Il 2012 annus horribilis: redditi indietro di 27 anni, chiuse 100mila aziende

di REDAZIONE

Il 2012 sara’ ricordato nella storia come un ”hannus orribilis” nella storia dell’economia italiana per quanto riguarda l’andamento di redditi e consumi. E’ quanto emerge dai numeri illustrati da Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, in occasione della conferenza stampa convocata da Rete Imprese Italia per illustrare la Giornata di mobilitazione nazionale del 28 gennaio prossimo. L’anno scorso, infatti, i consumi hanno subito una flessione reale pro-capite del 4,4%, mentre il reddito disponibile reale pro-capite e’ sceso del 4,8% rispetto al 2011. In numeri, nel 2012 i consumi reali pro-capite 2012 sono ammontati a 15.920 euro a fronte dei 16.654 euro del 2011 mentre il reddito disponibile reale pro-capite e’ stato pari a 17.337 euro contro 18.216 euro. Si tratta, peraltro, di uno scenario negativo che continuera’ anche nel 2013, con un’ulteriore flessione per i consumi reali pro-capite dell’1,4% che li riportera’ indietro di 15 anni: per ritrovare un dato analogo bisogna infatti tornare al 1998. In flessione anche il reddito disponibile reale pro-capite, che nel 2013 sara’ pari a 16.955 euro contro i 17.337 euro del 2012. In questo caso la ”marcia indietro” e’ di ben 27 anni. Altro dato drammatico illustrato da Bella riguarda la mortalita’ delle imprese relativa sempre allo scorso anno: il ”conto” rispetto al 2011 e’ salito addirittura a quota 100mila considerando le imprese artigiane e di servizi di mercato piu’ quelle manifatturiere e delle costruzioni.

Chiuse 100 mila aziende nel periodo 2011-2012. Il dato sulla ‘scomparsa’ di migliaia di aziende emerge da un’analisi di Rete Imprese Italia. Il saldo -tra nuove iscrizioni e cessazioni- di aziende nei servizi di mercato nel periodo gennaio-settembre 2011 , e’ negativo per -41.347. Stessa sorte nel periodo gennaio-settembre 2012, qui, il saldo negativo sale a -53.234. A wuesto si aggiungono le aziende dell’artigianato: nel periodo gennaio-settembre 2011 il saldo e’ negativo per -10.179 imprese, mentre nel periodo gennaio-settembre 2012 il saldo negativo e’ -16.912.

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4 Comments

  1. Castagno12 says:

    Al di là delle previsioni, che possono essere azzeccate o no, quindi sono inutili, è fondamentale collegare gli avvenimenti fra di loro per smetterla di aiutare e di approvare chi ci arreca danno.

    Si continua a disquisire inutilmente, non arrivano risultati utili, ma continuano ad arrivare nuove tasse e gli invasori.

    Le imprese italiane chiudono per tanti motivi, quasi tutti noti. Ma sulla causa principale, si tace.
    L’altro giorno, in un suo articolo, Fabrizio Dal Col ha scritto: ” … nessuno ha una ricetta per fermare questa crisi economica …”.
    E no, la ricetta c’è. Non la fornisco io, ma le numerose pubblicazioni che, senza possibilità di smentita, hanno indicato il colpevole: “L’Emissione di Valuta a Debito”.
    E se non si affronta e non si risolve questo dannato problema, le tasse continueranno ad aumentare e altre Imprese – italiane – chiuderanno.

    Fra i tanti candidati alle prossime (inutili) elezioni, qualcuno dovrebbe spiegare perchè le nostre tasse vanno ad arricchire Banchieri PRIVATI, italiani e stranieri (vedi Bankitalia).

    Poichè è solo una operazione dannosa puntare sui “politici”, o tecnici che siano, il popolo come prima mossa, fondamentale, dovrebbe incominciare a rifiutarsi di approvare i suddetti.

    Passiamo alle imprese italiane che chiudono, sulle cause, ho già detto.
    Ma come mai, sul nostro territorio gli stranieri intraprendono, prosperano, non chiudono e sono in aumento ?
    Senza conoscere in dettaglio i meccanismi delle Imprese, anche un tonto dovrebbe arrivare a capire che agli stranieri vengono fatte concessioni che sono negate agli italiani.
    A questo punto è evidente l’intento dei nostri “maggiordomi” di turno di consentire agli stranieri l’utilizzo e la presa di possesso del nostro territorio.
    Il tutto nell’ambito del “Nuovo Ordine Mondiale”

    Cosa dovrebbe fare il popolo italiano ?
    Dovrebbe ignorare chi ha gestito e continua a gestire questa situazione e anche tutto il Nuovo che, tacendo i suddetti problemi, si identifica con TUTTO IL VECCHIO.

    E’ sempre valido il detto: “Quando non riesci, cambia metodo”.
    Ma in italia è in atto una patologica ostinazione: la ricerca di un nuovo autista che possa giudare una automobile rotta con il serbatoio della benzina bucato.

  2. Andrea ginetti says:

    Ci faranno un “hannus” cosí.

  3. alberto says:

    il maiale di Monti continua a dire che ha fatto un gran lavoro. Complimenti, mai così tante ditte chiuse. O qua si fa l’ indipendenza in fretta o siamo cagati…. WSM

  4. Albert Nextein says:

    Ritengo che il 2013 sarà peggiore del 2012.

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