Il 2014 e l’Indipendenza. Catalogna, Scozia e Veneto…

di GIANLUCA MARCHI

Buon 2014 a tutti, cari lettori de L’Indipendenza! Arrivo un po’ di ritardo, ma alcuni di voi sanno che dalla metà di dicembre ho affrontato un percorso sanitario un po’ complesso, dal quale sto riemergendo solo ora con le prime forze. Ringrazio tutti coloro che in questo non facile periodo hanno voluto dimostrarmi la propria vicinanza. E’ stato importante.

Ma passiamo oltre, perché non è di me che dobbiamo parlare. Domani questo giornale online compie due anni di vita, infatti la prima edizione de L’Indipendenza andò in rete l’8 gennaio 2012. E’ quindi utile fare un minimo di bilancio: indubbiamente la nostra testata è diventata, nel suo piccolo, il punto di riferimento del variegato e polverizzato mondo indipendentista che sussiste, spesso dormiente, in questo disgraziato Paese, più al Nord ma non solo qui da noi. Ciò è avvenuto nonostante le scarse risorse a nostra disposizione ed è stato possibile grazie al sacrificio personale di tutti coloro che ci lavorano e ci collaborano: colgo l’occasione per ringraziarli tutti, ma veramente tutti. Molti lettori vorrebbero che L’Indipendenza facesse meglio e di più: esigenza comprensibile, condivisa anche da noi che siamo impegnati direttamente, ma per fare ciò servono i “soldini” (non valanghe, ma un flusso costante) e spesso noi non li abbiamo. Di conseguenza per mantenere almeno il livello raggiunto, invito tutti coloro che possono e vogliono a continuare a sostenerci. Ve lo chiedo di cuore.

E diamo ora uno sguardo alla prospettiva politica. Posto il fatto che tutti noi siamo convinti di una cosa, cioè che la salvezza e il futuro dei nostri territori e delle nostre comunità non possono essere legati alla sopravvivenza dell’Italia così come la conosciamo, quali segnali possiamo cogliere perché qualcosa possa realmente mettersi in moto nella direzione da noi auspicata? Mettiamo allora in ordine alcune questioni:

1) Referendum Veneto per l’indipendenza. Nonostante tutte le lentezze, le difficoltà e gli ostacoli che il sistema italico sta frapponendo e soprattutto frapporrà, resto convinto che, politicamente parlando, al di là dei sofismi giuridici, questo resti lo strumento più efficace per mettere in moto un processo che potrebbe trasformarsi in valanga, se non altro perché chiamerebbe in campo milioni di persone. Chi ha alzato con coraggio questa bandiera, saprà e vorrà continuare a tenerla alta e a piantarla nel territorio Veneto, andando anche oltre i personalismi e gli interessi privati? Noi ci auguriamo di sì.

2) Movimento 9 Dicembre. All’avvio dell’iniziativa in molti hanno sperato che questa fosse l’occasione per mobilitare le folle contro il famelico Stato italico. Così non è avvenuto, complici anche le divisioni sulle prospettive che ben presto si sono palesate nel fronte interno, ma soprattutto all’assuefazione a essere cornuta e mazziata da parte della gente, anche quella del Nord, che pure è insoddisfatta e persino impaurita per come vanno le cose. Adesso si tenta un nuovo rilancio, a partire dal 9 gennaio, sulla base di una piattaforma che, a mio parere, non appare così convincente. Mi auguro di sbagliare, ma non vedo le folle pronte a mobilitarsi. Comunque, ogni iniziativa in tal senso è lodevole.

3) Raccolta firme CoLoR44 per arrivare a proporre anche in Lombardia un referendum sull’autoderminazione simile a quello Veneto. Altra lodevolissima iniziativa, che noi de L’Indipendenza abbiamo sostenuto in qualsiasi occasione possibile. E tuttavia anche qui non intravvedo la spinta propulsiva capace di trasformare il tutto in uno strumento di efficace pressione politica che costringa il Consiglio regionale della Lombardia ad affrontare l’argomento: ad oggi non siamo arrivati nemmeno alla presentazione, negli organismi consiliari, di una Risoluzione del tipo di quella che ha innescato il processo in Veneto.

