Il 75% di… chiacchiere a casa nostra. Siamo neri e verdi marci… di rabbia

di ROBERTO BERNARDELLI*

Ministri di tutti i colori ne passano, come i governi. Le tattiche politiche passano, come l’acqua sotto i ponti. I problemi della gente restano. La libertà non è un prodotto che si vende al supermercato della demagogia e dei proclami. Puntare l’indice può diventare anche una patologia, se non è una terapia.

Le scorciatoie delle alleanze sono affascinanti, ma poi chiedono il conto. Alla fine, il Nord si chiede: e quindi? Il governo è un governo del dire, non del fare. L’opposizione è un’opposizione del dire, non del fare. La rappresentanza è andata a ramengo da un bel pezzo dal momento in cui il tradimento politico pluridirezionale lascia aperte le domande: Equitalia gonfia il petto davanti agli ultimi ingordi incassi. Si legge infatti: “L’attività di Equitalia, dal 2006 a oggi, ha fatto registrare un aumento significativo delle riscossioni rispetto alla gestione precedente affidata alle società private. Da una media di 3,2 miliardi all’anno, registrata prima della nascita di Equitalia, si è passati a una media di quasi 8 miliardi per un totale di circa 55 miliardi in 7 anni. Nel 2013 sono stati riscossi oltre 7,1 miliardi (3,8 miliardi per l’Agenzia delle Entrate, 1,7 per l’Inps e 1,6 per gli altri Enti), con un calo di circa il 5% rispetto ai 7,5 miliardi del 2012”. Colpa della crisi, spiegano. E ti credo. Volevano il sangue anche dai morti?

Quante aziende hanno chiuso? Quanti suicidi su quel denaro? Le parole passano, i fatti restano. Il Nord è ancora orfano.

Altro dato che si commenta da sé: la Camera di Commercio di Monza e Brianza ci spiega che due imprese su tre in Lombardia resisteranno nel 2014 ‘tirando la cinghia’.

Il calo d’affari è stato dell’8%, e solo un imprenditore su sei pensa con ottimismo al futuro. Il 18% delle aziende pensa che taglierà il personale, e per quanto la Camera di Commercio si sforzi di dire che c’è un sentimento diffuso di crescente moderato ottimismo rispetto al prossimo anno, ricordiamoci che è sempre Equitalia a dire che… peccato! Abbiamo incassato meno perché abbiamo rateizzato le tasse, altrimenti la gente non ce la faceva. Se questo è ottimismo, prendiamolo anche noi a rate, ci sia concesso.

Il Nord delle parole e delle reiterate sequenze di proteste non sa più che farsene, gonfiano forse un po’ la cabina elettorale, dopano il consenso, ma il cuore del problema, il bluff incorporato del federalismo fiscale, fa sì che la stima ragionevole del saldo dei residui fiscali per il 2012, secondo i dati della Ragioneria dello Stato e dell’Istat, comparati con le Entrate Complessive Regionalizzate (fiscali e contributive) e le Spese Complessive Regionalizzate , ci dicano  che in Lombardia il Nord ha attivo record di 56,5 miliardi di euro. Il Centro di 8 miliardi e il Sud piagnone di 63 miliardi ma in passivo. Questi sono i dati reali dell’Italia, la differenza tra il dare e l’avere.

Equitalia canta vittoria? Equitalia, ovvero il braccio fiscale di Roma, dei partiti, “estorce” alla regione più in credito fiscale del Paese per conto di chi da sempre non paga ed è sovra rappresentato in Parlamento. Neppure una ventennale alleanza paraliberista è riuscita a liberarci da questo soggiorno obbligato dell’erario nella nostra vita. Parole, il 75% di parole, neanche il 25% di fatti.

E’ ancora più drammatico se si pensa che in termini percentuali di saldi sul Pil, la Lombardia ha un residuo fiscale record par il al 17% del Pil, il Sud il 17% ma in passivo su Pil. Il Nord, globalmente, può dire di avere un residuo fiscale dell’11% sul Pil (per contro, la Germania, giusto per farci un’idea, ha il 2%).

Dunque: a parte alcune indistruttibili fiammelle ostinatamente accese dal sacro fuoco indipendentista, esiste un refolo di vento politico capace di sfruttare la rabbia e l’orgoglio e incendiare nei fatti il cambiamento? Quanto coraggio serve per secedere politicamente dai bluff, dai buffet, e passare alla giustizia sociale che il Nord attende e per il quale ha votato anche meno di un anno fa?

Ministri di tutti i colori ne passano, ma anche i governatori non scherzano.

 

*presidente Indipendenza Lombarda

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21 Comments

  1. kahhhtt (Il colpo di tosse) says:

    Di una cosa possiamo stare certi: da soli non se ne andranno mai…..

