Il 40% dei sardi vuole l’indipendenza

di BRUNO DETASSISsardegna

“Una recente ricerca condotta dall’Università di Cagliari contemporaneamente a quelle di Edimburgo e della CATALOGNA rivela che nove sardi su dieci vorrebbero ancora oggi un governo locale con più poteri di quelli attuali e che circa il 40 per cento coltiva sentimenti di indipendenza”. A darne notizia è stato il presidente della Regione Francesco Pigliaru, in audizione ieri a Roma alla Commissione Parlamentare per le questioni regionali, presieduta da Gianpiero D’Alia. “Questi dati rivelano un forte sentimento di identità, oltreché la necessit° di uno Statuto con più regole specifiche che principi. È comunque ormai un patrimonio comune la richiesta di maggiore autogoverno dell’Isola”.

Al centro dell’incontro a cui ha partecipato Pigliaru, l’indagine conoscitiva sulle problematiche legate alla revisione degli Statuti, con riferimento alle questioni relative alla specialità della Regione Autonoma della Sardegna e allo stato della sua attuazione.

“Noi vogliamo rivendicare la nostra autonomia speciale, interpretando la specialità in un’accezione moderna e dinamica- ribadisce Pigliaru- perché crediamo di poterlo fare con convinzione. E allora con lo Statuto speciale intendiamo riscrivere con chiarezza un rapporto di piena reciprocità con lo Stato. Il nostro Statuto- prosegue il presidente sardo- deve prevedere maggiori potestà legislative in materia finanziaria e fiscale, un trattamento finanziario più favorevole, deve concentrarsi sull’affermazione di diritti speciali che concorrano a rafforzare l’idea della nostra diversità, il diritto alla continuità territoriale, il diritto alla cultura, alla nostra identità, appunto, il diritto a competere con lo Stato per individuare standard ambientali più severi”.

Da Pigliaru disco verde alla proposta relativa alle norme di attuazione portata avanti dal sottosegretario degli Affari regionali Gianclaudio Bressa. “Le norme di attuazione consentono di non lasciare alla sola iniziativa del legislatore nazionale la determinazione dei rispettivi ambiti di competenza legislativa dello Stato e della Regione. In questa fase di riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione, la previsione di una clausola di salvaguardia che prevede l’intesa per l’adeguamento degli Statuti è sicuramente una soluzione positiva. Per la prima volta- conclude Pigliaru- viene sancito in Costituzione in forma espressa lo strumento pattizio e, con esso, un importante strumento di leale cooperazione tra lo Stato e le Regioni speciali”.

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4 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Suvvia….la pur meravigliosa Sardegna se fosse effettivamente indipendente affonderebbe in pochi mesi nei suoi drammatici residui fiscali passivi.
    Meglio si tengano stretta questa iniqua unità……..

  2. Padano says:

    In realtà a leggere bene non vogliono l’indipendenza (mica scemi), ma “un trattamento finanziario più favorevole”.

    Ovviamente a carico del resto del Paese, e quindi, in definitiva, del solito Nord.

  3. Padano says:

    Che se ne vadano!!
    E chi li trattiene?

    I Padani risparmierebbero 4 miliardi all’anno.

  4. Dan says:

    Il 40% dei sardi vuole l’indipendenza ma il 40% dei sardi nel frattempo ha smesso di legittimare questo stato rifiutando la presenza e l’azione di organi di controllo e comando oltre che il pagamento di altre tasse e balzelli ?

    Ste percentuali sono molto belle ma se sotto manca la componente concreta valgono meno di un sondaggio di piepoli

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