Il 18,4% dei bambini nati in Italia è straniero. In Emilia è il 29,1

di GIORGIO CALABRESI

Il 18,4% dei bambini nati in Italia nel 2011 e’ straniero, con un incremento del 28,7% rispetto al 2010. A sottolinearlo una ricerca della fondazione Leone Moressa, che sottolinea anche come il 58,6% di queste nascite si registrano nelle sole regioni di Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. In quest’ultima regione, viene rilevata inoltre l’incidenza massima (29,1%) dei nuovi nati stranieri sul totale dei nati. Dal 2002 le nascite di bambini stranieri sono aumentate del 209% mentre, per nazionalita’, a spiccare nel 2011 sono i rumeni, che rappresentano il 44,4% dei nati stranieri in Lazio e il 30,7% in Piemonte. Il Marocco e’ invece la prima nazionalita’ tra i nati stranieri in Emilia Romagna (21,6%), in Lombardia (15,8%) e nelle Marche (14,7%), mentre in Toscana e Liguria risultano piu’ numerosi i nuovi nati albanesi, rispettivamente il 21,8% e il 21,5%.

“L’incremento continuo di nascite che si e’ registrato negli ultimi anni in Italia conferma il processo di radicamento della popolazione immigrata – osservano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa – che non e’ piu’ rappresentata prevalentemente da uomini soli in cerca di lavoro, ma sempre di piu’ da nuclei familiari. Questi dati riportano anche una distribuzione territoriale delle nascite piuttosto diversificata, sottolineando come non solo la presenza in termini di numerosita’ cambi da una regione all’altra della nazione, ma anche la natura di questa presenza. Infatti se la presenza indica un maggiore radicamento sul territorio e un cambiamento di prospettiva all’interno del progetto migratorio, questo processo sembra avvenire piu’ plausibilmente nelle regioni del Nord e Centro Italia piuttosto che in quelle del Sud. Infine l’osservazione delle variazioni dell’eta’ media al parto e del numero medio di figli sembra sottolineare come le donne stranieri si stiano lentamente avvicinando ai parametri delle donne italiane. Se infatti l’eta’ del parto aumenta per tutte e il numero di figli diminuisce, questo processo e’ piu’ veloce per le donne straniere, che tendono ad avvicinarsi sempre di piu’ ai valori caratteristici delle donne autoctone. Davanti a questi dati, pare d’obbligo una seria riflessione sulla normativa sulla cittadinanza vigente in Italia”.

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5 Comments

  1. Flora says:

    Per i ns non c’e’ futuro. Spero che chi ci ha portati a questa situazione faccia la fine che si merita!

  2. Giacomo says:

    Ottimo. Questo è l’unico modo per diluire i geni del popolo più servile e ottuso del mondo. Forse loro si faranno rispettare. Forse loro otterranno l’indipendenza.

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