    • giggetto says:

      Andare al voto è fondamentale alle prossime europee per un indipendentista con lo scopo preciso di affossare la Lega e favorire la nascita di qualcosa di nuovo. C’è un immenso magma indipendentista che in questi anni è rimasto coperto dalla presenza (e dall’ostruzione della Lega) che è pronto a esplodere, ma prima bisogna tirare via l’ostacolo principale. Un indipendentista potrà votare scheda bianca, nulla o se è fortunato una lista autonomista. Io voterò M5S.

  2. arcadico says:

    Bhe! Uno sembra sia già saltato!

    Un’altro cerca di salvarsi (dalla prossima e molto annunciata debacle amministrativa di maggio per non parlare di altre elezioni assimilabili alla coda dei sciami sismici dopo la grande scossa) con la cerimonia del passaggio del cerino acceso!

    Ne rimarrebbe uno … che però (anca lù) fà real politic!!!

    Ergo … visto che il coraggio se lo può dare solo chi ce l’ha (e viceversa no chi non ne ha – pregasi leggersi lega) meglio continuare ad osservare le fiammelle indipendentiste e lasciar fare alla crisi che … puote più di quanto non potè la lega negli anni migliori!!

    Sarà anche poco … ma è quello che passa il convento.

    L’altra alternativa è sperare, visto che siamo in terra manzoniana, … nell’osteria della luna piena … dove un giovane abituato a bastare a se stesso, di una certa sicurezza, non privo di una naturale intelligenza e furberia, di indole buona ma incline a ribellione … ma con modeste esperienze (lavorative) non sufficienti alle mutate condizioni, e i problemi che si troverà ad affrontare non saranno di facile soluzione verrà sopraffatto da tutti gli errori commessi!!

  3. giorgio says:

    Quando le tre Regioni del nord non saranno più loro, e forse si saranno davvero riempiti i conti in svizzera, allora li vedremo salire sul carro indipendentista, in cerca di altre poltrone, che probabilmente non ci sono.
    Non vorrei però che con la sfiga che hanno portato ai militanti leghisti, in questi ultimi anni, facciano affondare anche quei pochi autonomisti ancora rimasti.
    Speriamo che stiano alla larga.

  4. indipendentista . says:

    I ciancioni che domani manifesteranno fuori dalle carceri contro l’indulto sono gli stessi pagliacci che hanno avuto il ministero degli interni e della giustizia per anni.

    Le cravatte verdi sono sempre stati lo zimbello dell’europarlamento, visti un po’ come i tipici italiani chiassosi bravi solo a fare cagnara, fare sparate da guappi, marinare sedute e commissioni. Negli ultimi mesi però in seguito alla degenerazione lepenista-putiniana elaborata dal Gordo i marones vengono visti come dei veri e propri appestati da tenere alla larga un miglio (non nel senso del professore) e mezzo.

  5. Paolo says:

    I Catalani sono gente seria. Pensa che Artur Mas a quanto pare sta facendo di tutto pur di non incontrare Maroni (vedi articoli dei giornali catalani), in tour a barcellona per promuovere l’Expo 2015 (invitato dalla Camera di Commercio ITALIANA…sic!!), perchè considerato un estremista di destra e xenofobo…Un alleato insomma, che nessuno vorrebbe avere

    • Maroni può sempre consolarsi con la Le Pen e con altri nazionalisti di estrema destra europei. Mandando in delegazione l’ex comunista padano Salvini. Lineare, no?

    • indipendentista . says:

      Da amici lì residenti confermo in merito alla posizione di Mas verso Maroni, con buona pace di Cecchetti e Salvini quando giocano a fare “i catalani” con tanto di canotta con l’Estelada.

      L’expo è stato ridotto a un microevento dedicato alle trattorie. Se poi guardate lo spot tv (quello della tavolata) pieno di stereotipi su di “noi italiani” hai la sensazione che siano stati proprio 30 anni di leghismo buttati nel cesso. Speriamo almeno che la magistratura faccia le pulci alla gang cellino-maronita che su questo come su analoghi eventi si sta riempiendo i conti in Svizzera.