4) Macroregione del Nord. Sullo stato dell’arte di tale strumento elettorale lanciato giusto un anno fa, ha detto tutto efficacemente ieri il nostro Gilberto Oneto. A oggi non c’è una sola traccia che ci consenta di dire di essere in presenza di un progetto serio anziché di uno specchietto per le allodole.

5) Nuovo corso indipendentista della Lega Nord. Il neo segretario federale Matteo Salvini ha usato utilizzato parole chiare in tal senso, arrivando  a definire una priorità il referendum in Veneto. E’ già qualcosa rispetto al doroteirsmo maronian-tosiano. Ma al momento siamo alle parole e se alle parole non seguiranno rapidamente i fatti, il Carroccio rischia di trasformarsi definitivamente nel mero strumento di potere e di acchiappa-cadreghe voluto da troppi dei suoi dirigenti attuali, chiudendo per sempre la prospettiva ancora prevista dall’art. 1 dello statuto, cioè l’indipendenza della Padania.

6) Vari movimenti indipendentisti. Al momento questo è più che altro un pulviscolo, spesso diviso da personalismi, protagonismi e invidie. I vari soggetti, pur nella loro diversità, sapranno trovare un minimo comune denominatore per dare forza alla propria battaglia? L’Indipendenza lo auspica fin dalla sua nascita, sebbene i risultati non siano finora stati entusiasmanti.

Quadro confortante o quadro sconfortante, quello che il mondo indipendentista ha davanti? Personalmente posso dire di essere “moderatamente pessimista”. E tuttavia, se posso alla fine posso dire la mia, il 2o14 può essere un crinale decisivo, grazie a quello che avverrà in Catalogna e in Scozia, così lontane ma così vicine ai nostri sentimenti. E a quanto accadrà nell’amato Veneto (lasciatemelo dire da lombardo…). I veri indipendentisti meditino sulla necessità di diventare protagonisti o di essere semplici comparse e figuranti senza diritto di parola.

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14 Comments

  1. fabio says:

    ma ancora con questa autodeterminazione?????

    la gente vuole riforme del lavoro!!! non perdite di tempo

  2. Carlo De Paoli says:

    Auguri Direttore, di buon anno e per la riacquistata salute.

    Anch’io, come Lei, mi auguro che quest’anno prevalga il buon senso fra i tanti “movimenti” di “indipendentisti”.
    Ma soprattutto auspico che la gente cominci a pensare in maniera autonoma e non si affidi allo “spirito partigiano” che tanto male ha fatto all’Italia e continuerà a farlo se si pretenderà di cambiare le cose usando i soliti vecchi sistemi usati dalla vecchia classe politica che si possono riassumere nella tattica della guerra del “tutti contro tutti”.

  3. Unione Cisalpina says:

    mi pare un “relazione” kiara ed obiettiva…

  4. giannarcixo says:

    Mi permetto di mettere in guardia circa “l’aiuto” che potremmo ricevere dalla Scozia. Ci sono molte possibilità che in Scozia ci sia la supremazia del NO. Allora diviene indispensabile che il Veneto si esprima prima, molto prima (diciamo entro metà marzo. Perchè ? Perchè si eviterebbe l’igorgo / palude delle elezioni italiote europee, si eviterebbe la possibile negatività del voto scozzese e non da ultimo l’operazione sarebbe talmente veloce da non lascire spazio al “nemico”: dx – sx e ko tecnico. Appuntamento al referendum digitale

  5. peteralm39 says:

    La confederazione, ormai da troppo tempo, ha scialato con soldi non loro, ora siamo al punto di non ritorno.
    Basta parole ma fatti concreti.

