Il 58,9% degli italiani insoddisfatto del governo

elezioni

Il 58,9% degli italiani è insoddisfatto dell’operato del Governo contro il 41,1% che è soddisfatto. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 con 1000 interviste raccolte tra il 29 e il 30 marzo 2019. Il dato si ribalta tra gli elettori della maggioranza: soddisfatti il 91,2% degli elettori della Lega e il 92,4% degli elettori M5s.

Molto insoddisfatti gli elettori di centrosinistra e Forza italia, rispettivamente al 91,8% e all’81,8%. Il sondaggio ha chiesto anche se il partito preferito di oggi è sempre lo stesso rispetto a quando è stato formato il Governo: il 30,8% ha cambiato preferenza mentre 69,2% degli intervistati ha confermato la sua scelta.

A cambiare idea sono stati il 33,2% degli elettori del Movimento 5 Stelle, il 5,5% di quelli della Lega, mentre per quanto riguarda i principali partiti di opposizione hanno cambiato idea il 10,9% degli elettori di Forza Italia e il 21,2% di quelli del PD.

(Agi)
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11 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Il tutto perche’ l’italia non e’ mai stata unita e mai lo sara’.
    Le razze che vivono nello stivalon o gabbiotto italiko sono troppo distanti le une dalle altre.
    La legge vale al nord ma non vale al sud: casco e cintura di sicurezza d’obbligo
    e viceversa docet.

    L’italia stato non lo voleva e non lo vuole nessuno. Si, salvo i capi partiti (che non partono mai) che ne fanno una questione di principio. RELIGIONE E’.
    Quindi siamo governati dai SINEDRI.

    Togliere la scritta nei tribunali e nei libri che “la legge e’ uguale per tutti”.
    Kax: non e’ veroooo..!

    Bacio le mani….

    • Gianluca P. says:

      “La legge vale al nord ma non vale al sud”.
      Il problema ulteriore è che a 20 km da casa, nella brianza che lavora anche la domenica, in una riunione che dovrebbe essere tra amici (rappresentati e rappresentanti), i rappresentanti e gli organizzatori si infastidiscono per le domande inopportune. Si sentono sotto attacco(forse pensano che siamo dei disturbatori mandati da qualcuno e non cittadini normali con dei sentimenti), parlano di autonomia, ma non va bene parlare di residuo(alla fine viene spiegata controvoglia la questione). All’esterno face to face danno numeri diversi sul residuo dicendo che così dicono certi economisti(?). E allora io dico che, a questo punto, non c’è più una logica, che non c’è più rispetto per chi le lotte le ha fatte davvero. Non c’è più rispetto per il lavoro altrui. Un poeta come De Carlo decide in prima battuta di non intervenire e dice che è tutta una pagliacciata (riferito al soliloquio di un altro relatore). Lo fa solo alla fine per il pubblico. Bandiera, una volta si diceva di non disturbare il manovratore, riferendosi a qualche sistema che difendeva gli assistiti, ora sono tutti manovratori. E noi tutti manovrati.

      Saluti.

      Ps A Biassono, qualche sera fa, il lucidissimo prof. Bassani ha iniziato dicendo che il residuo lombardo morirà sulla tomba di Crotone. Qualcuno non è d’accordo con questa frase, la reputa leggera e fuori luogo. Non esistono delta negativi nei residui, così come lo dicono le statistiche. Non è vero che i soldi di alcune regioni vanno ad altre nei termini che pensa lei o penso io, Bandiera. Non si permetta di pensarlo, Bandiera. Le cadreghe di velluto continuano a tirare più di un pelo di f.

      ps2 prima trattiamo l’autonomia con 131 funzioni in regione e solo dopo pensiamo al residuo. lo porteremo dal 16% al 10% del pil lombardo (cit.). Intanto siamo sotto un grande fratello fiscale: fatture elettroniche, registratori, iva che aumenterà. La gente fugge. Enclave di stranieri all’interno della città che fanno quel cazzo che vogliono e non pagano nulla.

      ps3 bacio le mani anche io.

      ps4 forse è meglio lasciare sto paese che ormai si avvia verso il fallimento. In tutti i sensi.

      • Stefania says:

        Caro Gianluca, c’ero anche io quella sera a Biassono. Ma anche le parole più lucide non spostano in questo momento il consenso elettorale. La disillusione sulle aspettative deluse è talmente grande che la gente corre dietro all’uomo forte “del buon senso”. Ogni tanto la “provvidenza” torna a fare danni.

        • Gianluca P. says:

          Lo so Stefania, ero nella sedia dietro alla sua. Bassani l’ho nominato perché è in sintonia col mio pensiero. Non su tutto ma su molto, sì. Dopodiché io sono d’accordo con lei sul resto della storia. Ho sempre meno cose da dire su questo stato di cose. È stato detto di tutto e di più. La percezione della gente non muta. Dispiace. Quindi anche la loro percezione del problema è sottodimensionata. Su questo Bassani ha puntato il dito. Pagliarini ha detto che strebbe meglio in svizzera, ma finisce i suoi giorni in italia dove sta un po’ meno bene. Su quel po’ meno bene si è inserito Bassani dicendo che non ci rendiamo conto della situazione di gravità. È rimasto un po’ di export a nord e intorno la luce è spenta. Auguri per tutto, Stefania. Ps dopodichè Bassani non era li per spostare il consenso è evidente. Quello non si sposterà. Sull’ingegneria socio politica il padrone del vapore è avanti 100 anni rispetto a dei poveri illusi come noi.

