein says:

    Poi, quando si vota, corrono tutti a mettere la X per il Pd, Pdl, e Sel.
    Si lamentano, ma non sono consequenziali, coerenti.

    L’ignoranza, l’ideologia, la malafede sono peggio del cancro al cervello.

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