Ikea va a mille, ora investe in hotel e in residenze per studenti

di REDAZIONE

L’economia europea è in crisi? Sì, dai dati, ma c’è qualcuno che va a mille. Il gigante svedese dei mobili Ikea ha infatti  deciso di lanciarsi anche nel settore alberghiero in Europa, investendo un miliardo di euro nel nuovo progetto. Lo ha annunciato il responsabile della nuova attivita’, Harald Muller, al quotidiano Svenska Dagbladet. “Stiamo cercando da tempo immobili in tutta Europa e tra qualche settimana annunceremo dove apriremo il primo albergo”, ha spiegato Muller. Secondo il quotidiano Ikea intende aprire a partire dal 2012 “almeno 100 hotel” in Germania, Belgio, Gran Bretagna, Olanda e nei Paesi Baltici. Gli alberghi che non avranno il marchio Ikea e non saranno ammobiliati da Ikea, ma saranno gestiti da gruppi alberghieri cui saranno consegnati chiavi-in-mano da Inter Ikea. Quest’ultima e’ la filale del gruppo che ha deciso di investire sopratutto nell’immobiliare i proventi dal marchio Ikea, acquisito per 9 miliardi dalla Fondazione Interogo, un’altra delle filiali della complessa galassia Ikea. Gli alberghi avranno una posizione centrale, saranno poco costosi e pratici. Ikea conta anche di investire nelle residenza per studenti.

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4 Comments

  1. mario bosco says:

    In considerazione dell importanza turisistica,
    paesaggistica ,ambietale e storica culturale della
    Sicilia mi sopprendo come mai il gruppo multinazionale con relativi interessi commerciali
    inItalia non pianifichiuna piattaforma di investimenti nella Regione sopra accennata?

  2. VITTORIO says:

    Non si può fare che i complimenti per la sagacia e la tempestività dell’investimento. E l’aspetto mi fa rilevare che non riguarda paesi che hanno sole, spiaggia, mandolini e cose varie o economie in crisi per cui si può speculare su costi bassi sia delle strutture che della manodopera. Incredibile.
    Stai vedere che tutto quello che ci hanno propinato per avere successo nel turismo è errato oppure i valori bisogna considerarli in un funzione di un ECONOMIA RELATIVA e non assolutistica.
    IKEA ha dimostrato ancora una volta che distruggere il know how e le strutture economiche di un paese in funzione di parametri contabili non porta beneficio in termine di utili. Questa notizia segue a quella di trasferimento della produzione di mobili nei loro cataloghi dall’ASIA in ITALIA, utilizzando le capacità storiche delle nostre aziende, non assumendo operai ma dando commesse; che sempre un bel BUSINESS. Considerando che gli italiani sempre più apprezzano i suoi prodotti, devo affermare che una altro bel tassello economico viene sviluppato, cioè il KM. 0 o quasi. Cioè non più provenienti da paesi lontani in cui la logistica incide sempre più e consuma risorse energetiche e ne determina talvolta anche degli ostacoli, ma nei pressi del consumatore.
    Gli alberghi e le residenze per gli studenti da quello che intravedo avranno un prezzo per così dire da IKEA, cioè contenuto pur dando un buon servizio, e, se come per la produzione di mobili, saranno controllati ma dati in gestione ad aziende esperte nel settore turistico il successo credo sia assicurato.
    Entro in un business, ma non essendo il mio mestiere lo faccio gestire e sviluppare a chi lo è e mi aspetto dei risultati. MERITOCRAZIA non CLIENTELISMO.
    Forse è per questo che non hanno preso in considerazione l’ITALIA ? Eppure abbiamo tante belle cose che ci invidiano ? Reputo che nonostante le beltà del Paese, a causa delle inefficienze del nostro apparato burocratico/amministrativo, preferiscano, per questo business, starne alla larga. Peccato.

    • Giacomo says:

      Avremo anche tante “belle cose che ci invidiano”, ma abbiamo anche i paesaggi più deturpati, i cittadini più incivili, le spiagge più brulicanti di mozziconi, il traffico più demenziale, gli esercenti più scorretti e furbetti, la benzina più annacquata, etc. Una reputazione la si guadagna con tanto duro lavoro e la si perde in un battito di ciglia. Gli italiani, popolo di furbi e tracotanti, dovranno restare con una mano davanti e una di dietro, dalle alpi alle piramidi, prima di capire come si fa a stare al mondo. Certo, si tireranno dietro un sacco di gente per bene, ma la gente per bene in italia è omertosa e dunque alla fine se lo merita.

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