          • Gianluca P. says:

            Non hanno capito che se mi sgravano di gabelle io assumo qualcuno. Non lo hanno capito? Non gli frega un cazzo porca troia, sono venduti. Vogliono che muoia. Forse muoio. Se muoio sono contenti? Un disturbatore in meno. È follia completa questa. Qualcuno deve pagare. Non noi però!

          • Gianluca P. says:

            A me dispiace ma l’alternativa a partiti dal2% qual è? Secondo lei abbiamo le strutture mentali per astenerci in moltitudine cosciente o aggregarsi per disobbedire?

            • Gianluca P. says:

              In quella sala mentre giravo i tacchi e uscivo per le stronzate che sentivo sul fatto che bisogna essere solidali, c’era qualcuno che non capiva la reazione. Dove vogliamo andare, Stefania.

  2. FIL DE FER says:

    Ma certo che la maggioranza degli italiani è insoddisfatta di questo governo.
    Bastava applicare la FLAT TAX a tutti al 15% sino a 30.000 euro ed il 30% oltre per attenuare ed in alcuni casi risolvere molti dei problemi del paese.
    Il PIL sarebbe schizzato al 2 – 2,5% come minimo, le industrie avrebbero iniziato a lavorare di più assumendo nuovo personale, lo stato avrebbe iniziato ad incassare più IVA, l’INPS ad incassare più contributi, la maggiore competitività avrebbe fatto aumentare le esportazioni etc..etc..et…..la lista è lunga.
    SALVINI forse aveva dimenticato che con i meridionali ( terroni li chiamiamo noi amorevolmente e simpaticamente) non c’è niente da fare. Loro vogliono solo aiuti, sussidi, assistenzialismo tramite i loro politici che sino ad ora hanno sbancato l’italia grazie anche al nostro silenzio qui al Nord. Adesso è ora di finirla, non siamo mica alla Fiera dei miracoli………..siamo sull’orlo del DEFAUT e si continua come se niente fosse. Balordiiiiiiiiii, aprite gli occhi perché non c’è più tempo per scherzare e fare esperimenti.

    WSM

    • Gianluca P. says:

      Credo che l’unico default che arriverà qui non sarà quello del paese che, seppur conciato, è ancora troppo grande per fallire. Innescherebbe problemi in altri paesi, il fallimento. L’unico problema è lo smantellamento lento e inesorabile delle piccole-medie imprese al nord. L’attacco al credito privato nelle banche del nord attraverso le gabelle che aumentano. E quindi l’impoverimento e appiattimento. Tutto qui. La demografia cambierà, il residuo si contrarrà e si rimane in piedi tutti con meno pretese, salari più bassi etc…l’unico default è quello del nord quindi. L’assenza di regole voluta per generare caos, farà si che le imprese verranno sempre più acquistate da aziende estere. Di Maio, ieri, diceva che è pronta una legge perché così lo stato interviene e salva le imprese come pernigotti, per risanarle coi suoi soldi fil de fer e, poi, rivenderle a qualche italiota. Rivenderle agli italioti. Ah ah. Che ragionamento da statista. Un pagliaccio insomma. Un pagliaccio che a me non fa ridere ma ha seguito. Il nord sta a guardare. Chiaro che sto governo sia come una gravidanza ectopica di quelle rare. Una ‘scar pregnancy’, un impianto sulla cicatrice di un cesareo pregresso. Il feto non può crescere sulla cicatrice. Andando avanti muore, ma nel frattempo c’è rischio che la cicatrice si spacchi. Fermare la gravidanza o andare avanti rischiando che la madre muoia. Salvini attende le europee poi esce interrompendo? Mah. Che esca o stia dentro il paese è già gravido della prossima crisi. Qualsiasi coalizione non funzionerà. Uno derubato si ribella altrimenti è un coglione. E qui i coglioni pullulano. Saluti. ps il debito chi lo paga. In futuro gli invasori che comprano e ci schiavizzano un po’ di più. Ma a modo loro. La cina è vicina. Ai manifatturieri dico di impararsi il mandarino, che son già mezzi comprati. Landini che parla ora in tv fa ridere. Piano straordinario di investimenti dice. Ahaahahaha. Internatelo. Ps2 fil de fer si metta seduto con mozart in cuffia e si goda l’imbrunire, soprattutto quello neuronale.

      • Gianluca P. says:

        Goda dell’imbrunire neuronale. È rarissimo un imbrunire neuronale come il nostro non ha eguali nel mondo. Goda, con mozart al chiaro di luna, è una figata che non ha eguali in tutto il globo terràcqueo.

        • Gianluca P. says:

          Ieri parlavo con un milanese che mi ha confermato che ci salviamo tutti insieme. Che io ho dei pregiudizi e vedo male. Era convinto. Lo guardavo e aveva la potenzialità di uccidere anche i miei neuroni. I suoi ragionamenti decisi e sicumerici mi han portato a una pace sensoriale mai provata. Una parte di me moriva lentamente e mi immaginavo col tipo a condividere un simposio sul federalismo a geometria variabile dove cercavo un ultimo appiglio prima di sprofondare nella retorica al sabor del socialismo reale.

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