  6. Roberto Marcante says:

    Bentornato Gianluca, felice di leggerti ancora! Buon anno e soprattutto in bocca al lupo per la tua salute!

  7. Fabrizio says:

    Bentornato direttore.

    Certo che, non è proprio il massimo passare le festività con problematiche sanitarie, comunque voglio sperare che tutto sia finito e che tu possa riprenderti in fretta. Questo giornale ha bisogno di te, ne sei un fondatore, e come credo accadrà, prima dell’estate sarà anche il giornale di riferimento per la carta stampata sugli argomenti indipendentisti. Tutto ciò che stiamo subendo oggi, finirà quasi sicuramente il 25 luglio 2014.

  8. alessandro says:

    ben tornato direttore, sono felice di poter di nuovo leggere i suoi articoli e di saperla alla guida del giornale, grazie

  9. Flavio Poli says:

    Bentornato direttore. Ritengo che per gli indipendentisti, quelli pochi ma buoni, sia un anno in cui lavorare assieme per il referendum in Veneto. L’indipedenza della Scozia e della Catalogna l’auspichiamo ma non cambierebbe la nostra situazione. La raccolta firme dura l’attimo di una firma. La macroregione, il nuovo corso della lega sono solo esche di pescatori di voti. Nel movimento 9 dicembre ci credo, almeno per quel poco che conosco Lucio ma ho potuto constatare che oltre ai complimenti, dalla gente non si ottiene altro. L’indipendenza del Veneto, credo a questo punto sia il fine per il quale operare assieme in questo anno.

  10. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    Carissimo Gianluca, bentornato! Di cuore.
    D’accordo con Te su tutto, fatta salva la questione “macroregionale”, che a mio avviso va affrontata diversamente.
    Magari anche assai diversamente da come l’affronta Maroni, come sostiene Oneto, ma diversamente comunque per la specificità giuridica del tema. Già quando si dice: indipendenza dall’oppressivo Stato nazional-burocratico italiano, autonomia trattatistica in Europa, si afferma la complessità del tema, che è tipicamente relazionale: le due situazioni vanno a braccetto l’una con l’altra, e non si può prescindere da questo legame. Avanti, dunque, col referendum, ma si prepari anche il ponte di passaggio… “diverso”, se si vuole, ma lo si prepari.

  11. Paolo L. Bernardini says:

    Auguri direttore, sono lieto di sentire la tua voce e mi auguro di cuore che ti potrai riprendere del tutto. Saluti da Astana, a -35 di temperatura e 10 di flat-tax (20 per le aziende, ma la stanno riducendo). Riguardo a quanto scrivi: sono invece moderatamente ottimista. Intanto, due date ci sono (Scozia e Catalogna). Per il Veneto, ce la stiamo mettendo tutta. A questo punto auspico sovvenzioni provenienti dal mondo del business, la capiranno una buona volta che “extra libertatem nulla salus”. Oggi è il Natale ortodosso: fortunato Nostro Signore, che poté nascere due volte, anzi tre…

  12. braveheart says:

    siiii…..certo …..INDIPENDENZA DEL VENETO….OHHH COME NO , CI PENSA ZAIA GOVERNATORE DEL VENETO CON I VOTI DI FORZA ITALIA, NUOVO CENTRODESTRA DI ALFANO , FORSE I FRATELLI D’ITALIA…..
    MA NON FATECI RIDERE…………

  13. lig says:

    Se volete evitare che il lavoro fatto con le raccolte firme in Veneto e Lombardia sia vanificato vi conviene prendere le distanze il più chiaramente possibile da Salvini e dai suoi tentativi di mettere il cappello sull’iniziativa, dato che in molti già li definiscono “i referendum organizzati dalla Lega”.

    • Giuseppe d'Aritmaticea says:

      Credo che Salvini riconoscerà la bontà del lavoro fatto da altri, con pochi mezzi artigianali, e non dalle costose e spesso inutili strutture del partito di cui è segretario.

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