      • Paolo says:

        intendi il video “noi italiani”??
        Mio dio, che mediterraneata!!!
        Bossi ci ha abbiondolati e raccontato palle per 20 anni…ma non sarebbe MAI arrivato a tanto..
        Per altro…Maroni oggi intervistato ha detto che ha invitato Mas in ITALIA…….ma cos’hanno i militanti? le fette di salame davanti agli occhi? chi ci crede ancora dovrebbe andare a manifestare davanti a via bellerio o alle sezioni…

    • lorenzo says:

      beh se l’accusa è quella mi pare una cazzata… la Lega è da attaccare non certo per i motivi che dicono i falliti comunisti o i rimbambiti stile centri sociali… semmai per il fatto che dopo aver urlato contro Roma Ladrona sono diventati una vera costola dello stato italione…

      • Inviterei a meditare sul solco profondo che ci dovrebbe essere tra il pensiero di matrice federalista (che non vuol dire stare attaccati all’iTaglia) e libertaria da una parte e quello nazionalista di estrema destra dall’altra. Tra l’altro oggi in iTaglia abbiamo anche i nazionalisti di sinistra, tutto fa brodo pur di affermare il dominio incontrastato dello stato ladro (Paolo Bernardini ne avrebbe da dire su questo aspetto, e lo so perché lo ho ascoltato).
        Guarda Lorenzo che questa confusione tra idee totalitarie di estrema destra e autodeterminazione dei popoli è alla radice del fallimento leghista. Chi crede nell’autodeterminazione dei popoli dovrebbbe credere nel primato dei governati sui governanti, territorio per territorio, e non nell’uomo forte di predappio 2 la vendetta.

        • lorenzo says:

          Sono lontanissimo dal concetto dell’uomo forte di Predappio, guardo a Miglio, Cattaneo e ai teorici del pensiero liberale e libertario come te. Federalismo e libertarismo sono e dovrebbero essere le nostre comuni stelle polari. Noto solo che le accuse di essere “xenofobi e razzisti” arrivano sempre (in tutta Europa, non solo da noi) dai “nazionalstatalisti” di sinistra. Cioè dai comunisti, cioè dai fascisti rossi. E questi finiscono sempre per farmi solidarizzare con un indipendentista “nazionalista” come Borghezio

  6. Paolo says:

    che figura, Maroni va in Catalogna da Artur Mas blaterando di “Europa delle regioni”, senza riconoscere/sapere che la Catalogna è una Nazione…dicendo inoltre che la Lega non è xenofoba e non è di destra quando il giorno prima si è alleata con il Front National di Le Pen…
    http://www.lavanguardia.com/internacional/20140117/54399221470/presidente-lombardia-carga-contra-euro-defiende-consulta.html
    http://www.vilaweb.cat/noticia/4167578/20140117/campanya-artur-mas-reuneixi-xenofob-roberto-maroni.html

    Da notare che Bobo l’italiano è a Barcellona a promuovere l’Expo 2015 perchè invitato dalla Camera di Commercio Italiana..

  7. max says:

    Era e resta certamente l’ostacolo più grande per i gruppi indipendentisti la Lega Nord,non ci sono dubbi,lo dimostra il fatto che ogni giorno questo giornale interessantissimo non abbia un articolo che parli bene o male non ha importanza della Lega Nord.Questo la dice lunga,è pubblicità occulta o la ricerca spasmodica di un accordo,probabilmente entrambe le cose secondo me,non biasimo nessuno anzi con una pulizia ben fatta la via sta proprio li.

  8. eridanio says:

    Tutto vero, per carità.
    Trovo però curioso che la/le camera di commercio (non una in particolare) come ente subordinato al ministero dell’industria, non trovi l’onestà si dire, con uno studio altrettanto serio, che se non esistesse le imprese avrebbero un onere in meno sul groppone. Classe di paraculi inutilmente costosi burocrati tronisti in consigli di amministrazione ed intermediari di piccoli contributi fatti col denaro previamente estorto alla generalità.
    Quel che loro fanno è di dubbia utilità forse con la sola esclusione del registro imprese che comunque oggi è un istituto obsoleto e sostituibile da forme di pubblicità più efficienti e meno costose.
    Il resto, se valesse qualcosa, un imprenditore insieme ai colleghi pagherebbe per organizzarlo spontaneamente evolontariamente.
    Abbiamo uno studio inutilmente costoso per parlarci di evidenze che non hanno bisogno di essere raccontate vanno eliminate insieme al narratore(cciaa)

  9. L’altro giorno leggevo dello scandalo ligure che ha colpito l’italia dei valori, con arresti e perquisizioni. Il mio commento è stato: questo succede quando ti affidi ad un ossimoro per dare il nome al tuo partito. Italia dei valori è come dire cacca dei profumi.

    Il nome lega nord è da 20 anni un ossimoro. Lega italia unita sarebbe perfetto.

    Basta. Per quanto gli indipendentisti seri siano una fiammella, la potente lega resta il peggiore ostacolo al nostro processo di autodeterminazione, di cui non vedremo la conclusione, ma che abbiamo il dovere di far partire. Guardiamo a Scozzesi e Catalani. Loro sono gente seria.

    Basta lega caro Bernardelli. Basta lega, caro Oneto.

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